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15 Luglio Lug 2017 1959 15 luglio 2017

Padoan: «Fuori dal tunnel, il Fiscal Compact non decide le sorti dell'Ue»

Il ministro mostra ottimismo: «Stiamo continuando su una strada stretta, ma vedo questo sentiero allargarsi». E sull'offensiva del'ex premier: «Meglio evitare battaglie ideologiche sui conti». 

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Il peggio è alle spalle. Ne è certo Pier Carlo Padoan, che non esita a mostarre ottimismo sul quadro macro-economico dell'Italia nel corso della quinta edizione della festa di Left Wing. «Stiamo lasciandoci alle spalle cose preoccupanti», ha detto il ministro, «come la fragilità del sistema bancario e l'inerzia degli investimenti. Siamo usciti dal tunnel e stiamo percorrendo una strada... stavo per dire un sentiero stretto, ma vedo il sentiero allargarsi». Per questo, ha aggiunto, «non è irrealistico immaginare negli anni prossimi un salto di qualità dell'economia. Gli anni prossimi saranno migliori».

«IL FUTURO DELL'UE NON SI DECIDE SUL FISCAL COMPACT». Per Padoan «è vero che ci sono elementi di miglioramento nell'andamento dell'economia internazionale, ma c'è una crescita in Italia più che proporzionale che si deve spiegare con politiche che incidono sulla capacità strutturale dell'economia di migliorarsi». E sull'opportunità di superare il Fiscal Compact, caldeggiata da Matteo Renzi: «È vero, ha dei problemi tecnici che hanno implicazioni su come si disegna la politica del bilancio. Ci sono però altri temi che possono essere aggiunti e considerati. Il futuro dell'Ue non si gioca sul Fiscal Compact sì o Fiscal Compact no. È possibile immaginare modi per migliorarlo in modo che sia parte di un disegno più ampio. Altrimenti facciamo una battaglia ideologica nel senso negativo del termine».

«LA PRIORITÀ È ASSUMERE I GIOVANI». «Bisogna continuare sulla strada delle riforme», ha proseguito il ministro, «sulle tasse abbassate in modo sostenibile, ovvero sul fatto che una volta che si abbassano non si rialzano più». «Lo spazio fiscale non è estremamente ampio e di conseguenza bisogna usare al meglio le poche risorse che si hanno», ha concluso. «L'obiettivo è ancora la questione dell'emergenza sociale: è assolutamente prioritario l'utilizzo delle risorse a disposizione per accrescere l'incentivo alle imprese per assumere i giovani».

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