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13 Luglio Lug 2017 1809 13 luglio 2017

Migranti, Cei: «Aiutarli a casa loro non basta»

Il segretario generale Nunzio Galantino ha bacchettato duramente la frase di Matteo Renzi sull'accoglienza. «Quella frase è un modo per scrollarsi di dosso le responsabilità».

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«La frase 'aiutarli a casa loro', se non si dice come e quando e con quali risorse precise rischia di non bastare e di essere un modo per scrollarsi di dosso le responsabilità». È la stoccata che Nunzio Galantino segretario generale della Cei ha riservato a Matteo Renzi per la frase sull'emergenza migranti. «Noi lanciamo la campagna 'liberi di partire - liberi di restare' con 30 milioni dall'otto per mille di aiuti concreti».

LA CRITICA AL CONCETTO DI MIGRANTI ECONOMICI. Il monsignor ha criticato anche le divisioni intorno al concetto di migranti economici: «È come descrivere due tipi di povertà. È come fare la distinzione se uno preferisce morire impiccato o alla sedia elettrica». Ma la critica della Chiesa non si è fermata alla Cei. Nell'edizione del 13 luglio l'Osservatore Romano ha puntato il dito contro l'Ue: «Tanta solidarietà a parole. Ma nei fatti l'Europa continua a restare inerte di fronte al dramma dell'immigrazione nel Mediterraneo e alle difficoltà dell'Italia, ormai da sola in prima linea nel fronteggiare l'emergenza».

Più moderata invece la posizione del Segretario di Stato della Santa Sede, Pietro Parolin: «Io credo che il discorso dell' 'Autiamoli a casa loro' sia un discorso valido, nel senso che dobbiamo aiutare veramente questi paesi nello sviluppo, in modo tale che la migrazione non sia più una realtà forzata, ma sia libera. Che sia un diritto di tutti ma sia fatta non per costrizione, perché non si trovano nel proprio Paese le possibilità di vivere e di crescere».

«TUTTI DEVONO FARE LA LORO PARTE». Come l'Osservatore romano anche il Segretario di Stato ha parlato dei limiti dell'Europa: «siamo sempre lì, evidentemente l'emergenza continua e continua la necessità di trovare una risposta comune» da parte dell'Europa. «Mi pare che il Papa già varie volte ha sottolineato questa esigenza di far fronte comune. Ancora una volta l'appello è che tutti facciano la loro parte. Evidentemente questo fenomeno, che è un fenomeno molto urgente deve poter trovare una soluzione condivisa» ha concluso.

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