Grillo, noi i più presenti, si va avanti
14 Giugno Giu 2017 1620 14 giugno 2017

Ius soli, il M5s annuncia l'astensione al Senato

Sul blog di Grillo: «Un tema così delicato dev'essere preceduto da una concertazione con gli Stati dell'Unione europea». A Palazzo Madama l'astensione equivale al voto contrario.

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Il Movimento 5 stelle si asterrà al Senato sullo ius soli. Il disegno di legge, già approvato dalla Camera, arriverà nell'aula di Palazzo Madama giovedì 15 giugno, dopo un anno e sette mesi d'attesa. E al Senato, a differenza di quanto accade a Montecitorio, l'astensione viene conteggiata ai fini del numero legale. Astenersi, quindi, equivale a votare contro il provvedimento.

LA LEGGE? «UN PASTROCCHIO ALL'ITALIANA». I pentastellati hanno annunciato la loro decisione con un post sul blog di Beppe Grillo: «Quello che ci propinano è un pastrocchio all'italiana che vuol dare un contentino politico a chi ancora si nutre di ideologie. Concedere la cittadinanza italiana significa concedere la cittadinanza europea, quindi un tema così delicato deve'essere preceduto da una discussione e una concertazione con gli Stati dell’Unione europea, per avere regole uniformi. Per questi motivi il Movimento 5 stelle, coerentemente con quanto già fatto alla Camera, sul tema dello ius soli esprimerà voto di astensione».

TRE FIGLI DI IMMIGRATI SU QUATTRO SONO NATI NEL NOSTRO PAESE. Attualmente in Italia i ragazzi figli di immigrati sono più di 1 milione, e tre su quattro sono nati nel nostro Paese. A scuola gli alunni stranieri sono oltre 814 mila, per metà di sesso femminile. Stando all’ultima indagine Istat, il 38% si sente italiano, il 33% straniero e poco più del 29% non risponde. Tra i nati in Italia il 47,5% si sente italiano e 23,7% si considera straniero.

RIMANGONO STRANIERI FINO ALLA MAGGIORE ETÀ. Ma i nati in Italia da genitori stranieri, secondo la legge sulla cittadinanza attualmente in vigore, restano stranieri fino alla maggiore età. Di una riforma della normativa, ferma al 1992, si parla da anni. Il 13 ottobre 2015 la Camera ha approvato lo ius soli temperato, che consente ai figli di immigrati nati o cresciuti qui di diventare italiani. Da allora, però, il testo è rimasto bloccato in commissione Affari costituzionali del Senato.

Cittadinanza, le norme attualmente in vigore sulla base della legge del 1992.

COSA PREVEDE LO IUS SOLI TEMPERATO.Con lo ius soli temperato i minori nati in Italia da genitori stranieri possono acquisire la cittadinanza italiana a condizione che almeno uno dei genitori sia titolare di diritto di soggiorno illimitato, oppure (se non è cittadino europeo) di permesso di soggiorno dell’Unione europea per soggiornanti di lungo periodo.

IL CANALE DELLO IUS CULTURAE. Il testo istituisce anche un secondo canale, quello dello ius culturae. Esso riguarda i minori stranieri arrivati in Italia entro il 12esimo anno d'età, che potranno diventare italiani dimostrando di aver frequentato regolarmente percorsi di formazione (come cinque anni di frequenza di un normale ciclo scolastico, che nel caso si tratti delle scuole elementari deve essersi concluso positivamente) oppure di aver terminato un corso professionale della durata di tre o quattro anni.

NESSUN AUTOMATISMO. Attraverso lo ius soli temperato o lo ius culturae, il minore acquista la cittadinanza se una domanda viene presentata da uno dei due genitori all’ufficio di stato civile del Comune di residenza entro il compimento della maggiore età del figlio. Altrimenti la domanda potrà essere presentata dal diretto interessato diventato maggiorenne, che avrà due anni di tempo per farlo. Anche questa è una novità: al momento, infatti, il richiedente maggiorenne ha tempo solo fino al compimento dei 19 anni per fare la richiesta.

I CASI PARTICOLARI. Chi ha più 20 anni, invece, se rientra nei requisiti previsti dallo ius culturae, può acquisire la cittadinanza dimostrando di essere residente sul territorio italiano in modo legale e continuato negli ultimi cinque anni. Avrà un anno di tempo per presentare domanda al Comune di residenza. Dovrà però aspettare il nulla osta del ministero dell’Interno, che provvede alla verifica dell’inesistenza di provvedimenti di espulsione o di allontanamento per motivi di sicurezza. Il nulla osta deve arrivare entro sei mesi dalla richiesta.

SPAZI DISCREZIONALI PER IL MINISTERO DELL'INTERNO. C’è infine un ultimo caso, quello dei figli di stranieri nati fuori dall’Italia e arrivati nel nostro Paese dopo aver compiuto 12 anni. Loro possono diventare cittadini dimostrando di essere residenti in Italia da almeno sei anni e di rientrare nei requisiti previsti dallo ius culturae. La domanda può essere presentata in qualunque momento, ma deve essere rivolta al prefetto. E il ministero dell’Interno conserva alcuni spazi di discrezionalità per decidere se concedere o meno la cittadinanza. Occorre dimostrare di essere incensurati, di non essere un pericolo per la sicurezza nazionale e, nel caso dei maggiorenni, di essere in regola con il Fisco e disporre di un reddito.

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