Renzi
PIANETA DEM 6 Luglio Lug 2017 1724 06 luglio 2017

Direzione Pd, Renzi: «Avanti con lo ius soli»

Per la prima volta manca la diretta streaming. Intervento critico di Franceschini: «Servono le alleanze, da soli non vinciamo». La relazione del segretario approvata senza il voto delle minoranze di Orlando ed Emiliano.

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Lo ius soli è «un principio di civiltà», quindi il Pd «deve andare avanti» fino all'approvazione della riforma della legge sulla cittadinanza. L'esame riprenderà al Senato l'11 luglio e il governo è pronto a mettere la fiducia. Matteo Renzi non molla, nonostante l'emergenza sbarchi renda la materia particolarmente spinosa, e indica la strada da seguire nella direzione del partito. L'ex premier tuttavia condivide la necessità di rendere più difficili gli accessi dall'Africa: «Non possiamo accogliere tutti, so che proporre il numero chiuso farà discutere, ma è l'unica soluzione», ha detto Renzi, anticipando che il tema sarà affrontato nel suo libro Avanti, in uscita il 12 luglio.

VETO SUL FISCAL COMPACT. Per la prima volta da quando il fiorentino è diventato segretario non c'è stata la diretta streaming della direzione, ma i contenuti sono filtrati ugualmente. Dopo aver detto che nella prossima legislatura l'Italia dovrà chiarirsi con i partner europei, perché serve un approccio diverso sul deficit e va posto un veto sull'introduzione del Fiscal compact nei Trattati, Renzi ha rivendicato la legittimità della sua leadership.

LEADERSHIP BASATA SULLE PRIMARIE. «In due milioni hanno votato alle primarie. La base costitutiva del Pd non è l'accordo di qualche capocorrente, ma il voto dei cittadini. Sia chiaro: io rispondo a loro, non ai capicorrente», ha scandito Renzi. Ma proprio a proposito di capicorrente, ecco arrivare puntuale l'intervento critico del ministro della Cultura, Dario Franceschini: «Chi ha detto che abbiamo perso le amministrative perché non c'erano le coalizioni? Non io. Il problema è opposto, non abbiamo vinto neanche avendo le coalizioni. A Padova abbiamo vinto, ma il Pd ha preso il 13%: siamo un po' lontani dal poter vincere da soli. Servono le proposte, serve la forza leader, serve l'azione di governo, serve l'organizzazione, ma servono gli altri, servono le alleanze».

FRANCESCHINI CHIEDE RISPETTO. Franceschini ha poi aggiunto: «Non mettiamo in discussione il segretario appena eletto dalle primarie, me lo ricordo che hai preso due milioni di voti ed è giusto che tu risponda a loro. Però con rispetto per una comunità formata da uomini e donne che ti hanno votato, ma non rinunciano per quattro anni a esprimere un pensiero e una parola. Un segretario ascolta la comunità, la tiene insieme con pazienza, senza vedere dietro il pensiero di chi la pensa diversamente un tradimento o un complotto». Renzi però tira dritto e ribadisce di non avere alcuna voglia di parlare di alleanze, perché «alla gente non interessa» e perché «avere una coalizione imposta oggi è un grande regalo al centrodestra».

ORLANDO: «LAVORARE CON PISAPIA». Sul punto è intervenuto anche il presidente del Pd, Matteo Orfini: «Parlare di alleanze negli organismi dirigenti è giusto, sono d'accordo con Franceschini. Magari non tutti i giorni sui giornali, o facendo su questo la campagna elettorale». Mentre il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha chiesto che il Pd prenda l'iniziativa per riunire il centrosinistra: «Dobbiamo lavorare con Pisapia e con chi in quel campo non ha un pregiudizio contro il Pd». A proposito delle sconfitte ai ballottaggi, Renzi ha riaffermato il suo punto di vista: il risultato va letto localmente, senza un'interpretazione nazionale. Ma Orlando non è d'accordo, per due motivi. Perché «rispetto all'ultima analoga tornata c'è stata una crescita fortissima dell'astensionismo» e perché «abbiamo subìto sconfitte più forti e cocenti nelle aree più forti di insediamento tradizionale della sinistra».

LA REPLICA DI RENZI. Matteo Renzi ha preso la parola in replica alla fine della direzione. E pur esprimendo rispetto per chi la pensa diversamente, ha affermato che non passerà i prossimi mesi a parlare di coalizioni. «Credo che gli argomenti che affronteremo saranno diversi dal 50% della discussione fatta qua dentro. Il veto sul Fiscal compact è più importante dell'analisi sulle amministrative». Orlando vuole aiutare Pisapia? «Io voglio aiutare il Pd. Orlando dice "non chiedeteci di rinunciare alle nostre idee". Ma io dico: non chiedetelo nemmeno a noi che abbiamo vinto» il congresso. La relazione del segretario è stata infine approvata, ma le minoranze di Orlando ed Emiliano non hanno partecipato al voto. Mentre l'area che fa capo a Dario Franceschini si è espressa favorevolmente.

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