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12 Giugno Giu 2017 0414 12 giugno 2017

Comunali: flop M5s, centrodestra alla riscossa e Pd appannato

I 5 stelle fuori dai ballottaggi importanti. Quasi ovunque la sfida è tra centrosinistra e centrodestra. Che torna protagonista col Metodo Liguria di Toti. Palermo conferma Orlando.

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Il flop M5s, fuori dal secondo turno nelle grandi città. E il ritorno di un modello "bipolare", con ai ballottaggi un centrodestra in crescita e un centrosinistra che non brilla. Sono questi i primi verdetti del primo turno delle Comunali in 1004 comuni, ultimo test elettorale prima delle Politiche, con un'affluenza in forte calo al 60,07% (Lo spoglio in diretta).

L'ITALIA AL BALLOTTAGGIO. Nei 25 capoluoghi di provincia, passa al primo turno il solo Leoluca Orlando, sindaco di Palermo per la quinta volta. I ballottaggi consegneranno gli altri responsi ma, a un anno dal trionfo di Roma e Torino, i Cinque stelle non ci saranno nei quattro capoluoghi di Regione e in quasi tutte le grandi città. Non solo: a Parma l'ex ribelle Federico Pizzarotti ha di fatto cancellato il Movimento che si è fermato, nonostante la benedizione del bolognese Massimo Bugani, al 3%. E a Mira, uno dei primi Comuni conquistati, l'elettorato non ha rinnovato la fiducia al M5s.

SUICIDIO M5S A GENOVA. A Genova, dove vota anche Beppe Grillo, il candidato M5s Luca Pirondini, complici anche le divisioni tra i grillini, finisce terzo. Ma a sorpresa, in una città da anni guidata dalla sinistra, in vantaggio al primo turno è il candidato del centrodestra Marco Bucci, che stacca il centrosinistra guidato da Gianni Crivello. A Catanzaro il sindaco uscente Sergio Abramo, di centrodestra, dovrà vedersela con Vincenzo Ciconte, del centrosinistra. Mentre a Palermo l'uscente Orlando, sostenuto dal Pd ma anche da Ap, stacca tutti (solo terzo il M5s Ugo Forello) ed esulta: «Siamo un modello di civismo politico che è alternativo alle logiche soffocanti degli apparati».

TARANTO E VERONA IN BILICO. Per i verdetti definitivi bisogna ancora aspettare, sebbene anche a Taranto, dove risiedeva l'ultima speranza, il M5s non ce l'ha fatta. A Verona l'ha spuntata, sia pure per un soffio, la compagna del sindaco uscente Flavio Tosi, Patrizia Bisinella, pochi punti sopra il candidato di centrosinistra. A L'Aquila il centrosinistra con Americo Di Benedetto è in netto vantaggio al primo turno sul centrodestra con Pierluigi Biondi. Si segnalano poi casi come Rignano sull'Arno, città che ha dato i natali a Matteo Renzi, dove il sindaco uscente Daniele Lorenzini ha battuto il candidato scelto dal Pd.

Leoluca Orlando vince al primo turno a Palermo.

Ma nella notte elettorale, gli occhi sono puntati sui 5 stelle. Tacciono per ora i leader del Movimento, ma il deputato Danilo Toninelli prova a ribaltare il racconto di una débâcle: «Domani vedrete, il M5s sarà primo o secondo partito. I nostri non hanno gli apparati degli altri candidati che si nascondono dietro le accozzaglie di coalizioni nelle quali spariscono i simboli dei loro partiti».

IL PD APPANNATO VA ALL'ATTACCO. Il Pd, però, sostiene che «la sconfitta clamorosa M5s è un fatto politico» ed è conseguenza della «incapacità» a governare mostrata a Roma, ma anche della mancanza di una classe dirigente. Di più, accusano i Dem: la scarsa performance nei collegi «dimostra perché M5s ha fatto saltare la legge elettorale tedesca con collegi». Anche per conquistare gli elettori pentastellati il centrodestra e il centrosinistra si sfideranno ai ballottaggi. E sui responsi del 25 giugno si misurerà probabilmente anche il confronto, che si riaprirà martedì in commissione, sulla legge elettorale.

SALVINI ALZA LA POSTA. Ma intanto Fi e Lega gongolano, perché a un anno dalle amministrative 2016, che consegnarono un risultato assai deludente, tornano a brillare nei grandi Comuni. È la prova, dice agli alleati l'azzurro Paolo Romani, «che bisogna iniziare a lavorare sulla coalizione di centrodestra». Sì, replica Matteo Salvini, ma il centrodestra vince quando è «a traino leghista».

LE RIVENDICAZIONI DELLA SINISTRA. Quanto al centrosinistra, Matteo Renzi ha seguito i risultati dalla sede del Nazareno ma per ora non commenta. Il Pd corre in quasi tutti i ballottaggi principali, ma in alcuni Comuni si ritrova a rincorrere il centrodestra e rischia di non confermare alcuni dei sindaci uscenti. La sinistra, da Giuliano Pisapia a Mdp e Si, sottolinea che il centrosinistra può vincere solo se unito. I secessionisti, con Roberto Speranza, avvertono che «quando il Pd è solo, Renzi non regge», ma aggiungono che Mdp appoggerà i candidati di centrosinistra al ballottaggio. Per le politiche, poi, si aprirà una nuova partita.

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