Avanzi Di Balera
CAPTATIO MALEVOLENTIAE 10 Giugno Giu 2017 0900 10 giugno 2017

L'Italia, un Paese di avanzi di balera

Le botte tra due anziani per il ballo con una donna a Milano. Gli scatti d'ira di Corona. Appendino, la Signora in fallo. L'arma letame contro la Lega Nord. Il meglio del peggio della settimana.

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Il meglio del peggio della settimana del 10 giugno 2017.

JUVENTU(S) BRUCIATA. La Juventus per la quinta volta consecutiva (1997, 1998, 2003, 2015 e 2017) perde una finale di Champions league. A Cardiff viene "bruciata" dal Real Madrid 4-1.

LA SIGNORA IN FALLO. Piero Fassino, in seguito agli incidenti di Piazza San Carlo a Torino, non chiede le dimissioni della sindaca Chiara Appendino, ma la invita ad «abituarsi ad assumersi le sue responsabilità» denunciando la «grave sottovalutazione dei rischi che comportava l'evento» e sottolineando che la gestione della piazza «è stata affrontata con superficialità, richiamandosi solo all’ordinarietà della prassi, quando invece erano necessarie misure straordinarie».

Il sindaco di Torino Chiara Appendino.

CONSIGLIO DAI MINISTRI. I ministri esortano Matteo Renzi a frenare sulle elezioni in autunno. Beatrice Lorenzin dichiara: «Abbiamo fatto 30, facciamo 31. Cosa cambia andare alle urne quattro mesi dopo? Non capiamo l'atteggiamento irrazionale di Renzi». Alfano è più duro: «Io gli chiedo di essere uomo di Stato, di non essere impaziente, di non avere fretta nell'andare al voto, una scelta contro lo Stato e il bene comune». Quello di Anna Finocchiaro è un monito: «È necessario portare a compimento una serie di riforme già avviate». E infine Calenda: «Andare al voto subito sarebbe un errore perché l'export è in ripresa, l'industria 4.0 procede, ma non possiamo essere sempre preoccupati dalla prossima ordalia elettorale: così non si gestisce niente».

ROTTA DI COLLE. Sembra che anche Sergio Mattarella non sia favorevole al voto in autunno e, nel caso in cui Renzi dovesse togliere la fiducia al governo Gentiloni, il capo dello Stato avrebbe già pronto un governo istituzionale per traghettare l'Italia fino al 2018. Sembra...

LA RABBIA SAUDITA. Un terremoto diplomatico si è abbattuto sul Medio Oriente: Arabia Saudita, Egitto, Bahrein, Emirati Arabi Uniti e Yemen hanno tagliato i rapporti diplomatici con il Qatar. L'accusa che hanno mosso al piccolo ma ricchissimo emirato è quella di destabilizzare la regione sostenendo economicamente gruppi terroristici come al Qaeda, lo Stato islamico e i Fratelli musulmani.

Doha, capitale del Qatar.

ANSA

AVANZI DI BALERA. A Milano rissa tra anziani in una balera per una donna: un uomo ha chiesto di ballare a una donna, ma il compagno di lei non l'ha presa bene. Dalle parole sono passati alle mani e l'aggressore ha sferrato un pugno in faccia all'aspirante cavaliere.

SUPER MARIO BOSS. Silvio Berlusconi incorona Mario Draghi: «Sarebbe il miglior premier possibile. È stato il mio governo a ottenere per lui la guida della Banca centrale europea e non mi sono mai pentito di quella scelta. Dunque ho grande stima di lui, sarebbe un ottimo premier».

YES, WE CANNABIS. L'Italia è sul podio, in Europa, per uso di cannabis: col 19% di prevalenza di consumo siamo secondi solo alla Francia. È quanto emerge dal rapporto dell'Agenzia europea delle droghe.

SCATTI D'IRA. Il re dei paparazzi, Fabrizio Corona, nel corso del suo processo ha aggredito verbalmente giudice e pm. Dagli scatti rubati... agli scatti di rabbia.

Fabrizio Corona.

ANSA

IUS MIGRANDI. Il probabile inciucio tra Renzi e Berlusconi preoccupa esponenti di entrambi i partiti. Daniela Santanché si dice «tranquilla per tutte le dichiarazioni che ha fatto il presidente Berlusconi, ma se dovesse mai accadere che si possa ritornare all'epoca degli inciuci me ne andrei». Anche Romano Prodi ha fatto scattare l’allarme rosso dalle parti del Nazareno: «Abito in una tenda vicina al Pd. Ma è una tenda canadese, pratica: si può mettere nello zaino e rimettersi in cammino per spostarsi... Se Renzi si alleerà con Berlusconi lascio il partito».

NOI UOMINI PURI. De Mita, invece, prova a rifondare la Dc: «Di fronte alla liquefazione dell'equilibrio politico, noi abbiamo l'orgoglio e il dovere di tornare alle nostre radici». E organizza un convegno a Napoli dal titolo "La necessità di una coalizione popolare". Tra gli invitati: Cesa, Casini, Tabacci, Alfano, Parisi, Fitto, Follini, Cirino Pomicino, Mastella...

ARMA LETAME. Accoglienza a base di letame per Matteo Salvini a Porto San Giorgio: alcuni oppositori del Carroccio nel tentativo di "difendersi" hanno scaricato letame equino davanti al palco dove il leader della Lega Nord avrebbe dovuto tenere il suo primo comizio elettorale marchigiano.

Matteo Salvini, leader della Lega Nord.

ANSA

SARANNO FUMOSI. Alle domande scomode la classe politica dà risposte sempre più vaghe. «Che ne sarà del rapporto con Renzi?», chiede il cronista de la Repubblica a Denis Verdini. Lui con tonalità da baritono: «Se stiamo insieme ci sarà un perché e vorrei scoprirlo stasera... questo era Cocciante. Oppure ci sarebbe Julio Iglesias: se mi lasci non vale, se mi lasci non vale... non ti sembra un po' caro il prezzo che adesso io sto per pagare». Di Battista, invece, lo dice ai suoi: «Quando vi chiedono della legge elettorale, voi rispondete intonando Despacito».

AI CONFINI DELLA LEALTÀ. L'ex direttore dell'Fbi, James Comey, licenziato in tronco da Trump, è stato ascoltato dalla Commissione Intelligence del Senato: «Trump mi ha chiesto di insabbiare l'inchiesta sul consigliere di Stato coinvolto nel Russiagate» ha dichiarato. Aggiungendo che Trump gli avrebbe detto: «Ho bisogno di lealtà, mi aspetto lealtà».

ITE, RISSA EST. La riforma della legge elettorale è morta. A cantare il de profundis della modifica è stato il relatore del provvedimento, Emanuele Fiano, dopo giornate convulse, con i franchi tiratori in azione che di fatto hanno affossato il provvedimento votando l'emendamento della forzista Biancofiore in maniera difforme rispetto al "patto a quattro" Pd-Fi-M5s-Lega. J'accuse con tanto di "prova foto" da parte del Pd, perché nell'incriminato voto segreto è comparso per errore il tabellone palese. «Questa è la riprova che la parola dei cinque stelle non vale niente», tuonano i dem. La legge elettorale, neanche a dirlo, torna in commissione alla Camera.

ARRENDERSI MAY. Theresa May ha perso la scommessa elettorale: niente maggioranza. I conservatori, infatti, hanno ottenuto addirittura meno seggi rispetto alle consultazioni precedenti. Lei ha fatto sapere che non intende dimettersi nonostante il rivale Jeremy Corbyn, e la stessa stampa inglese, la stiano invitando ad andarsene.

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