Corbyn
Psycopolitics 10 Giugno Giu 2017 1023 10 giugno 2017

Corbyn e l'era del Post populismo

Mentre l'ondata xenofoba sta scemando in tutta Europa, l'exploit del leader laburista deve fare riflettere la sinistra. Che per essere vincente deve tornare a essere se stessa e non abdicare al centrismo vigliacco.

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Una delle caratteristiche della nuova ondata di populismo occidentale è stata virare verso l'estrema destra ma con la furbata di definirsi né di destra né di sinistra, tanto che oramai i lettori più scaltri capiscono da subito che chi nega che il fascismo esista ancora e chi si definisce post ideologico di solito è un gentista di destra, che crede nella propaganda anti-vaccini, nella sovranità nazionale e nei leader forti e menzogneri.

L'ONDATA DI FAKE NEWS 2.0. Abbiamo già parlato più volte anche in questa sede delle fake news: propaganda online che, come durante il nazismo, è quasi sempre volta a inventare falsi stupri e bufale per aizzare odio razziale. Una volta nel mirino c'erano gli ebrei (ricordiamo una delle madri delle fake news: i Protocolli di Sion) oggi sono i black o gli immigrati. Proprio queste fake news e i siti dei suprematisti bianchi hanno fatto la fortuna di Trump, con Breitbart, ma anche Beppe Grillo con il suo Blog edito dalla Casaleggio Associati non è scevro da colpe: ricordiamo solo il famoso post fake sull’epidemia dell’ebola, con tanto di foto falsa presa dal web. La stessa Marine Le Pen in Francia ha tentato di ripulirsi dal passato paterno, così come Matteo Salvini afferma che «il fascismo non esiste più» assieme ad Alessandro di Battista.

ESTREMA DESTRA, UN RITORNO PREVEDIBILE. Ma noi sappiamo bene che il fascismo esiste e lotta contro di noi, sotto una forma diversa ovviamente: attraverso l’odio per gli immigrati, la guerra tra poveri e il “prima gli italiani”. Fermarsi ad attaccare il populismo, l’Alt-right, così come lo definiscono all’estero, sarebbe come guardare il sintomo di un attacco di panico ma non la causa. Il mio parere, avallato dalla sconfitta sesquipedale del partito socialdemocratico in Francia, dalla nascita del M5s in Italia, dalla débâcle della terza via clintoniana e blairiana è che quando la sinistra perde la sua mission - la cura e la protezione dei più deboli - e si pone all’estremo centro mentre si consuma la peggiore crisi economica dei nostri tempi, l’arrivo dell’estrema destra non solo è ovvio: è prevedibile.

Quando la sinistra perde la sua mission mentre si consuma la peggiore crisi economica dei nostri tempi, l’arrivo dell’estrema destra non solo è ovvio: è prevedibile

Direte: «Che analisi scontata!». Eppure vi assicuro che molti leader non la vogliono accettare, negando la realtà. E negando che la globalizzazione sfrenata, la finanza al posto dell’economia, il neoliberismo hanno messo in ginocchio popolazioni intere, reso ancora più povero chi già lo era, impoverito e fatto incavolare da morire la classe media. Come era prevedibile il ritorno del populismo di estrema destra durante la Repubblica di Weimar, oggi è prevedibile un nuovo ciclo politico che definisco Post Populism.

L'ONDATA POPULISTA HA PERSO FORZA. Cosa intendo? L’ondata populista in Europa ha subito uno stop fortissimo: hanno perso in Olanda, crollano in Germania, hanno perso in Francia; in Est Europa in Polonia e Ungheria (di cui nessuno parla in Italia) nascono fortissimi movimenti di protesta, scompare l’Ukip nel Regno Unito. Ho seguito tutta la campagna elettorale in Gran Bretagna, e da tempo scrivevo su Twitter che ci sarebbe stato un boom incredibile dei Labour capeggiati dal loro nuovo leader Jeremy Corbyn, in netta contrapposizione a Tony Blair. In moltissimi mi hanno presa in giro. Invece Corbyn, così come Bernie Sanders, un uomo anziano di cui possiamo vedere sul web le foto di quando da giovanotto veniva arrestato mentre protestava contro la guerra, ha fatto una svolta incredibile ai più.

LA SVOLTA DI SANDERS, MÉLENCHON E CORBYN. Come mai personaggi come Sanders, Jean-Luc Mélenchon e Corbyn riescono a fare exploit così incedibili, sottrarre voti ai populisti che parevano in prima linea e guadagnare milioni di voti? Per vari motivi che, a mio avviso, sono il corpo stesso del Post Populismo: attrarre il voto dei giovani. Non parlando alla pancia attraverso fake news e “meme” ma rivolgendosi con umiltà e coraggio ai diseredati, a chi è stato tagliato fuori dalla globalizzazione e da anni è dimenticato dai vari centrosinistra occidentali. Lo fanno però con un linguaggio assolutamente non urlato ma controfattuale che - aspetto fondamentale - è anche emozionante.

Bernie Sanders e Jeremy Corbyn.

Etimologicamente tornare a essere radicali significa tornare alle radici, cioè alle ideologie e valori. Dunque Post populismo per prima cosa significa tornare ai valori fondanti della destra e della sinistra e rimarcare perché la sinistra è tale: perché presta attenzione alle tasse universitarie, alla precarietà giovanile, ai disabili, alle sperequazioni sociali, ai più invece che alle élite. E non servono bufale, non servono campagne di odio, urla e VaffaDay, insulti, leader con improbabili capelli arancioni, propaganda e falsi profili sul web. La mobilitazione giovanile in Uk, per Corbyn è stata commovente. Ragazzi sono andati porta a porta a bussare alle case degli anziani per chiedere loro di votare e di votare per loro: per i loro nipoti per il futuro.

LA RICETTA DEL POST POPULISMO. La ricetta è stata riconoscere il dramma della povertà, non urlare slogan ma scrivere un Manifesto chiaro e radicale e proporre soluzioni declinate ai concetti di generosità e uguaglianza. Sì perché un’altra caratteristica del Post populismo è vedere un futuro, non distruggere. Dire che «fanno tutti schifo» è facile, per proporre invece una visione alternativa di mondo, che sia contro l’austerità e il neoliberismo e che al pericolo terrorista non risponda con l’odio razziale ma con lo stop alla vendita di armi, occorre coraggio. Non serve pagare guru della comunicazione farlocchi come Jim Messina: basta ascoltare chi sta peggio, le periferie, invece di rimanere nei salotti bene.

IL CENTRISMO VIGLIACCO È PERDENTE. Sarò onesta: questo è quello che non solo hanno fatto magistralmente Sanders e Corbyn, in contesti assolutamente ostici, ma che ha fatto anche Emmanuel Macron, opponendo al populismo fascista di Le Pen l’onestà di un programma chiaro, coraggioso, lib-dem. Macron si è fatto un partito suo, non ne ha scalato un altro, non ha avuto paura di dirsi europeista al 100%. Questi leader ci dimostrano che servono coraggio e radicalità, che il centrismo vigliacco di chi ha fatto perdere l’identità a milioni di elettori va abbandonato a favore di progetti seri, concreti, proposte chiare. Va detto altresì che mentre Macron ha vinto grazie alla sua rivale (è provato che la maggioranza dei francesi l’ha votato non tanto per il suo programma quanto in contrasto a Le Pen), Sanders e Corbyn hanno perso ma portando al voto milioni di persone davvero motivate, che non votavano più.

Il presidente francese Emmanuel Macron.

ANSA

Come tutti coloro che seguono dati e tornate elettorali sanno, non c’è cosa più difficile che riportare al voto i disillusi e i giovani. Va detto anche che Corbyn non solo veniva dato sotto di 20 punti fino a una settimana dal voto, ma veniva anche deriso dai blairisti, compresi quelli nostrani che oggi, soli contro tutti, negano il suo formidabile exploit sancito da testate come Bloomberg e Washington Post che tutto sono tranne che estremiste di sinistra. Ricapitolando, al di là delle opinioni personali, possiamo tutti convenire su un dato inconfutabile: il populismo sta scemando, si apre una nuova era post populista in cui si tornerà ai valori base della politica. La sinistra deve capire che la carta vincente è tornare a fare la sinistra e occuparsi delle diseguaglianze, dei poveri, dei giovani e di proteggere chi è rimasto indietro. La destra vincente sarà quella dei Trudeau e dei Macron. Solo in Germania vincerà la Merkel, ma qui è un altro discorso: con la pancia piena, tutti scelgono l’usato sicuro.

L'ANOMALIA ITALIANA. La lezione Italiana? A mio avviso a Renzi non conviene tornare presto al voto così come ha fatto Theresa May, il peccato di hybris l’ha già commesso una volta. Nel nostro Paese viviamo un’anomalia: non esiste più una sinistra ma un grande centro dalle politiche economiche confuse, le istanze popolari sono ancora in mano al M5s, unico a proporre un reddito di cittadinanza per quanto sia una proposta di pancia e non elaborata. Inoltre la politica nostrana è un po' come quegli ex comunisti nostalgici che ancora difendono l’ex Ddr in Germania, rimangono ancorati a Blair, Clinton, e disprezzano i Corbyn e i Sanders. Bisognerà aspettare un turno affinché Grillo e Renzi vengano totalmente depotenziati dall’elettorato.

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