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Renzi, possibilità veto a fiscal compact
13 Luglio Lug 2017 0940 13 luglio 2017

Renzi dice «Avanti» anche se nessuno bussa più alla sua porta

Più che un libro di politica, il segretario Pd ne ha scritto uno sul self help per «invitare, coinvolgere, entusiasmare». Così si ricicla come life coach.

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Uomini che odiano le riforme. Il premier geniale. Colpa delle Cinquestelle. Il magico potere del reincarico. Per il libro di Matteo Renzi ce n’erano di titoli migliori di Avanti, che non solo evoca tristemente l’ormai fantasmatico quotidiano del Psi (e in questo senso è l’ennesimo sgarbo alla povera Unità, in coma farmacologico da mesi nel totale disinteresse del Nazareno), ma sembra la risposta a un «toc toc» che Renzi aspetta da mesi di sentire alla sua porta e che ancora non è arrivato.

LA RIVELAZIONE SUL COMPLOTTO ANTI-LETTA. Nel caso, non chiederebbe nemmeno chi è, perché è ovvio che a bussare sarebbe l’Italia, pentita e contrita, che gli chiede di tornare al governo. «Avanti», risponde l’ex presidente del Consiglio, «prego, che bella sorpresa, non aspettavo nessuno, stavo giusto mettendo ordine nei miei ricordi di palazzo Chigi, anzi, li ho appena raccolti in questo libro per Feltrinelli, se volete dare un’occhiata». Peccato che i media abbiano già spoilerato la parte più interessante della storia, e cioè chi fu il vero assassino del governo Letta: non Renzi, ma l’insospettabile minoranza Pd capitanata da Roberto Speranza.

Del resto Avanti non aveva ambizioni da noir estivo: «Ho scritto questo libro per invitare, coinvolgere, entusiasmare», dichiara l’autore, che si autodefinisce «depositario dei sogni di una parte degli italiani». Quindi siamo più dalle parti della letteratura rosa, Rosamunde Pilcher con una sfumatura motivazionale da life-coach alla Allen Carr, che va tanto di moda: l’Italia è la terra dove un boy-scout di provincia può diventare premier e ritrovarsi a cena con Obama, se ci sono riuscito io potete riuscirci anche voi, è facile cambiare il Paese se sai come farlo ecc.

UN LIBRO SUL SELF HELP. Speriamo che i librai non brucino il potenziale di Avanti collocandolo nello scaffale 'Politica' anziché in quello 'Self help', insieme a caposaldi del genere come Le vostre zone erronee di Wayne Dyer e Istruzioni per un’aquila che si crede un pollo di Anthony Mello. Curiosità stilistica: nel rievocare i momenti salienti del suo mandato, Renzi usa il presente storico, come Giulio Cesare nel De bello Gallico, anche se non arriva a parlare di sé in terza persona come faceva il grande generale, del quale peraltro gli manca l’asciuttezza. Cesare però aveva a che fare con una Gallia divisa nel suo complesso in sole tre parti, mentre con Renzi le divisioni del Pd ormai non si riesce più a contarle.

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