I 400 colpi

Berlusconi, impossibile nuovo Nazareno
20 Giugno Giu 2017 0922 20 giugno 2017

Il ritorno di Berlusconi e l'arbre magique delle libertà

Silvio is back, pronto a rigenerare Forza Italia e a riprendere le redini del centrodestra. Nonostante l'inagibilità politica e i mal di pancia di Toti.

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No, la notizia, la più ghiotta, non è la sindaca Virginia Raggi che a un anno da inizio mandato si dà un sette e mezzo che certifica il passaggio dall’incoraggiamento alla più fervente e mal riposta autostima. La notizia più ghiotta è la ridiscesa anzi, la ri-ri-ridiscesa in campo di Silvio Berlusconi, che a 80 anni suonati si appresta a correre in quella che definisce (ma perché porre limiti alla Provvidenza) la sua ultima campagna elettorale.

IL RITORNO DEL CARO LEADER. Silvio is back. Doveva essere un segreto ma a rivelarlo ci ha pensato La Stampa spiattellando nei particolari contenuto e partecipanti di una cena in cui il Nostro ha comunicato le sue intenzioni allo stato maggiore di Forza Italia. Che ha accolto le sue parole estasiato, plaudente, e anche un po’ attonito di fronte al miracolo di natura che ha restituito al caro leader quel fiato e vigore che solo un anno fa il suo cuore matto sembrava aver compromessi.

MAL DI PANCIA DI TOTI. Nel coro di giubilo con cui i maggiorenti azzurri hanno celebrato il ritorno dell’uomo cui devono tutto unica nota stonata quella di Giovanni Toti, l’ex direttore del Tg 4 ora governatore della Liguria, che da consigliere politico del principe si è via via trasformato nel suo più deciso oppositore. Toti, come si sa, vuole riprodurre esattamente quell’alleanza con la Lega che gli ha consentito di prendere la Regione, e con buone probabilità all’imminente ballottaggio, la sua città capoluogo. Ma Silvio, che considera Salvini uno scriteriato senza arte né parte, guarda altrove. Dove è presto per dirlo, anche se tutti gli indizi portano sulle tracce del suo giovane imitatore di Rignano sull’Arno.

Venuta oramai meno l’alea propulsiva di Forza Italia, la nuova creatura si chiamerà l’Albero delle libertà. Facile indovinare chi sia il tronco, più controverso chi i rami e chi le foglie

Specialista nell’inventare nomi, slogan e predellini, il Cavaliere anche stavolta stupirà con effetti speciali. Morta da tempo immemore la Casa delle libertà (vi abitava ancora Gianfranco Fini e Umberto Bossi occupava la camera matrimoniale), venuta oramai meno l’alea propulsiva di Forza Italia, la nuova creatura si chiamerà l’Albero delle libertà. Facile indovinare chi sia il tronco, più controverso chi i rami e chi le foglie per la cui attribuzione sarà una bella lotta tra la vecchia guardia e i millennial con cui Silvio vuol riempire le liste.

PRONTO UN TOUR ELETTORALE. Sempre La Stampa informa che il nome del nuovo partito è stato familiarmente ribattezzato l’albero degli zoccoli, mentre ogni storpiatura del sostantivo al plurale femminile risulta stucchevolmente irriguardosa. Già pronto il programma, un trionfo dell’eterno ritorno in cui al punto uno campeggia il meno tasse per tutti di lontana e fortunata memoria, e le date di un tour che lo porterà sin da subito a girare le piazze (il 25 ci sono i ballottaggi) con tradizionale incipit televisivo nel salotto di Porta a Porta.

AVANTI NONOSTANTE L'INAGIBILITÀ POLITICA. Così, con un micidiale uno due con cui al Silvio animalista è seguito il Silvio erborista, il nostro si intesta perentorio la guida del centrodestra convinto di riportarlo alla vittoria. C’è solo un piccolo inconveniente: lui, vittima della legge Severino, non si potrebbe candidare. Ma è un nonnulla, una quisquiglia: nei manifesti il suo nome campeggerà a caratteri cubitali in calce al simbolo, in barba alla sua inagibilità politica. Sperando nel frattempo sulla clemenza della Corte. Non la divina che gli è stata sempre benevola, ma quella di Strasburgo.

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