Penale Toga
14 Giugno Giu 2017 2013 14 giugno 2017

Processo penale, la riforma è legge: ecco cosa cambia

Dalla stretta sulle intercettazioni al superamento della ex Cirielli per i tempi di prescrizione: i punti principali del provvedimento e le deleghe al governo.

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Delega al governo per una stretta sulle intercettazioni, superamento della legge ex Cirielli per i tempi di prescrizione, inasprimento delle pene per alcuni reati che creano allarme sociale, come il voto di scambio politico-mafioso; ma anche l'estinzione di alcuni reati perseguibili a querela in seguito a condotte riparatorie, come il risarcimento danni. Sono queste alcune delle principali innovazioni contenute nella legge che riforma il processo penale, definitivamente approvata dall'Aula della Camera. L'esecutivo ha posto la questione di fiducia e il provvedimento è passato con 320 sì. Ecco cosa cambia.

Alcuni reati perseguibili a querela di parte, come ad esempio la diffamazione o la truffa, si possono estinguere se si paga il risarcimento o se si eliminano le conseguenze dannose del reato.

PENE PIÙ SEVERE PER REATI GRAVI COME IL VOTO DI SCAMBIO. Si inaspriscono le pene per reati come il voto di scambio politico-mafioso che passa da 6 a 12 anni (ora è 4-10). Ma ci sono condanne più severe anche per furto in abitazione, furto con strappo, rapina.

LANCETTE FERME DOPO LA CONDANNA. La prescrizione resta sospesa per 18 mesi dopo la sentenza di condanna in primo grado e per altri 18 mesi dopo la condanna in appello. La sospensione però non vale in caso di assoluzione e ha comunque effetto limitatamente agli imputati contro cui si procede. Oltre alle ipotesi già previste dal codice, la prescrizione sarà sospesa anche nel caso di rogatorie all'estero (6 mesi).

PRESCRIZIONE DIFFERITA PER I MINORI. In linea con le convenzioni internazionali e gli ordinamenti europei, per i più gravi reati contro i minori (violenza sessuale, stalking, prostituzione, pornografia) la prescrizione decorre dal compimento del diciottesimo anno.

PER LA CORRUZIONE I TEMPI AUMENTANO DELLA METÀ. Per reati di corruzione e induzione indebita a dare o promettere utilità, una volta iniziato il processo, il tempo di prescrizione potrà aumentare della metà (anzichè 1/4 come oggi).

CAMBIA IL REGIME DI PROCEDIBILITÀ PER ALCUNI REATI. Delega al governo per riformare il regime di procedibilità per alcuni reati. Prevedendo la querela per i reati contro la persona e contro il patrimonio che arrechino offese di non grave entità. Si dà la delega anche a riformare la disciplina delle misure di sicurezza rivedendo ad esempio il principio del cosiddetto "doppio binario", che prevede l'applicazione congiunta di pena e misure di sicurezza. Nella delega si chiede anche di prevedere la destinazione alle "Residenze di esecuzione delle misure di sicurezza" (Rems) delle persone riconosciute inferme al momento della commissione del reato, tenendo conto del superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari.

I procuratori generali possono avocare a sé i procedimenti se entro tre mesi (prorogabili di altri 3 mesi, che arrivano a 15 mesi nel caso di reati più gravi come mafia e terrorismo) dalla chiusura delle indagini non viene fatta richiesta o di archiviazione o di rinvio a giudizio. È la norma più contestata dall'Associazione nazionale magistrati.

STRETTA SULLE INTERCETTAZIONI. Il governo dovrà predisporre norme per evitare la pubblicazione di conversazioni irrilevanti ai fini dell'indagine e comunque riguardanti persone completamente estranee ai fatti, attraverso una selezione del materiale relativo alle intercettazioni. Gli atti non allegati alla richiesta di misura cautelare dovranno essere custoditi in un archivio riservato, con facoltà di esame e ascolto (ma non di copia) da parte dei difensori e del giudice. Nessuna restrizione quanto ai reati intercettabili, ma si semplifica il ricorso alle intercettazioni per i reati contro la Pubblica amministrazione. Nella delega non c'è la previsione del carcere per i giornalisti.

REGISTRAZIONI FRAUDOLENTE. È prevista la delega per punire (fino a 4 anni) la diffusione di captazioni fraudolente di conversazioni tra privati, diffuse solo per recare a taluno danno alla reputazione e all'immagine. La punibilità è esclusa quando le riprese o le registrazioni costituiscono prova di un processo o sono utilizzate per l'esercizio del diritto di difesa e del diritto di cronaca.

TROJAN ANTITERRORISMO E CONTRO LA MAFIA. Si disciplinano le intercettazioni ottenute attraverso virus informatici (trojan), stabilendo che l'attivazione del microfono avvenga solo su comando inviato da remoto (non in automatico) e che il trasferimento della registrazione sia fatto solo verso il server della procura. L'attivazione del dispositivo è ammessa in qualsiasi luogo (compreso il domicilio privato) per mafia e terrorismo.

COSTI DELLE INTERCETTAZIONI. Un emendamento del governo recepito nel testo finale ripropone di fatto la legge del 2015 che dava 8 mesi di tempo al governo per razionalizzare le spese delle intercettazioni. Ma la delega non è mai stata esercitata dall'esecutivo. Con l'emendamento ci si riprova. Obiettivo: dimezzare la spesa per gli ascolti e uniformare le tariffe.

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