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11 Luglio Lug 2017 1520 11 luglio 2017

Salvini tradito dalla Isoardi e le donne croce e delizia della Lega

Chi pubblica la foto della fidanzata Elisa avvinghiata all'amante. Forse un tentativo di indebolire l'immagine del segretario da parte di Berlusconi. Ma nel rude Carroccio le femmine sono sempre state gioie e dolori.

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Lui che aveva tradito la Padania - un essere mitologico, ma quale primo amore non lo è - ora è stato scaricato da una padan-piemontese. E nel modo più bruciante possibile: la sua bella, l'«amore della sua vita», è finita sulla copertina di un settimanale di gossip mentre bacia un bell'avvocato romano a Ibiza. Chissà quante ruspe avrà tirato Matteo Salvini davanti a Elisa Isoardi avvinghiata al suo nuovo amore. Mentre lui tra una plenaria a Bruxelles, una comparsata in tivù, una denuncia contro le risorse immigrate e una diretta Facebook la credeva sola, sognante e in trepida attesa sui lidi liguri. Ingannato forse dai suoi hashtag su Instagram, #missyou #loveyou, che forse erano già indirizzati a un altro. E dire che al concerto di Vasco parevano felici e innamorati, come due fan qualunque.

«NON RIESCO A VIVERE SENZA DI LEI». Gli amori finiscono. Dovrebbe saperlo Matteo Salvini che è già padre di due figli avuti da due donne diverse. La prima, Fabrizia, sposata nel 2001 e la seconda Giulia. Poi la folgorazione per Elisa. Una relazione negata e tenuta segreta per un anno. Infine confermata e vissuta alla luce del sole. «Io la amo», aveva gridato il leader del Carroccio in una intervista a marzo 2016. «Non riesco a vivere senza di lei. È la donna della mia vita». Evidentemente la conduttrice non era dello stesso avviso.

Ma diciamolo: il tradimento, per di più così sfacciato, è cosa da «zecche rosse», non da celoduristi padani. Da tafazzi, da sfigati, da deboli forse. Mica da Capitani con la felpa che promettono di ripulire l'Italia da immigrati clandestini, rom e delinquenti. Insomma, stona con l'iconografia leghista. Nel giro salviniano si sussurra che il capitano avesse saputo dello scoop qualche giorno fa, che Isoardi fosse ormai stanca delle gite a Milano Marittima e in montagna, e soprattutto che la copertina non sia altro che un trappolone orchestrato dal Cav - di cui Chi è la voce friccicarella - per indebolire davanti all'opinione pubblica Salvini e moderare le sue smanie di leadership del centrodestra nella convinzione che un capo gabbato dalla compagna e per di più pubblicamente non sia veramente un leader.

MAGARI SUSCITERÀ SOLIDARIETÀ. Poco importa se secondo un recente sondaggio di un sito di incontri l'Italia sia un Paese più di cornuti che di cornute visto che in fatto di tradimento le donne battono gli uomini 64% a 52%. Seguendo un ragionamento meno machista, invece, le corna potrebbero suscitare una solidarietà da spogliatoio e fare addirittura guadagnare qualche punticino al segretario leghista. Cécilia Sarkozy per esempio tradì e lasciò il suo Nicolas senza per questo compromettere la sua carriera politica. Ma i francesi in questo, si sa, sono sempre un passo avanti.

Una cosa è certa: il tradimento non rientra nei canoni del celodurismo padano che di corna concepisce solo quelle celtiche indossate con orgoglio tra una birra e un pa' e codeghì sul Pratone di Pontida. Il Senatùr che fu, con il suo sigaro e la canotta, ne era il perfetto emblema. Si narra che in gioventù lo chiamassero Barnard come il famoso cardiochirurgo perché pur di fare colpo su un'olandesina, racconta Leonardo Facco in Umberto Magno, girava col camice facendosi passare per medico. Poi conobbe la Manuela. «Mi ricordo quando la vedevo saltar giù dall'automobile con un' amica, per andare a attaccare i manifesti elettorali», raccontò Bossi a Natalia Aspesi nel 1991. «Ed era così piccola che su in alto non ci arrivava, e i giovanotti uscivano dai bar per aiutarla». Bossi era già consapevole che per riuscire in politica avrebbe dovuto piacere alle donne. «Nell'82 eravamo in 18 militanti, e le donne erano 13», continuava in quell'intervista, «perché già da allora si capiva che la Lega era femminile, altro che maschilista».

LE DONNE NON MANCAVANO A BOSSI. Quello del Senatùr era una sorta di celodurismo da pater familias, un sano priapismo ancestrale. Le donne certo non gli mancavano, almeno così narravano le cronache verdi-rosa, ma Manuela e i figli restavano in cima alle priorità. Anche quando venne colpito da un ictus, la notte del 10 marzo 2014, si diffuse la voce che si trovasse in compagnia di Luisa Corna, ricostruzione smenita dalla soubrette a più riprese. Ma lasciata aleggiare, perché quell'eccesso di virilità, vero o presunto, avrebbe comunque fatto accettare meglio la malattia e la debolezza del leader. Che da allora però non fu più lo stesso. Le donne secondo alcune ricostruzioni divennero la sua "disgrazia". Rosy Mauro, la potentissima segretaria del Sindacato padano ribattezzata «strega nera» e la moglie furono dipinte come tutrici di Umberto. Colpevoli di averlo isolato dal resto del mondo. Padano e non.

Bossi e la canottiera, ieri e oggi.

Poi arrivarono le ramazze di Roberto Maroni che nel repulisti non riuscirono però a spazzare via quella che sembrava una maledizione. Anche il sobrio governatore lombardo infatti finì invischiato in una "questione di femmine" che tra portavoci storiche, presunte pressioni per far assumere due ex collaboratrici e viaggi per due a Tokyo saltati all'ultimo momento lo ha portato a processo. Sarà stato anche per questo che Salvini ha cambiato rotta, circondandosi solo di uomini. In parlamento (anche se in questo caso Salvini c'entra poco) le donne leghiste si contano sulle dita di una mano: cinque e tutte al Senato. A Montecitorio, Aula che fu presieduta da una giovanissima Irene Pivetti, nulla. Una Lega maschia che solo negli ultimi tempi ha visto nascere l'astro della consigliera bolognese Lucia Borgonzoni e quello della sindaca di Cecina Susanna Ceccardi, non a caso le più corteggiate dai salotti tivù.

MATTEO, UN «ORSO» «TRASANDA». In compenso il Salvini nella sua furia "rusparola" concedeva copertine in pose lascive vestito solo di una cravatta verde, le sue cinque gocce di Chanel. «Sono un orso, non ho slanci tipo andare a Parigi con l’anello», confidava a Oggi nel 2014. «Fan? Solo su Facebook. I messaggi fanno piacere, ma non rispondo», assicurava lanciandosi in un confronto con l'altro Matteo: «In tivù è più bravo di me, ha dietro spin doctor, io no. Ed è più vanitoso: io sono “trasanda”. Anche la barba è iniziata per pigrizia». Trasanda, come quando da giovane frequentava il Leonka.

MASCHILISMO E OFFESE ALLA BOLDRINI. Un sentimentale, insomma. Che però due anni dopo sul palco di una festa del Carroccio a Soncino, nel Cremonese, dopo aver improvvisato un mezzo spogliarello brandendo una bambola gonfiabile aveva gridato tra gli applausi: «C'è la sosia della Boldrini qui». Si scatenò la polemica, vecchia e nuova, sul maschilismo della Lega. Sulla mancanza di rispetto per le donne. Tanto che persino Irene Pivetti, pur essendo capolista alle Amministrative Roma, prese le distanze: «Ha detto una grande scemenza volgare». Salvini si era preso del «maschilista», oltre che «troglodita» e «volgare» anche da Francesca Pascale. Nell'aprile 2016 lady Arcore aveva riesumato su Instagram le sue vecchie offese ai meridionali beccandosi dall'interessato un «caliamo un velo umanamente pietoso».

E adesso, maschilista o meno, Capitan Salvini uomo innamorato è stato fregato. Lui che per molti leghisti della prima ora ha "tradito" il padre politico Umberto, per il quale da giovane era «pronto a gettarsi dal tetto della mensa» e che ha tradito l'ideale della secessione, optando per un partito nazionale e lepenista («una roba da coglioni», disse sempre il Senatùr) adesso si ritrova vittima di un tradimento patinato. E per di più senza nemmeno potersi fare un selfie.

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