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Renzi Lotti
12 Luglio Lug 2017 0800 12 luglio 2017

Consip, l'estate sotto torchio del Giglio magico

Dopo il filone legato alla fuga di notizie sui giornali, si passa a quello sulle rivelazioni a favore degli indagati. I pm romani sono pronti a sentire Lotti. E anche Renzi potrebbe essere convocato come testimone.

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Mentre il segretario del Partito Democratico Matteo Renzi continua a scagliarsi contro le presunte "prove false" prodotte contro di lui, nell'inchiesta Consip arrivano le prime condanne ma soprattutto si entra in una fase calda per il Giglio magico, dal momento che presto sarà ascoltato dai magistrati romani Luca Lotti, ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio e ora ministro allo Sport del governo di Paolo Gentiloni. Se da un lato l'ex dirigente Consip Marco Gasparri ha patteggiato con i pm Paolo Ielo e Mario Palazzi una pena di 20 mesi nel filone sulla corruzione che vede in carcere l'imprenditore napoletano Alfredo Romeo, dall'altra parte con l'interrogatorio del magistrato Henry John Woodcock e con la perquisizione del giornalista Marco Lillo si è chiusa forse la parte legata alla fuga di notizie sul Fatto Quotidiano. Non dimenticando che il prossimo 18 ottobre si aprirà il giudizio immediato per l'imprenditore napoletano Alfredo Romeo, dove potrebbe essere convocato come testimone pure lo stesso Renzi.

Ora però si entra nel vivo nel filone legato alle rivelazione degli indagati: si tratta del presunto controspionaggio renziano andato avanti per tutto il 2016 e che avrebbe pregiudicato l'inchiesta della procura di Napoli, come riportato dal Noe nell'informativa del 3 febbraio scorso. In pratica, prima di finire sui quotidiani, le notizie sarebbero arrivate agli indagati dell'inchiesta. Scrivevano i carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico, prima di vedersi sottrarre le indagini dall procura di Roma: «Non si può non tornare sull’argomento che ha danneggiato maggiormente le indagini ovvero la costante opera di controspionaggio attuata da parte del Romeo, del Renzi e alcuni esponenti del governo Renzi nonché indirettamente dal Marroni». E poi: «Sempre rimanendo in tema di propalazione si deve adeguatamente considerare che dopo poche settimane dall’avvio delle intercettazioni sul conto di Ferrara e Marroni questi sono stati resi edotti delle attività tecniche sul loro conto e addirittura il Marroni qualche settimana dopo l’installazione delle microspie nei suoi uffici ne ha avuto notizia dal Luca Lotti e infatti onde verificare la fondatezza dell’informazione dispone una bonifica esclusivamente degli ambienti a lui in uso».

In questo filone sono indagati anche il comandante generale dell'Arma Tullio Del Sette e il comandante della legione toscana Emanuele Saltalamacchia. Nelle scorse settimane a confermare la parole già pronunciate di fronte ai magistrati napoletani è stato l'ex amministratore delegato di Consip Luigi Marroni. L'ex numero uno della centrale acquisti della pubblica amministrazione ha confermato di avere avuto le soffiate da Lotti e ha parlato anche di Nicola Centrone, stretto collaboratore del ministro dello Sport. Chi invece pare abbia in parte ritrattato la sua versione è Filippo Vannoni, amministratore delegato di Publiacqua di Firenze, accusato di favoreggiamento nei confronti di Marroni, che se a dicembre aveva raccontato ai pm napoletani di aver saputo dell'inchiesta proprio da Lotti nell'ultimo interrogatorio di fronte a quelli romani ha cambiato idea, raccontando di aver fatto credere all'ex numero uno di Consip di essere intercettato per sfuggire alle sue pressioni telefoniche.

L'ex amministratore delegato di Consip Luigi Marroni.

ANSA

Ora toccherà a Lotti chiarire la sua posizione. L'ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio (indagato per rivelazione di segreto e favoreggiamento ndr) è stato già interrogato dai pm napoletani il 27 dicembre scorso. E come ha riportato il Fatto Quotidiano, pubblicando il verbale, è stato molto duro nei confronti di Vannoni spiegando che il pomeriggio del 21 dicembre, mentre «stavo rientrando in ufficio, ho trovato Vannoni, voleva parlarmi». Vannoni, ha detto Lotti, come scritto da Davide Vecchi sul Fatto del 12 gennaio, «imbarazzato e con modi concitati, mi ha informato di essere stato sentito da Woodcock a Napoli e di avergli riferito di aver ricevuto da me informazioni riguardo l’esistenza di indagini su Consip; alle mie rimostranze circa la falsità di quanto affermato, lui ha ammesso di aver mentito e quando ho chiesto il perché si è scusato in modo imbarazzato, ottenendo una mia reazione stizzita, tanto da avergli detto ‘non ti do una testata per il rispetto del luogo nel quale siamo’, congedandolo». Le dichiarazioni di Vannoni e quelle di Lotti dovranno essere messe a confronto. Qualcuno ha mentito? Qualcuno ha cambiato versione? L'estate per il Giglio magico si fa sempre più calda.

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