Pil: Boschi, è risultato nostro lavoro
6 Luglio Lug 2017 2113 06 luglio 2017

Aiuti agli orfani di femminicidio, il centrodestra blocca la legge

No al via libera immediato in commissione: «Vale anche per i figli delle unioni civili». La sottosegretaria Boschi: «Sono stupita, le ex ministre Carfagna e Prestigiacomo facciano cambiare idea ai loro colleghi».

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I senatori di Forza Italia, Gal e Lega Nord dicono no alla possibilità che il disegno di legge sugli aiuti agli orfani di femminicidio venga esaminato dalla commissione Giustizia di Palazzo Madama con l'iter più veloce, cioè in sede deliberante, saltando il passaggio in Aula. Immediata la polemica con l'intero Partito democratico, che ha definito la decisione «incomprensibile» (leggi anche l'intervista all'autrice del ddl, l'avvocato Anna Maria Busia).

IL NODO DELLE UNIONI CIVILI. Il fatto, spiega uno dei parlamentari che ha posto il veto, l'ex ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma (Forza Italia), è che uno dei testi che i senatori stanno esaminando sul tema conterrebbe non solo «errori giuridici seri», ma anche il riferimento ai figli delle unioni civili o delle coppie di fatto. E tale disposizione non sarebbe altro che «uno strumento per far rientrare dalla finestra» quello che è uscito dalla porta. In altre parole (sempre quelle di Nitto Palma): «Noi vogliamo licenziare rapidamente la legge a tutela degli orfani dei crimini domestici, ma vogliamo una legge tecnicamente corretta e che non sia lo strumento per ufficializzare ciò che è stato già bocciato nell'Aula del Senato». Cioè pari diritti per le famiglie eterosessuali e per le unioni omosessuali, dunque anche per i loro figli (leggi anche l'editoriale di Lia Celi: Più del futuro degli orfani poté l'omofobia).

Il no del centrodestra all'approvazione della legge in sede deliberante ha suscitato la reazione sdegnata dei parlamentari dem, che hanno espresso «grave sconcerto» anche alla luce dell'ampia condivisione registrata alla Camera su leggi che riguardano temi sensibili come la protezione dei minori e su cui sono insistenti anche i richiami di papa Francesco. Stupore e dispiacere sono stati espressi anche dalla sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi, che si è appellata alle deputate forziste, a cominciare dalle ex ministre Stefania Prestigiacomo e Mara Carfagna, affinché «facciano cambiare idea ai loro colleghi del Senato».

SECCA LA REPLICA DI ROMANI E CARFAGNA. Secca e secondo qualche dem parzialmente rassicurante la replica del capogruppo azzurro in Senato, Paolo Romani: «Non appena saranno superate imperfezioni tecniche capaci di pregiudicare la corretta applicazione delle norme» si potrà tornare «in sede deliberante per accelerare l'approvazione di un provvedimento quanto mai urgente». Sul punto è intervenuta anche l'onorevole Carfagna: «Boschi stia serena, il nostro impegno è concreto ed è mirato solo alla salvaguardia dei minori, lontano da strumentalizzazioni e photo opportunity».

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