Renzi, Avanti, libro per andare oltre
19 Luglio Lug 2017 1113 19 luglio 2017

Le perle di Renzi: un estratto al giorno dal libro "Avanti"

Un ricordo su Obama? «La mattina insieme sul tapis roulant». I Gufi? «Un'operazione di marketing fantastica contro di me». Letta? «Vittimista e privo di fair play». Le migliori (o peggiori) pillole di Avanti.

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Lettera43.it regala ogni giorno ai lettori una pillola dal chiacchieratissimo libro "Avanti" scritto dal segretario del Partito democratico ed ex premier Matteo Renzi.

Il Compañero Calenda

«E ancora la cena con Raul Castro, che mi racconta di come Che Guevara operassi i gatti (non benissimo, a dirla tutta), di come lui e Fidel abbiano vissuto l'invasione della Baia dei Porci e la crisi dei missili, di come si debba fumare il sigaro. E quando gli comunico che devo ripartire per l'Italia per incontrare la mia opposizione interna, prima mi domanda: “Che cosa è l'opposizione?”, poi mi lascia un sigaro: “Portalo anche quelli dell'opposizione, gli farà bene”. Partiamo per tornare in Italia non prima di aver ricevuto il libro di memorie di Raul, che verga di suo pugno dediche molto affettuose a tutta la delegazione italiana. Finchè, quando arriva l'allora viceministro Calenda, ignaro delle sue radici confindustriali, scrive: “Al companero dottor Calenda”. Il companero viceministro è abbastanza imbarazzato. “Non lo diciamo a nessuno, Carlo, tranquillo. Quando ti candiderai con la destra, farò finta di non aver visto questa dedica", gli sussurro all'orecchio».

In palestra con Obama

[A proposito di Barack Obama] «Porto con me anche una mattinata in palestra insieme, correndo su due tapis roulant affiancati mentre fuori chiudevano l'accesso a tutti. Mai mi era capitato di correre con i cecchini sul tetto di fronte e i cani lupo dietro, oltre a un imprecisato numero di donne e uomini del secret service tutt'intorno. E porto con me le chiacchiere sui figli, i social network, il gelato italiano, i vini toscani, ma anche sui rapporti dell'Italia con la Russia, oggetto di qualche incomprensione iniziale, inclusa una telefonata del settembre 2014 che i rapporti ufficiali sicuramente descriveranno come "franca e cordiale", ma che fu molto dura».

Il broncio di Letta

«Letta però entra in modalità broncio. E la scena del passaggio della campanella segna un investimento del premier uscente: fare la parte della vittima funziona sempre in un paese in cui si ha più simpatia per chi non ce la fa che per chi ci prova. Ci sono intere carriere che vengono costruite sul vittimismo anziché sui risultati. Peccato che questo accada a spese di uno dei momenti che devono essere giocati all'insegna del fair play, sempre».

Il complotto dei gufi

«Ma la parola che proprio mi scappa di bocca prima, di mano poi, è gufo. Vorrebbe indicare quelli che tifano contro l'Italia. Quelli che godono quando un decimale dei dati Istat arriva con il meno davanti. Quelli che se vedono qualcosa andar male sono felici perché possono argomentare meglio le loro riflessioni negative. La parola però prende campo e si allarga. Nel chiacchiericcio da talk show diventa gufo chiunque non la pensi come me. E scatta un'operazione di marketing fantastica. Ecco la tazza con i gufi per fare colazione (l'hanno regalata anche a me, giuro), le tovaglie con i gufi, i calzini con i gufi, la cover del telefonino col gufo. Finchè in uno degli incontri di campagna elettorale un ragazzo romagnolo tutto felice mi dice: "La mia morosa mi ha regalato le mutande col gufo". Fermiamoci qui, grazie».

La personalizzazione? Colpa degli altri

«La personalizzazione incentrata su di me non nasce dal sottoscritto, ma dagli avversari. I quali, semplicemente, non sopportavano qualcuno che finalmente facesse qualcosa. Io ho solo detto che un governo nato per fare le riforme deve fare le riforme. Se quelle costituzionali falliscono, è dovere di chi guida quel governo prenderne atto. Capisco che nella politica italiana la parola dimissioni faccia spavento, che sia un tabù. Ma quella che gli altri chiamano personalizzazione per me è etica della responsabilità».

Parte degli effetti della manovra 2016 devono ancora dispiegarsi

ANSA

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