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Resa dei conti nel Pd

Renzi Prodi
MAMBO 16 Giugno Giu 2017 1039 16 giugno 2017

La tela di Prodi non porterà il centrosinistra da nessuna parte

Il Prof incontra generosamente Renzi. Ma invece di sbloccare la situazione produrrà uno stallo maggiore. Perché non ha strappato impegni né ammissioni all'ex premier. Mentre gelosie e ostilità aumentano.

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Romano Prodi incontrando Matteo Renzi ha fatto un’operazione politica molto precisa: lo ha riaccreditato come interlocutore per un nuovo centrosinistra. Per Renzi questo faccia a faccia è come manna dal cielo, anche se ha dovuto riconoscere, per la prima volta, che da solo non ce la fa. È tutto qui e non è poco.

LA PALLA PASSA AI PARTITI. Il problema è adesso nei partiti e nei rassemblement di sinistra, sia in quelle componenti che già vedevano con palese ostilità la discesa in campo di Giuliano Pisapia sia in quelli che hanno mantenuto l’idea del ritorno al centrosinistra purché senza Renzi però con la benedizione di Prodi.

UNA DECISIONE DALL'ALTO. Se le cose stanno così, e non possono stare diversamente, il tentativo generoso del Professore di sbloccare la situazione nella sua vecchia area produrrà uno stallo maggiore. Per una ragione molto semplice. Perché l’operazione Renzi gestita da Prodi e da Arturo Parisi appare una decisione dall’alto che toglie all’incontro quel crisma di serietà che gli avrebbe dato un vertice conclusosi con impegni programmatici “de sinistra” strappati a Renzi.

Né il Pd né Renzi sono espressioni della destra. La battaglia sullo ius soli è una limpida e sacrosanta battaglia di sinistra, come si fa a non riconoscerlo?

Sia chiaro, io non considero né il Pd né Renzi come espressione della destra. Se non nel senso politicistico che Renzi è la destra della sinistra. La battaglia che i suoi parlamentari stanno conducendo sullo ius soli è una limpida e sacrosanta battaglia di sinistra, come si fa a non riconoscerlo? Tuttavia Prodi avrebbe fatto meglio a costringere Renzi ad alcune ammissioni su errori del passato e a ottenere alcuni impegni sulla linea delineata nel suo, di Prodi, agile libretto pubblicato dal Mulino.

LA GENTE NON CAPISCE. Così invece siamo rimasti il tica-taca della politica romana. Io incontro te e non quell’altro, quell’altro pensa di essere stato scientemente escluso e si radicalizza, la gente di sinistra non capisce una mazza.

Chi scegliere tra Pisapia e il duo Falcone-Montanari? Chi sa dove lo porta il cuore sa anche dove andare. Chi non ascolta il cuore aspetta di vedere i contenuti

La realtà dice due cose semplici. Che nell’arco di 15 giorni la sinistra sarà chiamata per due manifestazioni diverse e persino nelle premesse contrapposte. Quella del duo Falcone-Montanari e quella di Giuliano Pisapia. Saranno in campo due strategie: la coppia fa riferimento a un’idea della sinistra che si contrappone a Renzi allo stesso modo con cui si contrappone a Grillo, Salvini e Berlusconi. Pisapia vuole stanare Renzi e ha un contenuto politicamente più moderato.

PENSATE AGLI INDIGENTI. Chi scegliere? Chi sa dove lo porta il cuore sa anche dove andare. Chi non ascolta il cuore aspetta di vedere i contenuti. Perché da troppo tempo si parla di persone, di soggetti politici, di ingegneria partitica e costituzionale, ma non sappiamo dire ai pensionati come diavolo dovranno fare ad arrivare alla fine del mese se una cosa che si chiamerà “sinistra” batterà la destra o i grillini e andrà al governo. Scusate se ho abbassato il livello della discussione. Ma non tutti gli indigenti italiani sono attratti dalle congetture del professor Arturo Parisi.

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