Autorità trasporti,Mit lavora su Flixbus
12 Luglio Lug 2017 1911 12 luglio 2017

Flixbus, possibile una nuova norma per garantire l'operatività

L'Autorità dei Trasporti apre: «Il cambiamento non è una minaccia». E il ministro Delrio promette: «La chiusura non ci sarà, ve lo posso assicurare». Ma per l'azienda occorre cambiare le disposizioni della manovrina.

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L'avevano data tutti per spacciata, ma per Flixbus le carte in tavola potrebbero cambiare un'altra volta (leggi anche: Perché il caso Flixbus è un fuoco di Puglia). A partire dal mese di ottobre, in base alle nuove norme inserite dal parlamento nella manovrina, la piattaforma web per viaggi low cost in pullman sarebbe stata praticamente obbligata a chiudere i battenti. Ma dopo il tira e molla del disegno di legge sulla concorrenza e del decreto Milleproroghe, la parola fine potrebbe ancora non essere stata scritta.

Di chiusura il governo non vuole infatti sentir parlare e sta valutando se serva o meno un intervento ulteriore, il quarto in cinque mesi, per salvaguardare l'operatività della compagnia in Italia. La garanzia è arrivata direttamente dal ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, tirato in ballo dall'Autorità dei Trasporti.

«La chiusura non ci sarà, ve lo posso assicurare. Già ora non c'è pericolo di chiusura», ha assicurato infatti Delrio. Il ministero starebbe ragionando sulla possibilità di modificare le norme contenute nella manovrina, forse utilizzando come veicolo il decreto Sud con le norme per finanziamenti agevolati ai giovani imprenditori e l’istituzione delle Zone economiche speciali. Ma «può anche darsi che non ce ne sia bisogno, perché le interpretazioni possono essere sufficienti», ha aggiunto Delrio.

Di diverso avviso Flixbus, secondo cui la norma della manovrina «parla chiaro» e senza un nuovo intervento legislativo «il rischio di uno stop diventa concreto». Per questo la società invita la politica ad agire nella direzione indicata dall'Autorità dei Trasporti.

Il Garante del settore, Andrea Camanzi, ha sollecitato il parlamento ad occuparsi del caso. E parlando della rivoluzione in atto nei servizi dei trasporti ha invitato a non avere paura del nuovo: «Il cambiamento non è una minaccia», ha sottolineato nella sua relazione annuale, «tutto ciò che consente un'innovazione e apre spazi di libertà, avvantaggiando il consumatore anche sul lato dei prezzi, dev'essere guardato con attenzione e devono essere rimossi gli ostacoli».

Ciò non toglie che le piattaforme tecnologiche che offrono servizi per la mobilità, Uber inclusa, «debbano essere oggetto di un'attenta, limitata e proporzionata regolamentazione», affinché non non si creino nuovi «monopoli digitali».

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