Raggi, su acqua Governo intervenga
EMERGENZA 28 Luglio Lug 2017 1913 28 luglio 2017

Siccità, c'è l'accordo: evitato il razionamento d'acqua a Roma

Il provvedimento della Regione che autorizza per un tempo limitato e per quantitivi minimi l’approvvigionamento dall’invaso.

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Roma tira un sospiro di sollievo. Il rischio razionamento dell'acqua, nell'estate infuocata del 2017, è scongiurato. Ad annunciarlo oggi sono state tutte le istituzioni coinvolte, dopo giorni di braccio di ferro tra la Regione Lazio, che aveva imposto a partire da stanotte lo stop totale ai prelievi dal lago di Bracciano, e l'Acea, che aveva preannunciato come conseguenza del blocco, il razionamento dell'acqua per un milione e mezzo di romani.

PRELIEVI CONCESSI FINO AL 1 SETTEMBRE. L'amministrazione regionale di Nicola Zingaretti ha deciso a seguito di una trattativa con il ministero dell'Ambiente che Acea potrà continuare a prelevare acqua dal lago di Bracciano, anche se in forma molto ridotta, fino al primo settembre. A chiedere con forza un intervento del Governo sulla materia era stata, per ben due volte in una sola giornata, la sindaca Virginia Raggi affermando: «È intollerabile che Roma venga privata dell'acqua. È un danno enorme per i cittadini, per le attività economiche e commerciali. Un danno di immagine per l'Italia. Sono preoccupata. È necessaria la dichiarazione dello Stato di emergenza».

POSSIBILE STATO DI EMERGENZA. Una misura che Palazzo Chigi sta effettivamente valutando, dopo aver preso atto della richiesta formale della Regione Lazio: «Il 4 agosto è prevista una riunione dell'Osservatorio idrico. Se vi saranno le condizioni, come è successo nei territori di Parma e Piacenza, il governo interverrà» è stata la promessa di Galletti che però ha avvertito: «Stiamo prendendo un provvedimento tampone. Ora bisogna che Comune ed Acea facciano il loro mestiere, che è quello di fare la manutenzione delle reti e le nuove infrastrutture. Io non voglio più che Roma si trovi nelle condizioni in cui si è trovata questa estate. Non è degno».

PRELIEVO MASSIMO DI 400 LITRI AL SECONDO. «Per risolvere il problema, con tutti i rischi che ne derivano, restano in campo solo la Regione Lazio e il governo. I cittadini di Roma e del Lazio sappiano di poter contare su una amministrazione seria al servizio della comunità», la stoccata del governatore del Lazio Nicola Zingaretti che spiega: «Abbiamo emesso una nuova ordinanza che conferma il blocco delle captazioni dal Lago di Bracciano dal 1 settembre e introduce solo la possibilità di una captazione minima di 400 litri al secondo fino al 10 agosto e di 200 litri al secondo dal 11 agosto alla fine del mese».

RAGGI: «NON ABBASSIAMO LA GUARDIA». La sindaca a 5 Stelle, che a sua volta aveva sottolineato come Comune e Acea avessero fatto la loro parte per sbloccare la situazione e che invece erano proprio Regione Lazio e Governo a guida Pd a doversi ancora prendere le loro responsabilità, in serata commenta così la soluzione trovata: «Abbiamo scongiurato che un milione e mezzo di cittadini rimanesse senz'acqua. È una buona notizia per tutti. Ma non abbassiamo la guardia».

DONNARUMMA: «SERVE PIANO DI AMMODERNAMENTO DELLA RETE». Dello stesso avviso Luigi Di Maio: «Grazie alla mediazione della sindaca Raggi, i romani non vedranno l'acqua razionata. La Regione Lazio ed il suo Presidente sono stati obbligati a ritirare la folle ordinanza che tagliava l'acqua ai cittadini della Capitale». Da Acea si fa sentire l'ad Stefano Donnarumma che promette: «Ora è importante costruire un futuro migliore, per far sì che non ci si trovi più a vivere situazioni come queste. La multiutility prevede, nel suo piano strategico 2018-2022, un piano straordinario di interventi per l'ammodernamento/rifacimento della rete di distribuzione idrica vetusta». Si intende inoltre rilanciare il progetto di raddoppio dell'acquedotto che approvvigiona Roma dal Peschiera, utilizzando maggiormente le riserve idriche presenti nell'Appennino.

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