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13 Giugno Giu 2017 2013 13 giugno 2017

Lista Fasci eletta nel Mantovano, condanna di Boldrini

La presidente della Camera scrive a Minniti: «Forti perplessità sul piano giuridico». Fratoianni: «Non bastano i provvedimenti del prefetto».

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Erano 15 anni, quattro mandati, che ci provavano: domenica scorsa, con il 10,42%, ce l'hanno fatta. Gli esponenti della lista Fasci del lavoro, nel Comune di Sermide-Felonica, nel Mantovano, hanno piazzato in Consiglio comunale Fiamma Negrini, figlia di Claudio, leader storico della lista che ha un simbolo che richiama inequivocabilmente il fascio di mussoliniana memoria. Il dibattito, quasi accademico, è se si tratti di quello littorio o, invece, di quello della Repubblica sociale italiana.

BOLDRINI SCRIVE A MINNITI. L'elezione della ragazza, 20 anni, studentessa di una scuola superiore con l'intenzione di andare a studiare Lingue a Padova, ha causato preoccupazione tra le forze antifasciste, dall'Anpi all'Osservatorio sulle nuove destre. Ma, soprattutto, ha determinato l'intervento del presidente della Camera, Laura Boldrini, che sulla vicenda ha scritto al ministro dell'Interno, Marco Minniti. «L'ammissione di una lista che si richiama dichiaratamente a nomi e immagini del partito fascista desta forti perplessità sul piano giuridico« - ha scritto la terza carica dello Stato - «in quanto, come rilevato dall'Associazione nazionale partigiani, sembra contrastare con le norme costituzionali e legislative che vietano la riorganizzazione sotto qualsiasi forma del partito fascista».

DESIGNAZIONI REVOCATE DAL PREFETTO. Il prefetto di Mantova, Carla Cincarilli, all'indomani dello scrutinio aveva già preso provvedimenti revocando le designazioni dei componenti della settima sottocommissione circondariale. Un provvedimento che non avrà conseguenze sul voto salvo che altre liste presenti nel Comune di circa 7.500 abitanti al confine tra Lombardia e Veneto, costituitosi dopo la fusione tra i due paesi, non presentino ricorso contro la lista che, negli anni, aveva sempre ottenuto percentuali non superiori al 3% e che non aveva quindi mai avuto rappresentanti in Consiglio. Ma l'incidente non sembra potersi considerare chiuso qui. L'intervento del prefetto, infatti, viene definito «un primo, timido segnale da parte del ministro Minniti», che però, scandisce il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, che è stato tra i primi a denunciare il fatto, non basta: «Noi» - ha sottolineato - «non ci accontentiamo: pensiamo che sia giusto avviare un'ispezione accurata presso quella prefettura per capire fino in fondo cosa è accaduto».

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