I 400 colpi

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14 Luglio Lug 2017 0849 14 luglio 2017

Bertone e la maledizione del super attico a sua insaputa

Sui salatissimi lavori di ristrutturazione del suo buen retiro l'ex segretario di Stato vaticano continua a dichiarare la propria estraneità. Un po' come quando Pietro negò di aver conosciuto Gesù.

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Niente da fare. Se in Vaticano prima si pensava di poter mettere impunemente i coperchi sulle pentole fabbricate dal diavolo oggi non è più così. Nemmeno i porporati riescono a insabbiare gli scandali di casa propria. Un po’ perché l’attuale papa è fermamente deciso a perseguire la trasparenza, anche a costo di recare all’istituzione qualche danno reputazionale. Un po’ perché la vicenda del super attico da 700 metri quadri scelto come buen retiro dall’ex segretario di Stato Tarcisio Bertone grida vendetta al cospetto di Dio e dello stesso Bergoglio che, come noto, pauperisticamente alloggia in un bilocale a Santa Marta.

QUEI FINANZIAMENTI POCO CHIARI. Ora basta dare un occhio distratto alle carte del processo ai due dirigenti dell’Ospedale Bambino Gesù, committente della ristrutturazione alla modica somma di 422 mila euro, per capire che sotto alligna qualche inconfessabile traffico. Pare infatti, ed è questo al di là del poco commendevole aspetto etico su cui i giudici devono fare luce, che l’impresa responsabile dei lavori abbia attinto il dovuto da due forni: oltre all’Ospedale, ci sarebbero altri 300 mila euro pagati direttamente da Bertone che poi ce ne ha messi sopra altri 150 mila (mestiere evidentemente redditizio quello del cardinale) a mo’ di donazione alla ricerca. L’ospedale, il cui nome è ricicciato fuori anche in occasione del caso del piccolo Charlie Gard che si è offerto di ospitare per evitare l’eutanasia decretata dai medici inglesi, è infatti considerato una eccellenza in materia di patologie dell’infanzia.

Insomma, nell’affaire c’è poco meno di 1 milione di euro che balla, e che ha preso strani percorsi e forme per approdare, almeno in parte, nelle tasche di chi non si sa. Nel merito – non di dove sono finiti i soldi, ma a cosa sarebbero serviti – le giustificazioni fornite dagli imputati sono un pochino fragili. Per i vertici della Fondazione Bambino Gesù si sarebbe trattato di un’ operazione promozionale, un suntuoso restyling di casa Bertone per farla diventare una sorta di vetrina del Made in Vaticano ad uso e consumo degli sponsor che ne volessero finanziare le attività benefiche. Che poi ci albergasse anche il cardinale faceva parte del pacchetto.

BERTONE E I LAVORI A SUA INSAPUTA. E per l’ex segretario di Stato? Siccome non solo il mondo secolarizzato ma anche quello spirituale è Paese, ha pensato bene di rifugiarsi nel comodo angolo del «a mia insaputa». Ha detto di non essersi accorto e di non saperne nulla (evidentemente l’impresa edile lavorava quando lui era fuori casa), sulla scia di un tradizione che nella Chiesa ha nobili precedenti. In fondo se anche l’apostolo Pietro negò di aver conosciuto Gesù, perché mai Bertone avrebbe dovuto sapere trame e scopi dei suoi generosi ristrutturatori?

Avvertiamo i lettori che la rubrica I 400 colpi verrà sospesa per una settimana, periodo in cui il direttore Paolo Madron condurrà Prima pagina, la rassegna stampa di Radio Tre. Le pubblicazioni riprenderanno dal 24 luglio.

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