Apologia Fascismo
10 Luglio Lug 2017 1750 10 luglio 2017

Legge contro l'apologia del fascismo, le falle del ddl Fiano

Manca un coordinamento con le leggi esistenti. E la norma finirebbe nei delitti contro l'integrità dello Stato. Ma il saluto romano di qualche pirla è un pericolo per la democrazia? L43 ne ha parlato con il prof Gatta.

  • ...

La guerra elettorale tra Partito democratico e Movimento 5 stelle non conosce tregua o armistizio. Reduce dal polverone sull'accoglienza-a-casa-loro estrapolata dal nuovo libro di Matteo Renzi e sbattuta in una card su Facebook poi rimossa, il Pd riparte all'attacco. Questa volta nel mirino è finito il "No" dei grillini al cosiddetto disegno di legge antifascista a firma di Emanuele Fiano presentato il 2 ottobre 2015 che mira, si legge nella relazione, «a introdurre nel codice penale una nuova fattispecie relativa al reato di propaganda del regime fascista e nazifascista» già previsto dalle leggi Scelba e Mancino.

COLPIRE LE CONDOTTE INDIVIDUALI. L’obiettivo è fornire al legislatore i mezzi per colpire alcune condotte individuali: dal saluto romano alla vendita o produzione di gadget a tema. In più il ddl prevede l'aggravante della propaganda in Rete. Misure che il M5s - che in questi anni, va detto, è più volte caduto sul terreno scivoloso del Ventennio - ha bocciato come «liberticide» scatenando l'ennesima polemica. O meglio, la tempesta perfetta soprattutto dopo l'arrivo della Digos tra cabine, ombrelloni e sdraio del bagno fascista di Chioggia il cui gestore a suon di «me ne frego» ha indignato mezza Italia.

AGGRAVVANTE SE SI USA INTERNET. Ma al netto della battaglia ideologico-elettorale, cosa comporta inserire il nuovo reato nel codice penale, e per di più tra i delitti contro la personalità dello Stato? Gian Luigi Gatta, professore ordinario di Diritto penale alla Statale di Milano, spiega a Lettera43.it: «Il ddl mira a punire comportamenti più semplici ed estemporanei, spesso non riconducibili alla legge Scelba o alla legge Mancino, con le quali la norma che si propone di introdurre è apparentata». Con in più la previsione di un'aggravante in caso di commissione del fatto tramite web. Detto questo, saltano all'occhio due profili problematici.

Emanuele Fiano del Partito democratico.

ANSA

Il primo nodo già sottolineato dalla Commissione, continua Gatta, «è la necessità di coordinamento con le leggi già esistenti», la Scelba in primis. Come fa notare il professore, si interviene con una norma nel codice penale senza considerare ciò che ne resta al di fuori. Semplificando: la nuova norma potrebbe punire tre ragazzi che fanno il saluto romano e postano le loro foto sui social prevendendo l'aggravante del web che invece non sarebbe applicata nel caso di tentativo di rifondare un partito fascista o nazista attraverso la Rete. «Si creerebbero problemi interpretativi», fa notare il professore, «visto che verrebbero a sovrapporsi norme di area applicativa simile».

MEGLIO AVERE UNA DISCIPLINA UNICA. Il tutto poi è in controtendenza con la cosiddetta legge Orlando che prevede tra l'altro una delega al governo per la cosiddetta riserva di codice, nella quale dovrebbero essere presenti le figure di reato principali. Paradossalmente, in questo caso il reato principale sarebbe il saluto romano e non, per esempio, l'organizzazione di una associazione neofascista. «Per dare un segnale simbolico», ragiona Gatta, «sarebbe allora meglio inserire tutta la legge Scelba aggiornata con l'aggravante del web nel codice», in modo da avere una disciplina unica.

OFFESA ALL'INTEGRITÀ DEMOCRATICA? Il secondo aspetto problematico, più tecnico del primo, risiede nell'inserimento della nuova norma nella parte del codice penale relativa ai delitti contro la personalità dello Stato. E cioè quelle condotte che rappresentano un pericolo per la democrazia come, per dare l'idea, attentati contro l'integrità, l'indipendenza o l'unità dello Stato, commercio e traffico di armi contro lo Stato, attività di intelligence ai danni dello Stato e così via. «Perché si configuri il reato», dice Gatta, «ci deve essere offesa al bene giuridico o all'interesse tutelato dalla norma in questione e cioè l'integrità dell'ordinamento democratico».

PERICOLOSITÀ TUTTA DA DIMOSTRARE. Ecco nel "Libro II/Titolo I" rientrerebbero il saluto romano «estemporaneo» o la vendita di portachiavi con il busto del Duce. Comportamenti che, per quanto condannabili e deprecabili, si consumano da decenni - basta visitare Predappio per rendersene conto - senza che la nostra democrazia sia mai stata realmente in pericolo. Infatti, come sottolinea la stessa relazione, «non essendo volti necessariamente a costituire un’associazione o a perseguire le finalità antidemocratiche proprie del disciolto partito fascista, finiscono per non essere di per sé solo sanzionabili». Il solo fatto di essere insieriti nel codice penale non cambierebbe di molto le cose: dimostrare che attentano all'integrità del nostro ordinamento risulterebbe comunque molto complicato.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati