Commissione Ue
12 Luglio Lug 2017 2025 12 luglio 2017

Conti pubblici, l'Ue apre allo sconto sul deficit italiano

Il premier Gentiloni esulta: «È una buona notizia». Ma dev'essere garantito il calo del debito. Roma ha chiesto per il 2018 un aggiustamento pari allo 0,3% del Pil, invece che dello 0,6%.

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L'attesa apertura della Commissione europea sulla richiesta italiana di impostare la legge di Stabilità 2018 in nome della flessibilità è arrivata. Bruxelles, con una lettera inviata al ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, si dice disponibile ad applicare la discrezionalità sulla deviazione dei nostri conti pubblici rispetto all'obiettivo di medio termine del pareggio di bilancio, ma invita il governo ad assicurare un miglioramento della spesa primaria netta sulla base delle previsioni economiche autunnali. In altri termini: dev'essere garantito il calo del debito, ma la prossima finanziaria potrà essere più "leggera".

RISPOSTA ALLA LETTERA INVIATA IL 30 MAGGIO. La Commissione ha dunque risposto alla lettera inviata da Padoan lo scorso 30 maggio, in cui il ministro dell'Economia annunciava un aggiustamento del deficit per il 2018 pari allo 0,3% del Pil invece che dello 0,6%, come previsto dal Def. Per il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, si tratta di «una buona notizia». Mentre secondo il ministero dell'Economia la Commissione «avalla un aggiustamento di bilancio anche inferiore a quanto prescritto dalla matrice della flessibilità, purché coerente con l'esigenza di ridurre il rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo».

MOSCOVICI: «PERCORSO COSTRUTTIVO». I contenuti della risposta al governo italiano erano stati in qualche modo anticipati dal commissario agli Affari economici Pierre Moscovici, in un colloquio con i giornalisti. Moscovici, firmatario della lettera assieme al vice presidente della Commissione, Valdis Dombrovskis, aveva spiegato così il senso della risposta: «Abbiamo cercato di tracciare un percorso costruttivo, termine essenziale quando penso all'Italia, tra i margini possibili insiti nelle regole e le deviazioni non autorizzate».

LA CRESCITA NON VA OSTACOLATA. La posizione di Bruxelles non sarebbe cambiata: «Bisogna rispettare le regole del deficit, sia strutturale che nominale, ma non vogliamo condurre o incitare gli Stati membri a condurre politiche che sarebbero ostili alla crescita economica». Di questo si è discusso anche nell'ultima riunione dell'Eurogruppo, dove si è deciso di mantenere un profilo «neutrale» nell'applicazione delle politiche di bilancio. «Non faremo nulla per compromettere la crescita, in particolare in un Paese come l'Italia», ha garantito Moscovici. Dunque «useremo margini di valutazione per il deficit, ma senza consentire deviazioni non autorizzate dalle regole».

PER L'ITALIA UN "RISPARMIO" DI CIRCA NOVE MILIARDI. La Commissione, quindi, non parla di cifre, non ha espresso giudizi sullo 0,3% di correzione ritenuto adeguato dal Tesoro in sostituzione dello 0,6% previsto dal Def. Considerando gli interventi necessari per disinnescare l'aumento dell'Iva messo in conto dalle clausole di salvaguardia, significa che l'Italia potrà "risparmiare" circa 9 miliardi di euro che altrimenti avrebbe dovuto usare a questo scopo.

PADOAN RESTA CAUTO. Il famigerato output gap, criticatissimo non solo in Italia, non sarà l'unico strumento per valutare l'ammontare della necessaria correzione dei nostri conti pubblici, ma Roma dovrà fare la sua parte. Dovrà cioè rispettare le raccomandazioni Ue, assicurando il calo del debito pubblico e la riduzione della spesa primaria. Ecco perché il ministro Padoan non lascia trascinare dall'entusiasmo: «Bisogna valutare con attenzione come usare lo spazio fiscale, se limitato. Non tutti i tagli delle tasse hanno gli stessi effetti su crescita e occupazione».

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