Bugani Grillo
14 Giugno Giu 2017 1644 14 giugno 2017

M5s, Grillo gela Bugani: il vincolo del doppio mandato non salta

Il consigliere di Bologna e socio di Rousseau aveva invitato a una riflessione dopo la débâcle alle Comunali. Ma il capo politico con un post ha preso le distanze. Riportando l'ordine.

  • ...

Poche parole per mettere fine alle polemiche. A scriverle nero su bianco sul Blog è lo stesso Beppe Grillo: «Le regole del Movimento 5 stelle si basano sui nostri principi e non sono derogabili. Il limite dei due mandati è una di queste regole». E nessuna alleanza: «né con il Pd, né con la Lega, né con altri. Quando andremo al governo presenteremo al Parlamento i nostri punti del programma di governo».

Ecco... mettiamo i puntini sulle i

Geplaatst door Beppe Grillo op woensdag 14 juni 2017

Un post che ha tutta l'aria di essere una presa di distanza netta dalle recenti dichiarazioni di Massimo Bugani, capogruppo al Consiglio comunale di Bologna e socio di Rousseau, che commentando la performance poco lusinghiera delle Comunali con Radio Città del Capo aveva invitato il M5s a una riflessione sul vincolo del doppio mandato. «La verità è che il Movimento localmente è spesso tagliato fuori se destra e sinistra non si dividono. Ora dobbiamo fare una riflessione. E visto che si avvicinano le elezioni politiche dobbiamo riflettere sulla regola del doppio mandato. Un vincolo che ha fatto da freno a molti. C’è chi non si è ricandidato, ad esempio è successo a Mira con il sindaco uscente Alvise Maniero. È rimasto fuori da queste amministrative per giocarsi una chance in Parlamento». E, ancora, «se noi fra 4 anni candidassimo a Bologna Marco Piazza (consigliere comunale al secondo mandato autosospesosi dal M5s dopo essere stato indagato per le firme false a Bologna) avremmo un nome fortissimo. Per questo dico che dobbiamo pensarci».

«NON C'ENTRA NULLA IL TERZO MANDATO». Le parole di Bugani (riascoltabili direttamente dal sito dell'emittente bolognese) avevano gettato lo scompiglio nel Movimento. Qualcuno aveva addirittura ipotizzato che quell'uscita fosse a uso e consumo del «candidato naturale» a sindaco di Bologna (cit Di Maio) interessato a un terzo mandato. E così il consigliere pentastellato ha spiegato meglio la sua posizione su Facebook. «Io non voglio fare nessun terzo mandato!», recita il post. «Io ho semplicemente detto che a mio avviso nei Comuni siamo più deboli perché molti bravissimi e radicati consiglieri si fermano dopo il primo mandato per fare il secondo da altre parti. Non c'entra nulla il terzo mandato, il problema è che moltissimi non fanno il secondo!». E ancora: «Io se fossi voluto andare in Parlamento non mi sarei ricandidato a Bologna e avrei aspettato serenamente».

Io non voglio fare nessun terzo mandato! Piantatela di scrivere cazzate o di fare frasettine ambigue ("se poi cade la...

Geplaatst door Massimo Bugani M5S op dinsdag 13 juni 2017

In Rete non è sfuggito come la puntualizzazione di Grillo sia stata condivisa anche da Nik il Nero, ex camionista e ora nello staff comunicazione al Senato, fedelissimo di Bugani. Al netto di ogni possibile fraintendimento giornalistico, la sostanza però non cambia molto. Bugani ha chiaramente invitato a riflettere sul vincolo del doppio mandato - anche se non per sé o per gli amici-colleghi - per evitare di disperdere il lavoro fatto dal M5s sul territorio. «Alle amministrative siamo deboli», aveva aggiunto nell'intervista, «vinciamo solo nei Comuni indebitati». Bugani anche qualche mese fa era finito nella bufera mediatica perché accusato di voler aprire ad alleanze programmatiche con altri partiti, soprattutto a destra (rompendo così un altro dogma M5s).

GIRAVOLTE A 5 STELLE. Magari Grillo o Davide Casaleggio cambieranno idea. Del resto, a guardar bene, fino a un anno fa nel M5s un portavoce raggiunto da avviso di garanzia era chiamato a dimettersi (rileggersi la vicenda Pizzarotti accusato di aver tenute nascoste le indagini a suo carico) mentre dopo i guai che hanno investito Virginia Raggi anche con un rinvio a giudizio può restare tranquillamente al suo posto come sentenziato da Di Maio a fine maggio, in occasione dell'apertura del processo a carico di Raffaele Marra, ex braccio destro della sindaca.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso