5 Luglio Lug 2017 1200 05 luglio 2017

Boschi, l'"operazione nostalgia" di una renziana ai margini

Isolata nel Pd e zavorrata dagli scandali, per rifarsi l'immagine l'ex ministro ha aperto un profilo Instagram. Dove il passato la fa da padrone, tra foto del 2016 e hashtag #memories.

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Il declino del renzismo lascia sul web una lunga scia di immagini, di ricordi e di nostalgie che danno la tara sulla fase che sta attraversando il segretario del Partito democratico Matteo Renzi e, soprattutto, la sua cerchia di fedelissimi. Critiche da tutto il centrosinistra, dall'ex premier Romano Prodi e dal ministro Dario Franceschini in primis, sia dopo il bagno di sangue alle ultime Amministrative sia dopo aver fallito il tentativo di andare a elezioni anticipate, per i renziani ormai prossimi alla fine delle legislatura è forse una delle fasi politiche più difficili dopo i fasti nel 2014, quando il Giglio Magico arrivò al governo spodestando Enrico Letta. Del resto, in questa fase di trattative nel centrosinistra nessuno è più sicuro di nulla.

Così, se sul nuovo giornale Democratica si ricordano i "patti della lavagna" di Renzi sulle pensioni, la più nostalgica del gruppo fiorentino è di sicuro Maria Elena Boschi, ex ministro per le Riforme, ora sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Da un mese o poco più l'avvocato cresciuto nello studio Tombari di Firenze ha aperto un profilo Instagram per cercare di raddrizzare un'immagine sempre più opaca, stritolata dallo scandalo su Banca Etruria e dal fallimento del 4 dicembre. A quanto pare sarebbe lei stessa a gestirlo, anche perché lo storico portavoce Luca Di Bonaventura è passato con Luca Lotti.

I primi scatti immortalavano il presente, raccontando in tempo reale le giornate dell'ex ministro: "Meb" sull'autobus, "Meb" alla stazione che aspetta il treno. Il concerto di Tiziano Ferro con le amiche. Poi la Boschi, forse a corto di bagni di folla importanti come l'anno scorso, ha iniziato ad attingere a piene mani dal passato, con tanto di hashtag #memories. Un Sapore di Mare 2.0. È una mossa che potrebbe far impallidire pure Mark Zuckerberg su Facebook, sempre così attento a ripostare i ricordi di anno in anno agli utenti.

RICORDI DI UN RENZISMO ANDATO. Così spulciando il profilo si possono trovare foto dell'allora ministro delle Riforme con i partigiani e il governatore della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, a pochi giorni dalla competizione elettorale. Oppure la foto di un dialogo fitto alla Camera dei deputati con l'amico Lotti, sempre nella fase di discussione delle riforme. C'è un filo di nostalgia e di tristezza, passerella di un 2016 che fu forse l'apice del renzismo, ora in una fase di lento declino, ripudiato anche dal sindaco di Milano Giuseppe Sala.

Al #Liceo Morelli a Vibo Valentia per inaugurare il nuovo #Auditorium, 19 novembre #2016. #instameb #past #ricordi #memories #scuola

Un post condiviso da MEB (@mariaelenaboschi_official) in data:

Ci sono le feste dell'Unità dell'anno scorso, i viaggi a Buenos Aires per convincere gli italiani all'estero, c'è il forum di Cernobbio di settembre, c'è pure una foto con Sala durante la campagna elettorale per il primo cittadino milanese. C'è persino una festa dell'Unità di Ravenna nel 2015. A quanto pare, la Boschi vive una fase di eclissi anche all'interno dello stesso renzismo. La sua voglia di apparire il giorno dell'insediamento del governo di Paolo Gentiloni, le polemiche al G7 di Taormina dove avrebbe fatto infuriare la first lady, Emanuela Mauro, l'hanno messa sempre più in un angolo, soprattutto a livello istituzionale. E pensare che, in alcune fasi di difficoltà del renzismo, c'era chi aveva pensato a lei come possibile nuova leader del centrosinistra.

ANCHE BONIFAZI PRENDE LE DISTANZE. Persino il suo ex fidanzato Francesco Bonifazi, tesoriere del Partito democratico, avrebbe preso le distanze. Ma è soprattutto lo scandalo Etruria ad aver pesato come un macigno sulla sua carriera politica. Lo scontro con l'ex direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli non ha avuto di sicuro un buon riscontro nell'opinione pubblica. La querela minacciata è rimasta sulla carta e il Fatto Quotidiano continua a starle alle calcagna, pubblicando intercettazioni dove il padre la cita come interlocutrice nello scandalo della banca aretina. Lei non risponde. Meglio pubblicare una foto dell'anno scorso, quando si sorrideva e magari si sperava di conquistare l'Italia al referendum. Non è andata così.

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