L.elettorale: Prodi, contrario a tedesco
MAMBO 15 Giugno Giu 2017 1025 15 giugno 2017

Ci risiamo, un'altra guerra a sinistra. Era meglio il voto anticipato

Le elezioni a settembre ci avrebbero evitato un l'ennesimo scontro intestino. E invece siamo ancora qui, tra sterili schermaglie e noiose discussioni su "quanto è di destra Renzi".

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Ci sono un vantaggio e uno svantaggio dal quasi certo venir meno dell’anticipo delle elezioni a fine settembre. Il vantaggio è che si evita questa buffonata della campagna elettorale agostana. Almeno per quel mese è bene lasciare in pace gli italiani. Lo svantaggio sta nel fatto che il dibattito su come unire la destra e come fare la stessa cosa delle varie sinistre ci affliggerà per mesi ancora. Del lavorio sulla destra sappiamo tutto. Cioè, che sia Silvio Berlusconi sia Matteo Salvini farebbero a meno l’uno dell’altro per rivalità e concezione politica diversa, ma alla fine si adatteranno a stare assieme visto che i risultati reali e alcuni sondaggi li danno per probabili vincitori facendo così raggiungere a Matteo Renzi, nei panni del “resuscitatore” dell’avversario, il risultato più bello della sua discesa in campo. Ci vorrà un corso di laurea nelle facoltà di Scienze politiche sull’eterogenesi dei fini del renzismo classico.

UNA DISCUSSIONE CHE ANNOIA. A sinistra c’è, per cominciare, il solito problema di chi può dirsi di sinistra. I capelli bianchi mi danno il diritto di annoiarmi di fronte a questa discussione. Oggi tutto si incentra sul dibattito se Renzi sia un uomo di sinistra o meno e si arriva a dire che il suo partito è parte della destra. Questa è la convinzione di Anna Falcone e Tommaso Montanari, si veda l'articolo del secondo (firmato con la prima) sull'Huffington Post. Il 15 giugno la Falcone in una intervista a Daniela Preziosi sul Manifesto si limita a dire che Renzi è di destra con silenziosa benevolenza verso il popolo del Pd. Rispetto questi due signori/e di mezza età, penso che siano persone eccellenti, che si siano buttati generosamente in una iniziativa che ha molte possibilità di successo. Tuttavia, ho letto troppi libri di storia della politica e della cultura politica per poter accettare queste esemplificazioni un po’ “primitive”.

I due probabili leader dello schieramento più largo a sinistra stabiliscono anche il confine del proprio campo escludendo chi ha votato “Sì” al referendum, pur dichiarando di non farlo, ma aggiungendo, come fa la Falcone nella citata intervista, che chi s'è espresso favorevolmente in merito alle riforme costituzionali deve spiegare perché lo ha fatto. Nel Dopoguerra noi di sinistra chiamavamo questa roba “bordighismo” e per fortuna poi arrivò Togliatti ad aprire le porte a chi chiedeva di entrare. Ma era vecchia politica. La nuova è restringente.

LA GAFFE DI PISAPIA. Giuliano Pisapia, dal canto suo, ha fatto una gaffe, come scrive il mio amico Fabio Martini sulla Stampa, quando ha candidato Romano Prodi a futuro premier di un nuovo Ulivo. Bon. Diceva Lino Banfi (vado sui classici, come vedete): «Una parola è poco, due sono troppe». Pisapia stia più attento. Il suo problema è che il Campo progressista forse ha meno appeal dell’operazione Falcone-Montanari ma è più strutturato. I suoi punti deboli, per molti di sinistra, sono la porta non chiusa a Renzi (anche se a un Renzi che smetta di inseguire il sogno di un governo con Berlusconi), il “Sì” al referendum e anche una certa incertezza di presenza scenica nei dibattiti tivù. Può avere comunque l’appoggio di Prodi, che non è poca cosa.

I DOLORI DI ARTICOLO1. Articolo1 sta in mezzo a questa nuova guerra civile a sinistra che si annuncia inutile e sanguinosa. Coi bersaniani convinti di non poter aprire a Renzi ma geneticamente prodiani, e i dalemiani che vogliono una cosa di sinistra anche se probabilmente sentono il rischio che nasca una forza settaria. Era meglio se si votava a settembre così una parte dei problemi si sarebbe risolta in anticipo. Invece ora occorreranno mesi. Sento di dovere dare la mia vicinanza affettiva a tutti quei militanti che saranno nel dubbio o prenderanno con ferocia l’una o l’altra strada. Io ho bazzicato per qualche settimana Articolo1, gente splendida ma non sono adatto alla politica, quindi continuerò solo a raccontarla nella speranza che vinca, a sinistra, il migliore, perché di peggiori ne abbiamo già avuti tanti.

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