Gentiloni
15 Luglio Lug 2017 0918 15 luglio 2017

Ius soli, il Pd frena sulla fiducia

Tra emergenza sbarchi e l'altolà dei centristi di Ap, i renziani ammorbidiscono la linea: «Il provvedimento non sia un pretesto per fare cadere Gentiloni».

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Il ddl sullo ius soli appare sempre più in bilico: il premier Paolo Gentiloni, per cercare di salvare il provvedimento, ha incontrato Angelino Alfano ma il leader di Ap, a maggior ragione dopo la minaccia del ministro per gli Affari regionali Enrico Costa di dimettersi, ha ribadito al premier la contrarietà a porre la questione di fiducia sul provvedimento che vincolerebbe la maggioranza. Un rischio per la stabilità del governo che spinge anche il Pd a frenare sulla fiducia se rischia di essere causa di una crisi di governo. «Serve una verifica molto attenta dei numeri», è la cautela con cui a fine giornata il capogruppo dem al Senato Luigi Zanda è uscito da un consulto con il premier.

IL PASSO INDIETRO DEL PD. Davanti a un'emergenza sbarchi tornata a livelli massimi sulle coste italiane, i centristi non hanno intenzione di abbassare le barricate contro un provvedimento che «ha ripercussioni sociali fortissime». Non solo Costa si dice pronto a dimettersi da ministro ma anche il ministro degli Esteri Angelino Alfano, per smentire divisioni dentro il suo partito, ha tenuto il punto in un incontro con il premier Paolo Gentiloni. L'intenzione del presidente del Consiglio era di andare avanti per arrivare all'approvazione entro la pausa estiva. «Non c'è alcuna ipotesi di rinvio», confermava Zanda. Ma la frenata è arrivata a stretto giro da Matteo Richetti, nuovo responsabile della Comunicazione del Pd. «Sosteniamo la legge e andremo fino in fondo, ma è evidente che non può diventare un pretesto per far cadere il governo», ha avvertito il deputato dem. Matteo Renzi, spiegano i fedelissimi, non ha intenzione di passare per quello che vuole a tutti i costi, anche quello dell'incidente parlamentare, il ddl sullo ius soli. «Decida Gentiloni che fare, il Pd in ogni caso lo sosterrà», è la linea dei renziani, non più sulle barricate, come nei giorni scorsi, per avere a ogni costo l'approvazione del provvedimento.

AP CONTRO LA FIDUCIA. Una linea che ottiene l'approvazione di Ap. «Bene Richetti», hanno sostenuto i capigruppo Maurizio Lupi e Laura Bianconi, «il Pd è ovviamente libero di indicare le sue priorità ma noi abbiamo sempre detto che non si impegni il governo» con la fiducia. «Su un tema così importante come la cittadinanza per gli immigrati non si può procedere con forzature», ha aggiunto Lupi in un'intervista al Qn. «A fine legislatura, si fanno solo leggi che hanno una larga condivisione». E ha aggiunto: «Lo ius soli non è un tema di governo. Dunque, non vedo perché bisogna blindarlo». È chiaro a tutti, però, che senza la fiducia il ddl, su cui pendono 50 mila emendamenti, non sarà mai approvato prima della pausa estiva. E alla ripresa dei lavori, con la campagna elettorale alle porte, è difficile che i centristi ammorbidiscano la posizione.

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