Siccità
2 Agosto Ago 2017 1506 02 agosto 2017

Siccità, undici Regioni verso lo stato di calamità

Il ministro Martina in parlamento: «Risponderemo con tempestività». Trattative con la Commissione europea per ottenere in anticipo 700 milioni di euro.

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Cresce il numero delle Regioni italiane pronte a chiedere lo stato di calamità naturale a causa della siccità. Al momento, secondo quanto riferito in parlamento dal ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, sono undici: Emilia Romagna, Veneto, Toscana, Marche, Lazio, Molise, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna e Provincia autonoma di Trento (leggi anche: Siccità, l'acqua in Italia c'è ma è usata male: i 5 problemi).

«Siamo pronti a rispondere con tempestività, assicurando l'attivazione degli strumenti del Fondo di solidarietà nazionale», ha assicurato il ministro, annunciando l'arrivo anticipato di risorse economiche europee per fronteggiare la crisi. «Grazie a un accordo in via di perfezionamento con la Commissione europea», ha detto infatti Martina, «abbiamo stabilito un aumento degli anticipi dei fondi europei della Politica agricola comune e dello sviluppo rurale di circa 700 milioni di euro per infrastrutture irrigue, portandoli a 2,3 miliardi» (leggi anche: Siccità, la mappa dei danni).

CHE COS'È LO STATO DI CALAMITÀ NATURALE. Lo stato di calamità naturale, a differenza dello stato di emergenza, è uno strumento legato esclusivamente al settore agricolo: il suo riconoscimento, infatti, avviene attraverso un decreto del ministro delle Politiche agricole, su proposta della Regione colpita. Con l'attivazione del Fondo di solidarietà nazionale, come ricordato dallo stesso Martina, si ottiene la sospensione dei mutui e del pagamento dei contributi assistenziali e previdenziali a carico delle imprese agricole danneggiate. Una misura rafforzata dal decreto Sud approvato il 1° agosto, che ha esteso l'operatività del Fondo anche alle aziende colpite che avrebbero potuto sottoscrivere un'assicurazione ma non l'hanno fatto.

PRECIPITAZIONI RIDOTTE DEL 53%. «Siamo di fronte a una delle situazioni più severe degli ultimi 10 anni», ha detto ancora Martina, «le precipitazioni sono state inferiori alla media del 6% circa. Nei primi mesi del 2017 le temperature sopra la media (+3,2 gradi) associate ad una forte riduzione delle precipitazioni (-53% rispetto alla media dei precedenti mesi di giugno) hanno prodotto gravi danni alle colture: circa il 40-50% delle produzioni di cereali e una consistente riduzione della produzione di latte».

IL CALENDARIO DEGLI INTERVENTI. Le risorse economiche che saranno destinate alle imprese danneggiate e al miglioramento delle infrastrutture irrigue del Paese devono rappresentare, secondo Martina, «un punto di partenza per una programmazione pluriennale» degli interventi. Il bando di selezione delle proposte progettuali di sviluppo rurale 2015-2020 scadrà il prossimo 31 agosto. Nei primi giorni di settembre sarà nominata la Commissione per la valutazione dei progetti. Una volta approvata la graduatoria ed emanati i provvedimenti di concessione, i beneficiari potranno ottenere l'anticipo del finanziamento, fino al 30% dell'importo. L'avvio dei cantieri è previsto a partire dai primi mesi del 2018.

DANNI ANCHE PER IL VINO DEL CHIANTI. A causa della siccità anche la produzione di vino Chianti e di altre eccellenze toscane potrebbe registrare un calo della produzione, attualmente stimato nell'ordine del 20-30%. Mentre in Piemonte i malgari sono costretti ad anticipare il rientro dagli alpeggi, perché in alta quota il foraggio scarseggia e non è di buona qualità, e il manto erboso secco rende pericoloso per le vacche pascolare senza scivolare lungo i pendii.

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