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12 Giugno Giu 2017 0103 12 giugno 2017

Genova: centrodestra avanti, schiaffo per il M5s

Sotto la Lanterna è ballottaggio tra Crivello e Bucci che è in vantaggio. E ora i dem rischiano di perdere un feudo rosso. Il pentastellato Pirondini fuori dai giochi. E i pentastellati crollano nei consensi rispetto alle Regionali 2015.

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Schiaffo a Beppe Grillo nella sua città. E balzo in avanti del centrodestra, che pare possa addirittura presentarsi al ballottaggio in vantaggio sul centrosinistra. È la prima fotografia del voto a Genova, che registra una percentuale bassa di votanti, appena il 48,3%. E se i primi risultati saranno confermati per la città della Lanterna si può parlare di evento storico. Mai il centrodestra era riuscito a superare il centrosinistra e ora gli si presenta la possibilità di vincere. «Lo spoglio è appena cominciato, ma se i numeri fossero confermati la mia soddisfazione è massima», ha commentato il governatore della Liguria Giovanni Toti. «Genova è una di quelle roccaforti rosse in cui il centrodestra non ha mai toccato palla, un centrodestra unito con una classe dirigente valida è competitivo, io vedo un centrodestra non così lontano dal 40% che propone l'Italicum. Un centrodestra unito non mi pare dunque difficile».

SFIDA CRIVELLO-BUCCI. Il candidato 5 stelle, il musicista Luca Pirondini, è fuori dal ballottaggio. La sfida è tra l'ex assessore alla Protezione civile della Giunta uscente targata Marco Doria, Gianni Crivello, e il manager Marco Bucci di Liguria digitale, voluto dal centrodestra unito, con quel sistema denominato «Modello Liguria» - sostenuto proprio da Toti - che ha già fruttato la conquista dopo la Regione, di Savona. Ma la sorpresa sta nel fatto che Bucci appare avanti di alcuni punti percentuale rispetto a Crivello (38 a 33%), ribaltando i sondaggi che davano Crivello in testa e sfida Bucci-Pirondini per andare al ballottaggio.

CAMPANELLO D'ALLARME PER IL PD. E questo è un dato allarmante per il Pd che pare sconti ancora le lacerazioni nate dalle primarie per le Regionali del 2015 con l'addio al partito di Sergio Cofferati e la sconfitta a vantaggio di Toti, con il partito che non ha ancora superato del tutto la contrapposizione tra renziani e non. Che per il Movimento, invece, non sarebbe stato facile si era capito dal comizio di Grillo di fine campagna elettorale. Nella centrale piazza Matteotti, lo stesso leader 5 stelle era rimasto sorpreso dalla poca partecipazione, tanto che aveva esorcizzato la situazione con un: «Ci voterete di nascosto».

M5S IN CALO RISPETTO ALLE REGIONALI 2015. Il M5s non solo non arriva al ballottaggio, ma pare aver perso consensi anche rispetto alle Regionali del 2015 quando si attestò vicino al 30% risultando il primo partito in città. E il calo di consensi non è spiegabile solo con la diaspora creata dall'addio al Movimento di Paolo Putti e Marika Cassimatis. Il primo, ex capogruppo in Consiglio comunale, uscito prima della fine della legislatura quando, a suo dire, il grillismo aveva preso una direzione verticistica, si è candidato con Chiamami Genova riunendo attorno a sé parte della sinistra, tra cui Possibile. La seconda, dopo aver vinto le Comunarie ed essere stata espulsa da Grillo perché troppo vicina ai fuoriusciti (leggi Federico Pizzarotti), ha deciso di candidarsi con una propria lista quando Grillo ha imposto Luca Pirondini. Putti (sopra il 4%) e Cassimatis (0,9%) hanno eroso voti, ma pare che la flessione vada oltre questo. E non è escluso che abbia pesato l'astensionismo con una percentuale di votanti ferma al 48,3%.

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