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TRUMPERIE 12 Luglio Lug 2017 1301 12 luglio 2017

Donald Trump Junior, arrogante e twittarolo peggio del padre

Beccato a intrattenere rapporti coi russi in campagna elettorale, spiattella tutte le mail sui social network. Pensando di essere sopra la legge che previene il coinvolgimento straniero negli affari interni degli Usa.

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Una cosa è chiara: alla famiglia Trump piace molto usare twitter. Trump senior lancia invettive contro chiunque osi contestare la sua politica e Trump junior pubblica delle email che sembrano la trama di una telenovela. È anche chiaro il fatto che i politici americani non dovrebbero più usare le email per comunicare, perché è quasi matematico che prima o poi ci scappi lo scandalo.

QUATTRO AMICI E MISS UNIVERSO. I personaggi di questa ultima saga che ci regala la Casa Bianca sono quattro: Donald Trump, Aras Agalarov, un potente imprenditore immobiliare russo, molto simile a Trump, suo figlio Emin, un cantante famoso e amico di Donald jr., e Rob Goldstone, pubblicista inglese che vi invito a googlare per capire dalla faccia che tipo è. Insieme, anni fa, i quattro amici decisero di organizzare Miss Universo in Russia, perché loro "la cultura prima di tutto".

UNA CATENA DI SANT'ANTONIO. Quando, durante la campagna elettorale, il Cremlino volle contattare il presidente per parlare di informazioni compromettenti che aveva sulla Clinton, si rivolse a Agalarov. Iniziò una specie di catena di Sant’Antonio: il governo russo pensò di aiutare Trump a vincere le elezioni e parlò con Agalarov, che scrisse a Goldstone, che contattò via email Trump jr. che al mercato mio padre comprò.

Se fosse stato onesto, Trump jr. sarebbe andato all’Fbi a denunciare il gravissimo fatto: il governo russo voleva compromettere le elezioni presidenziali americane

La mail diceva così: «Il governo russo vorrebbe aiutare tuo padre a vincere le elezioni e ha notizie compromettenti sui rapporti fra la Clinton e la Russia che vorrebbe condividere con voi. Emin mi ha chiesto di scrivere a te e non a tuo padre, perché le informazioni sono molto sensibili. Se preferisci, contatta lui». Se fosse stato onesto, Trump jr. sarebbe andato immediatamente all’Fbi a denunciare il gravissimo fatto: il governo russo voleva intromettersi negli affari americani e compromettere le elezioni presidenziali.

GRANDE INCONTRO ALLA TRUMP TOWER. Invece rispose all’email con un bel «I love it! Adesso sono in giro, ma dopo contatto Emin», proprio come farebbe suo padre. Si organizzò un incontro alla Trump Tower a cui parteciparono Donald jr., Jared Kushner, marito di Ivanka, l’allora manager della campagna elettorale, e una avvocatessa russa. Qualche giorno fa il New York Times lo è venuto a sapere e ha lanciato la bomba.

QUALCUNO NON LA RACCONTA GIUSTA. Cosa si sono detti durante questo famoso incontro? L’avvocatessa spiega che non hanno proprio discusso della campagna elettorale, ma di sanzioni tra la Russia e gli Stati Uniti, e che lei di pettegolezzi sulla Clinton non ne sapeva niente. Donald jr. dice che l’incontro con l’avvocatessa russa era stato organizzato proprio per discutere delle informazioni compromettenti sulla Clinton. Facendo due conti si capisce subito che uno dei due non la racconta giusta.

Comunque sia, Donald jr., anticipando l’ormai inevitabile pubblicazione delle email fra lui e Goldstone sul New York Times, le ha divulgate su Twitter, come a dire che lui fa tutto alla luce del sole. Come il padre, ha mostrato un’arroganza quasi imbarazzante e come il padre si sente talmente onnipotente da essere al di sopra di qualunque legge che previene il coinvolgimento di un governo straniero negli affari interni degli Stati Uniti.

«SOLO UNA ENORME CACCIA ALLA STREGHE». Il presidente ha commentato - indovinate un po'? - su Twitter, scrivendo: «Mio figlio Donald ha fatto un buon lavoro ieri notte. È stato aperto, trasparente e innocente. Questa è la più grande caccia alle streghe nella storia della politica. Triste!». La saga continua. Stay tuned, folks!

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