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10 Giugno Giu 2017 1741 10 giugno 2017

G7 Ambiente, Trump solo contro tutti: cosa può accadere

A Bologna summit l'11 giugno. Occhi puntati sugli Usa. Nuova intesa da rinegoziare? Germania, Francia e Italia dicono no. Mentre The Donald prosegue con la deregulation. La situazione.

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A Bologna l'11 giugno si apre il G7 Ambiente, con gli Usa ancora da soli contro tutti, dopo la decisione di Donald Trump di uscire dall'accordo di Parigi sul clima, anche se con tempi tecnici lunghi, di circa 3-4 anni. Tutta l'attenzione è rivolta verso Scott Pruitt, il capo dell'agenzia federale per la difesa dell'ambiente (Epa): da lui ci si aspetta di sentire cosa intende fare concretamente l'amministrazione di Washington.

STATI UNITI PREOCCUPATI DA CINA E INDIA. Trump ha giustificato lo strappo sostenendo che l'accordo, così com'è, sarebbe stato un danno economico e occupazionale per gli Usa e si è detto pronto eventualmente a rinegoziarne uno nuovo, ma l'ipotesi è già stata esclusa da Germania, Francia e Italia. Fonti dell'amministrazione hanno riferito che, trattandosi di un'intesa non vincolante, gli Usa temevano che Paesi come Cina e India ne approfittassero per ignorare i loro impegni, acquistando così un vantaggio competitivo sugli Stati Uniti.

SMANTELLATA L'EREDITÀ DI OBAMA. Ma l'accordo prevede meccanismi di verifica e in ogni caso la tendenza a sviluppare e utilizzare risorse e tecnologie meno inquinanti è ormai consolidata, anche in Paesi come la Cina, che ne sta approfittando per occupare la leadership politica ed economica lasciata vacante da Trump. Certo, per Trump sarebbe stato contradditorio restare nell'accordo e smantellare progressivamente, come sta già facendo, l'eredità verde di Obama, promuovendo la deregulation ambientale, rilanciando gli oleodotti e le miniere di carbone. Ma nulla glielo impediva.

DONALD AVANTI TRA LE CRITICHE. Tuttavia ha preferito mantenere le sue promesse elettorali, in vista delle elezioni di midterm del 2018, anche a costo di ritrovarsi solo in compagnia di Siria e Nigaragua, criticato dal papa e dall'amico Putin, e con metà Paese (tra Stati e città) che intende continuare a rispettare l'accordo.

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