Migranti:169 su barcone,soccorsi in mare

Emergenza migranti

Migranti Mediterraneo
BASSA MAREA 8 Luglio Lug 2017 1800 08 luglio 2017

Migranti, la grande confusione di politica e Chiesa

La sinistra vuole l'accoglienza. Ma quanti ne arriveranno? Bisogna parlare di quote all'Ue. E in Vaticano paragonano la guerra nei Balcani 2001 (23 milioni di persone) con il miliardo di africani. Tutti gli errori.

  • ...

Più di 4.500 annegati nel 2016 nelle acque del Mediterraneo secondo l’agenzia dell'Unione europea Frontex. Almeno 150 bambini che si sono inabissati a tutto marzo nel 2017 secondo l’Unicef. E finora nel 2017 più di 2 mila morti in mare secondo l’Oim, l’Organizzazione Onu per i migranti, che fissa a 15 mila i cadaveri nell’intero Mediterraneo dal 2013, inizio dell’emergenza. Il canale di Sicilia è l’epicentro. Mai pensato agli occhi di un bambino che affoga?

NEI CENTRI ITALIANI MEGLIO CHE IN AFRICA. Questa è la tragedia. Poi c’è la confusione. Se un cittadino nigeriano sale su un volo di linea a Lagos e arriva a Fiumicino, 500 euro circa, e non ha il visto, viene rispedito indietro. Se invece lo stesso nigeriano spende non meno di 4 mila euro per arrivare in Libia e da lì prendere il mare, rischia anche di morire e altro, ma entra in Italia. Vorrebbe andare altrove in Europa, e non può. Pazienza. Finché durano i fondi del bilancio pubblico italiano, spesso non ha mai avuto condizioni migliori di quelle offerte dalla prima assistenza italiana, se affidato a comunità varie. E se non finisce sotto le grinfie dei caporali in qualche campagna a pomodori. Anche in vari centri di raccolta la vita è assai schifosa. Ma a volte meglio che in Africa.

IL CONTINENTE NERO STA AFFONDANDO? Per i diseredati del mondo, in Italia si entra non ai posti di frontiera ma con gommoni e barconi. Allora perché non accettare chi arriva con aerei e traghetti semplicemente dichiarando di voler venire in Italia e in Europa? Sarebbe il riconoscimento che non controlliamo più le frontiere, nazionali ed europee. Quindi non accadrà mai. Già, ma i gommoni e i barconi? Salvataggi in mare. Certo. Ma allora, la nave Africa affonda? Se sì, quanti africani possiamo salvare?

Le agenzie Onu sostengono che oggi ci sono in Africa circa 50 milioni pronti, in qualche modo, a partire. E domani saranno 100 e 200 milioni. Dove li accogliamo?

Si direbbe che la politica è quella del “fino a esaurimento risorse e spazio”. Se così è, l’Italia avrebbe spazio per un altro milione circa e l’Europa, finalmente aperto il suo duro cuore, per una dozzina di milioni. Cifre enormi, se si pensa alle difficoltà e ai tempi decennali del loro inserimento. "L’accoglienza", come si dice. Ma le agenzie Onu sostengono che oggi ci sono in Africa circa 50 milioni pronti, in qualche modo, a partire. E domani saranno 100 e 200 milioni. Dove li accogliamo?

INGENUE SPERANZE POST COLONIALI. In Italia le idee sono confuse, ma un po’ meno di ieri. In parte questa confusione è inevitabile, data un’esplosione demografica spaventosa: 477 milioni in Africa ancora negli Anni 70, 1,2 miliardi oggi, 2,4 miliardi nel 2050, che è fra 30 anni. Sono 3,5 milioni in più ogni mese. Si veda il giudizio di un noto esperto del fenomeno nell’articolo Sui migranti serve un bagno di realtà, a Salvini come al papa, nella rubrica Bassa marea del 28 maggio 2017. Se si somma la demografia al fallimento delle ingenue speranze post coloniali di 70 e 60 anni fa, il quadro è tragico. «Récoloniser l’Afrique?», si chiedeva già ben prima del 2013 Le Monde.

Sarebbe stato possibile avere per tempo un quadro del disastro imminente. Tutto da noi invece ha ruotato per anni e ruota ancora sui temi dell’accoglienza senza voler ascoltare chi poneva il problema di quanti ne avremmo potuto accogliere e accomunando l’incauto («razzista», si diceva ieri) a quanti con scarso realismo parlavano e parlano soltanto di “muri”.

POLITICI ITALIANI SENZA CORAGGIO. Ma anche chi parla di “ponti” non sa bene quello che dice. Perché l’immagine più appropriata non sono né muri né ponti, ma è la “porta”. Che si apre, si socchiude e si riapre a seconda dei momenti. Già, ma se i fatiscenti gommoni continuano a partire? È un problema enorme e la classe politica deve dare risposte. L’Italia sta cercando di farsi dettare una linea meno permissiva dall’Europa perché qui nessuno ha il coraggio di prenderla.

INCLUDIAMOLI, ALTROVE OVVIAMENTE. Mai scoprirsi a sinistra sull’immigrazione, si direbbe sia stato fino a venerdì 7 luglio il motto di Matteo Renzi che di scoperture a sinistra ne aveva e ne ha già parecchie. A sinistra di Renzi sono tutti per "l’accoglienza", nelle periferie urbane naturalmente, e sono per le marce alto borghesi nei viali alberati del centro elegante a favore dell’inclusione, altrove naturalmente.

Un punto è chiaro: fino a quando non diremo ai partner europei di quanti migranti entrati in Unione europea via Italia saranno chiamati a farsi con noi carico anno dopo anno, come doveroso, faremo il gioco di chi ha chiuso le frontiere interne dell'Ue ai migranti, cioè tutti, Francia e Spagna comprese. Ma in Italia il concetto di un tetto annuale agli arrivi, di una “quota”, è ancora per molti anatema.

SE NON CI FOSSE L'UE, COSA FAREMMO? Va dato atto al ministro dell'Interno, Marco Minniti, di maggiore realismo. Non c’è dubbio che le recenti pesanti sconfitte elettorali della sinistra alle Amministrative 2017, a Sesto San Giovanni e in vari quartieri “rossissimi” di Genova per citare solo due casi, sono conseguenza in primis dello sgoverno dell’immigrazione. Non aiuta molto accusare più di tanto l’Europa, che non brilla certo. Se non vi fosse l'Ue e fossimo soli, che cosa faremmo?

ESISTE LA SOMMA DEGLI INDIVIDUI. Non si può poi dimenticare in Italia il ruolo della Chiesa cattolica, che con i migranti svolge un lavoro fondamentale, applica il Vangelo (con un po’ di aiuto dal bilancio pubblico italiano), e sembra concentrarsi sugli individui: del resto questo il Vangelo impone. Ma esiste anche la somma degli individui. E sono numeri enormi.

I Balcani nel 2001 avevano una popolazione di 23 milioni di persone, mentre in Africa sono 1,2 miliardi, avviati al raddoppio. Come si fa a invocare un metodo comune per i due casi?

Sorprende quindi che chi dovrebbe avere tutto chiaro nel proprio schermo radar, per esempio il presidente della forte e ben attenta all’Africa Comunità di Sant’Egidio, sorta di braccio operativo della diplomazia vaticana oltre che meritoria comunità di assistenza, dichiari (Corriere della sera del 2 luglio 2017, pagina 13) che una direttiva Ue del 2001 approvata per far fronte a un possibile afflusso massiccio di sfollati dai Balcani (dove c’era la guerra) risolverebbe il caso dei migranti dall’Africa: «Supera una volta per tutte il blocco di Dublino 3», dice Marco Impagliazzo. Dublino 3 impone di attendere lo status di rifugiato nel Paese di arrivo Ue. La direttiva 2001 invece concede per un anno la protezione di sfollati e consente l’accesso a tutta l'Ue. «In altre parole», dice Impagliazzo, «la direttiva è la via legale per pretendere dall’Ue una solidarietà vera».

VANGELO A PARTE, SI BRANCOLA NEL BUIO. Sembra un ragionamento alquanto forzato. Nel 2001 infatti c’erano i Balcani in guerra e, soprattutto, i Balcani avevano una popolazione di circa 23 milioni di persone, dalla Slovenia alla Macedonia, Albania compresa, non molti di più della sola Lagos, mentre in Africa sono 1,2 miliardi, avviati al raddoppio. La sola Nigeria ha quasi 200 milioni di persone e ne avrà fra 30 anni il doppio. Come si fa a invocare una scelta presa per 23 milioni, in guerra, e volerla applicare a 1,2 miliardi? Eppure se lo dice Sant’Egidio è questo che si pensa molto in alto in Vaticano. Dove pure, Vangelo a parte, le idee sembrano confuse.

Operazione della guardia costiera libica al largo di Zawiya, Nord Ovest della Libia.

Che poi l’Italia abbia bisogno di immigrati per far quadrare i suoi bilanci e per molti lavori, come ha ricordato il presidente dell’Inps Tito Boeri, è un altro discorso. Ne abbiamo bisogno eccome. Lo sa benissimo chiunque abbia assunto una badante peruviana o filippina per i propri anziani. O chi fa aggiustare casa da rumeni o macedoni. Visto che in Italia da tempo si vendono più pannoloni che pannolini, e visto che si fanno più cani che bambini, è giusto che vi siano tanti immigrati. Anche africani. Organizziamo quindi ingressi regolari. Decidiamo le caratteristiche minime (scolarità e altro) e spieghiamo che cosa serve per venire in Italia, e che spazio c’è anno dopo anno. Basta barconi e gommoni. Non siamo (ancora) una Repubblica delle banane.

IMBARCARLI TUTTI SAREBBE UN SUICIDIO. Molti insorgerebbero. Per Impagliazzo tutti gli arrivati dalla Libia hanno «il diritto di ricevere protezione umanitaria». Bene. Se è così, fra 10 anni avremo imbarcato tra i 5 e i 10 milioni di africani. Per la nostra classe politica un suicidio e, anche per la Chiesa, una mission impossible gravida di conseguenze. Non si cancella così l’immagine, terribile, degli occhi di un bambino che annega.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati