Gentiloni
17 Giugno Giu 2017 1226 17 giugno 2017

Tra Movimento 5 stelle e Pd è rissa sullo ius soli

Di Maio: «Perché i dem non pensano prima al lavoro?». Per Grillo il testo è «un pastrocchio invotabile». Gentiloni replica: «Atto di civiltà». Minniti: «Un Paese integrato è più sicuro».

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Si infiamma il dibattito sullo ius soli, il diritto di cittadinanza per chiunque nasca nel nostro Paese, approvato alla Camera nel settembre 2015 e ora in discussione al Senato. Il Movimento 5 stelle, che in Aula si è astenuto, tramite Luigi Di Maio ha polemizzato: «È mai possibile che prima di pensare al lavoro, o a un piano per dare incentivi e sgravi alle imprese che assumono giovani, oppure a un reale sostegno per le famiglie monoreddito con figli a carico, il Pd pensi a far approvare lo ius soli?».

«STRUMENTO DI PROPAGANDA». E poi ha rincarato la dose: «Lo ius soli è in questo momento solo uno strumento di propaganda elettorale tanto è vero che lo hanno portato un giorno in aula al Senato e lo hanno rinviato a dopo il ballottaggio per dire "noi stiamo portando avanti la legge"; in realtà è una legge invotabile com'è stata scritta e soprattutto per noi lo ius soli è tema da affrontare in sede europea. Le priorità sono altre».

GRILLO CHIAMA, ORFINI RISPONDE. Ancora più duro Beppe Grillo, che ha definito il testo «un pastrocchio invotabile»: «Quello dell'immigrazione», ha scritto sul Blog, «è un problema serio e sentito da tutti gli italiani. Non parlarne e lasciare tutto come è, blaterando di xenofobia e populismo, conviene soltanto ai partiti che con le cooperative dell'immigrazione ci hanno lucrato per anni. La patina di buonismo sotto cui è nascosto questo business deve essere cancellata». Immediata la reazione del Pd, affidata a Matteo Orfini: «I cinque stelle pensano che a scimmiottare i leghisti si prendano voti e che se fai un'intervista a un giornale di destra contro lo ius soli guadagni lo zero virgola nei sondaggi. Uno squallido calcolo elettorale sulla pelle di quei bambini (e non solo)».

Guardate questo video bellissimo. Guardate questi bambini, ascoltate cosa dicono. Ascoltate la semplicità con cui...

Geplaatst door Matteo Orfini op zaterdag 17 juni 2017

Sul tema è intervenuto anche il premier Paolo Gentiloni: «È arrivato il tempo di poter considerare a tutti gli effetti questi bambini come cittadini italiani. Glielo dobbiamo, è un atto doveroso e di civiltà. Mi auguro che il parlamento lo faccia presto nelle prossime settimane», ha detto ospite della Repubblica delle Idee a Bologna. «Questa legge interessa anche la sicurezza del nostro Paese: la via contro la radicalizzazione non è la costruzione di muri, ma quella del dialogo e l'inclusione».

MINITI E LA PARTITA DELL'IMMIGRAZIONE. Dopo di lui è toccato anche al ministro dell'Interno Marco Minniti: «Su questo tema dello ius soli si gioca un tema cruciale. Si gioca la partita dell'immigrazione. C'è chi dice immigrazione è uguale a terrorismo, ma è un'equazione che è sbagliata. C'è invece un rapporto tra terrorismo e integrazione. Un Paese ben integrato è un Paese più sicuro»

«CATTIVI MAESTRI DA NON SEGUIRE». Quelli che chiudono le porte «credetemi, sono cattivi maestri e i cattivi maestri non vanno seguiti», ha poi aggiunto Minniti. «I bimbi stranieri nati in Italia sono bambini, sono italiani, pensano in italiano, parlano italiano, vanno a scuola in Italia, tifano per squadre italiane: cosa c'entra tutto questo con la paura?».

ALFANO APRE: «VOTEREMO SÌ». Il presidente di Alternativa popolare e ministro degli Esteri, Angelino Alfano, da Catania ha fatto sapere: «Lo ius soli? Per me la priorità è la legittima difesa, ma se il testo arriva al Senato lo votiamo» anche se «c'è un problema di merito». Quindi ha spiegato: «Abbiamo votato sì alla Camera e resto il cristiano realista e solidale che ero al Viminale quindi al Senato diremo sì. Il punto è un altro. Non è stata una fulgida idea offrire a estremisti e populisti l'occasione di fare al Senato ciò che hanno fatto durante la campagna per i ballottaggi».

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