Terremoto Norcia 30 Ottobre
13 Giugno Giu 2017 1545 13 giugno 2017

Terremoto, via libera ai fondi Ue per la ricostruzione

Il parlamento europeo ha dato l'ok: finanziamento prioritario al 95% per le calamità naturali. Dopo lo scontro con i Paesi del Nord, il Consiglio ha trovato l'accordo. Grazie alla proposta degli eurodeputati. 

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Prima c'era stato uno scontro durato mesi, poi a fine maggio gli Stati Ue hanno raggunto l'intesa, e infine il 13 giugno è arrivato il via libera definitivo del parlamento europeo. La plenaria dell'assemblea di Strasburgo ha dato il via libera all'utilizzo dei fondi europei al 95% per le opere di ricostruzione post-disastri naturali, come terremoti e alluvioni. Una misura che interessa in prima battuta l'Italia colpita dai terremoti tra agosto e ottobre. La modifica al regolamento è stata approvata con 625 voti a favore, 5 contrari e 28 astensioni. Il testo entrerà in vigore dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ue.

FONDI ALLE CALAMITÀ, ASSE PRIORITARIO. Il nuovo regolamento modifica quello sulla politica di coesione 2014-2020 introducendo un asse separato e prioritario per le operazioni di ricostruzione, con un finanziamento fino al 95% supportato dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr). Il regolamento si applicherà in maniera retroattiva dal 1 gennaio 2014. Il compromesso raggiunto a fine maggio aveva superato lo stallo cui si era giunti dopo la richiesta di fissare la soglia al 90% avanzata dalla Germania appoggiata da Olanda, Regno Unito, Austria, Svezia, Danimarca e Finlandia. La Commissione Ue aveva proposto inizialmente l'uso del 100% dei fondi Fesr senza una quota di cofinanziamento da parte dei Paesi. Gli eurodeputati hanno spinto per introdurre un tetto massimo del 5% a quanto può essere prelevato dalla quota Fesr di uno Stato membro per il periodo 2014-2020, soprattutto per superare la contrapposizione frontale tra Paesi che bloccava il Consiglio. E alla fine ci sono riusciti.

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