Di Maio, se codice a partiti spariscono
14 Luglio Lug 2017 1912 14 luglio 2017

L'ambasciata francese smentisce Di Maio sui canadair

Il pentastellato ha raccontato di aver chiesto aiuto alle ambasciate Ue per l'emergenza sul Vesuvio. Peccato che i responsabili d'Oltralpe abbiano dato una versione completamente diversa.

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«Gli arroganti professionisti dell'insulto» questa volta ci hanno azzeccato. L'ambasciata francese ha smentito nero su bianco la versione di Luigi Di Maio circa il suo intervento per chiedere l'invio di canadair sul Vesuvio. Le soluzioni sono due: o Di Maio ha mentito dicendo di aver passato la sera al telefono con gli ambasciatori dei Paesi Ue oppure ha sbagliato numero.

L'INTERVENTISMO DI DI MAIO. Ma andiamo per ordine. Il 13 luglio, dopo aver fatto un sopralluogo nelle aree colpite dagli incendi, il vicepresidente della Camera ha scritto su Facebook: «Ieri sera mi sono immediatamente recato al Parco nazionale del Vesuvio o - sarebbe più giusto dire - quel che ne rimane. Vedere incendi di questa portata in Sicilia, Campania, Calabria e Lazio, e il silenzio di autorità e carta stampata è a dir poco vergognoso. Voglio invece ringraziare i vigili del fuoco e le forze dell'ordine che stanno dando l'anima per domare gli incendi ed evacuare le persone», aggiungendo: «Sono stato tutta la sera al telefono con le ambasciate degli altri Stati europei per chiedere l'invio dei loro canadair, perché quelli a disposizione purtroppo non sono abbastanza. Ora non serve fare polemica, dobbiamo solo rimboccarci le maniche e aiutare le aree colpite. Sono in arrivo dalla Francia 3 aerei di cui due canadair. Grazie! Fate presto». Già qualcuno aveva avanzato qualche dubbio sulla ricostruzione: perché un vicepresidente della Camera dovrebbe gestire una emergenza al posto del ministero o della Protezione civile?

Ieri sera, finito il lavoro alla Camera, mi sono immediatamente recato al Parco nazionale del Vesuvio o - sarebbe più...

Geplaatst door Luigi Di Maio op donderdag 13 juli 2017

Il suo zelo poco istituzionale, l'avviso di garanzia per aver diffamato Marika Cassimatis e lo strascio delle polemiche sugli attacchi a Emanuele Fiano hanno fatto sì che Di Maio il giorno dopo fosse al centro dell'attenzione mediatica e social. E infatti lui con un altro post su Facebook attaccando i soliti «arroganti professionisi dell'insulto». «Mi si fa passare per scemo perché mi sono attaccato al telefono per provare a chiamare gli ambasciatori degli altri Paesi Ue chiedendo ai loro governi un aiuto per le nostre terre che bruciano», ha messo in chiaro. «Come l'Italia recentemente ha fatto per il Portogallo. I rapporti con le ambasciate rientrano nelle prerogative di vicepresidente della Camera, ma forse qualche giornalista non lo sa. Gli arroganti professionisti dell'insulto continuino pure ad attaccarci, noi continuiamo a servire il Paese».

Oggi sui giornali c'è una carrellata di fango contro di me, tutti piccoli schizzi ma non per questo meno fastidiosi di...

Geplaatst door Luigi Di Maio op vrijdag 14 juli 2017

Peccato che il giornalista Aldo Torchiaro si sia preso la briga di chiedere lumi all'ambasciata francese. Che ha smentito in toto la storia di Di Maio, confermando la richiesta da parte della Protezione civile.

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