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7 Luglio Lug 2017 0902 07 luglio 2017

Più del futuro degli orfani poté l'omofobia

Per Forza Italia, Lega e Gal i bambini frutto di unioni civili o coppie di fatto non devono godere, in caso di tragedie familiari, della stessa protezione che spetta a quelli di genitori regolarmente sposati. Quelle 1.600 vite derubate di amore e sicurezza sono un tema tiepido, se non freddo.

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Di questi tempi essere di sinistra e volerlo restare significa abbonarsi a tutta una serie di disturbi psicosomatici, dal cerchio alla testa al mal di pancia, per non parlare di nausee, capogiri e sbalzi d’umore che fanno sperimentare anche ai maschi i disagi tipici dei primi tre mesi di gravidanza. Ma ci sono momenti in cui, nonostante tutte le batoste, sei felice di non appartenere all’altra parte, il centrodestra, che ha bloccato in Senato la legge per gli aiuti agli orfani di femminicidio, un provvedimento che ogni italiano con un cuore e una testa, qualunque sia il simbolo su cui fa la croce nella cabina elettorale, vorrebbe introdurre al più presto possibile.

Perché se era vergognoso che fino all’altro ieri in Italia torturare non fosse reato, lo è altrettanto il fatto che chi rende orfani i propri bambini uccidendo l’altro genitore (nella stragrande maggioranza dei casi la madre) possa tranquillamente ereditare dalla vittima, e che gli sventurati minori non ricevano dallo Stato aiuto e sostegno psicologico (solo il 15% degli orfani da femminicidio, circa 1.600, ha seguito un percorso terapeutico per superare un trauma che rimarrà comunque incancellabile). Ma, a quanto pare, per Forza Italia, Lega e Gal (nessun legame con l’attrice protagonista di Wonder Woman, ma significa Grandi Autonomie e Libertà, per altri particolari rimando alla voce di Wikipedia, previa assunzione di una bustina di Biochetasi per prevenire imbarazzi di stomaco) non tutti i figli sono uguali: quelli frutto di unioni civili o coppie di fatto non devono godere, in caso di tragedie familiari, della stessa protezione che spetta a quelli di genitori regolarmente sposati.

UN TEMA «TIEPIDO», SE NON «FREDDO». Sarebbe «far entrare dalla finestra un tema caldo e soprattutto affrontato in altra sede», ha dichiarato il centrodestra in commissione Giustizia, evidentemente paventando un’equiparazione delle coppie gay (la loro ossessione) a quelle etero, nell’eventualità, per ora molto lontana, che le famiglie arcobaleno diano alla cronaca nera lo stesso contributo di quelle «tradizionali». «Tema caldo» solo nelle loro teste bacate, anche perché, davanti a delle vite di bambini spezzate e forse rovinate per sempre dalla violenza familiare, solo una mente malata può chiedersi come prima cosa su quale elenco era stato registrato il vincolo che univa i genitori. Evidentemente per il centrodestra quelle 1.600 vite derubate di amore e sicurezza economica sono un tema tiepido, se non freddo. Intanto, fra veti e rinvii della legge, in Italia uccidere la madre dei propri figli continua a essere molto più conveniente che divorziare.

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