Migranti: Minniti a Tripoli, vede Sarraj
7 Agosto Ago 2017 2150 07 agosto 2017

Governo, Minniti deluso: il Colle lo difende

Il titolare degli Interni, amareggiato per la mancanza di sostegno sui migranti, non ha partecipato al Consiglio dei ministri. E dal Quirinale è arrivato l'apprezzamento per il suo lavoro con le Ong.

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Arrabbiato, deluso, amareggiato: «O mi tutelate o lascio. Se la linea politica non è più condivisa, il mio compito è finito». Marco Minniti ha deciso di prima mattina di non partecipare al Consiglio dei ministri che ha approvato le nuove assunzioni per la scuola. E di far capire così ai suoi interlocutori, primo tra tutti il premier Paolo Gentiloni, al quale avrebbe scritto una lettera, che si sarebbe dimesso se non ci fosse stata una presa di posizione forte a sostegno delle scelte sulle politiche migratorie.

Le polemiche dell'opposizione, le titubanze di parte della sinistra e dello stesso Pd, ma soprattutto i retroscena sui giornali in cui fonti di governo lasciavano trapelare dubbi sulla linea adottata con il varo del codice per le Ong, sono stati per il titolare del Viminale un punto di non ritorno. Il nodo è sempre lo stesso, il comportamento da tenere in mezzo al mare.

DISSAPORI CON IL MINISTRO DELRIO. La linea del Viminale è chiara: chi non ha firmato il codice è fuori dai soccorsi e, dunque, non può portare i migranti nei porti italiani. Una linea che viene disattesa se, come è accaduto sabato 5 agosto con Medici senza frontiere, la Guardia costiera chiede l'intervento, raggiunge in mare le navi delle Ong non firmatarie e poi prende a bordo i migranti soccorsi. Sarebbe nato da qui un problema con il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio. Dal dicastero da cui dipende la Guardia costiera, tuttavia, ribadiscono che ci si è sempre attenuti alle norme internazionali e che lo stesso codice prevede la possibilità di trasbordo in caso di richiesta del Centro di coordinamento delle ricerche in mare, sempre gestito dalla Guardia costiera. Mentre il tema dell'accesso ai porti «è ancora da articolare».

PRETESO UN CHIARIMENTO POLITICO. Ecco perché Minniti, come ribadiscono diverse fonti qualificate che hanno parlato con il ministro, più che un chiarimento con i suoi colleghi di governo ha preteso e ottenuto una presa di posizione che indicasse chiaramente quale sia la linea politica dell'esecutivo. Anche perché, è stato il suo ragionamento, non ci si può permettere di vacillare nel momento in cui, dopo anni di caos, si comincia a vedere una certa coerenza in tema di immigrazione. E anche qualche risultato.

GLI SBARCHI SONO IN CALO DA UNA SETTIMANA. La Guardia costiera libica ha iniziato a riportare indietro i barconi che salpano da Zawia, Zuhara, Sabratha e Garabulli e il numero degli sbarchi, ormai da una settimana, continua a calare. Attualmente sono arrivati 96.438 migranti, il 3,3% in meno rispetto ai 99.727 sbarcati nello stesso periodo del 2016. Minniti ha portato a casa anche un altro risultato: Sos Mediterranee, una delle Ong che non ha ancora firmato il codice di condotta, ha infatti chiesto un incontro al Viminale per giovedì prossimo, proprio per chiarire la sua posizione in vista di una possibile sottoscrizione. Insomma: per il ministro la linea è quella giusta, e non si torna indietro.

L'APPREZZAMENTO DEL QUIRINALE. Dagli ambienti del Quirinale, nel frattempo, è trapelato il grande apprezzamento di Mattarella per l'impegno dispiegato da Minniti nelle ultime settimane, con particolare riguardo al fenomeno migratorio. Gli stessi ambienti hanno sottolineato anche il valore del codice di condotta per le Ong, condiviso con larga convergenza in sede parlamentare. L'Italia, è il senso dell'indiscrezione, non sta lasciando morire i migranti, ma applica regole precise votate dal parlamento che ora tutti devono rispettare.

ELOGI ANCHE DA PALAZZO CHIGI. Anche da Palazzo Chigi sono filtrate parole di elogio per l'impegno del Viminale con citazione dei risultati raggiunti, sia sul fronte del dialogo con la Libia, sia su quello del codice per le Ong. La tempesta sembra dunque essersi placata, almeno per ora. Ma un chiarimento diretto tra Minniti e Delrio non è ancora avvenuto.

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