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12 Giugno Giu 2017 0132 12 giugno 2017

Parma, Pizzarotti batte il M5s e sfiderà il centrosinistra

Il sindaco uscente il 25 giugno se la vedrà con Scarpa. Mentre il M5s che lo aveva eletto nel 2012 si attesta al 3%. E rischia di non entrare nemmeno in Consiglio.

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Federico Pizzarotti, il sindaco uscente di Parma, è in netto vantaggio dopo il primo round, ma per sapere se anche per i prossimi cinque anni potrà amministrare la sua città ci sarà bisogno del secondo, cioè il ballottaggio del 25 giugno nel quale dovrà vedersela con il candidato del centrosinistra Paolo Scarpa. Ancora prima dell'arrivo dei risultati delle sezioni elettorali, grazie agli exit poll prima e alle proiezioni poi la situazione parmense è apparsa fin da subito chiarissima: Pizzarotti con la sua lista civica post-grillina Effetto Parma ha preso una percentuale stimata attorno al 35%, molto distante dalla vittoria al primo turno, ma che lo colloca al primo posto al di là di ogni margine di errore statistico. Stesso discorso per il secondo classificato, Paolo Scarpa, sostenuto dal Pd e vincitore delle primarie di coalizione di centrosinistra. Non lontano da Pizzarotti (Scarpa è attestato al 32% circa), ma a distanza di sicurezza dalla leghista Laura Cavandoli, terza con il 19%.

IL M5S POTREBBE NON ENTRARE IN CONSIGLIO. Il 25 giugno, così, la sfida sarà fra colui che appena cinque anni fa diventò il primo sindaco del Movimento 5 stelle in un capoluogo di provincia (Parma fu definita da Grillo la Stalingrado 5 stelle) e un candidato civico a cui il Pd ha affidato il difficilissimo compito di riportare il centrosinistra istituzionale alla guida di una città che non governa da ben 19 anni. Federico Pizzarotti ha però anche un altro motivo per sorridere: il fatto di aver stravinto la sfida diretta con la forza politica che lo aveva eletto cinque anni fa. Daniele Ghirarduzzi che aveva raccolto con la benedizione e la regia del bolognese Massimo Bugani ciò che era rimasto dei seguaci di Grillo in città (visto che quasi tutti gli eletti del 2012 hanno seguito il sindaco) si è fermato, secondo le proiezioni, su una percentuale attorno al 3%, tale da rendere dubbio anche l'ingresso in consiglio comunale. Segno che i potenziali elettori cittadini del M5s a livello nazionale, hanno preferito continuare a dare fiducia a 'capitan Pizza'.

IL 25 GIUGNO SI RIPARTE DA ZERO. «I territori per il Movimento 5 stelle sono sempre meno importanti, loro guardano solo al dato nazionale e poco o niente al locale», ha commentato Pizzarotti: «esattamente l'opposto di quello che avveniva con i meetup del 2012. Questo dimostra ancora una volta che non siamo cambiati noi, ma sono cambiati loro». Fra 15 giorni, però, si riparte da zero. Più che il 3% del M5s sarà importante andare a conquistarsi il 19% dei voti presi dalla candidata leghista Laura Cavandoli e del centrodestra parmigiano, idealmente piuttosto lontano sia dal civismo con venature ambientaliste di Pizzarotti sia da una coalizione a trazione Pd guidata da Scarpa. Dieci punti di vantaggio sono un margine molto significativo, ma non sufficiente per considerare già vinta una sfida in cui salteranno i punti di riferimento tradizionali.

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