De Magistris Sindaco Napoli
12 Agosto Ago 2017 1800 12 agosto 2017

Napoli, De Magistris nei guai con l'azienda idrica del Comune Abc

Senza presidente e cda, la società non approva i bilanci dal 2013. Servono mezzi e soldi per gli addetti. Quella che era ritenuta il fiore all'occhiello della rivoluzione arancione ora colleziona record negativi.

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Rischia di affogare in un bicchiere d'acqua il sindaco Luigi de Magistris. Un bicchier d'acqua profondo come i problemi dell'azienda idrica del Comune di Napoli. "Abc", geniale acronimo che sta per "Acqua bene comune" (sulla comunicazione Giggino è a tratti imbattibile), è stata presentata per anni come il fiore all'occhiello della rivoluzione arancione. L'unico caso - è il mantra del primo cittadino - di «acqua pubblicizzata dopo il referendum del 2011».

QUINTO CAMBIO SOCIETARIO IN SEI ANNI. Le cose però non sono mai semplici come i semplici slogan politici vogliono far credere. Anzitutto perché Abc è senza presidente e consiglio d'amministrazione. L'avvocato Marina Paparo è durata in carica un annetto; ad agosto 2017 si è dimessa per «motivi personali e professionali» e con lei gli altri componenti del board. È la quinta volta in sei anni che cambia l'organo di governo societario, un record.

De Magistis non l'ha presa bene ma, poiché è uomo di mondo, ha già annunciato che sarà pubblicato un altro bando per scegliere un profilo «all'altezza della sfida». Da uomo di mondo, appunto, deMa ha pure annunciato che stavolta il presidente riceverà un adeguato stipendio per le «responsabilità di cui si fa carico». Prima, infatti, i manager dell'azienda idrica della terza città d'Italia lavoravano a titolo gratuito. Stranezze dell'antipolitica.

CONGELATE APPROVAZIONI E GARE. Non solo. La società non approva i bilanci dal 2013, il che si traduce in una serie facilmente immaginabile di criticità. La più grave delle quali è legata al rischio che le banche possano revocare i fidi che, da qualche tempo, hanno consentito l'agibilità finanziaria alla struttura. Manca inoltre il bilancio previsionale 2017 che, chiaramente, frena una sequela di approvazioni e di indizioni di gare di appalti essenziali soprattutto sul fronte della manutenzione della rete idrica che è tutt'altro che perfetta.

L'Amministrazione municipale non ha riconosciuto nemmeno i crediti maturati da Abc. Ammontano a circa 28 milioni

Secondo un dossier redatto dai tecnici interni, infatti, le scorte dei pezzi di ricambio sono quasi terminate. Non ci sono mezzi per il personale che deve raggiungere i diversi impianti, disseminati nel capoluogo, e non si trovano nemmeno i «progetti tecnici per le manutenzioni» sulle stazioni di pompaggio. Difficile far peggio di così.

RISORSE DA REPERIRE IN BREVE TEMPO. Finito? Nient'affatto. Il rapporto col Comune di Napoli non è dei migliori, nonostante i proclami del sindaco. Palazzo San Giacomo non ha ancora messo in atto il trasferimento delle risorse indispensabili per pagare i circa 100 addetti del depuratore di San Giovanni a Teduccio, e altri fondi dovranno essere reperiti a breve (dove?, come?, con quali garanzie?) per l'assorbimento di 93 dipendenti della Net Service, società satellite di Abc che hanno già armato i sindacati.

E IL COMUNE HA 2 MILIARDI DI DEBITI. Altra questione ancora è il mancato riconoscimento da parte dell'Amministrazione municipale dei crediti maturati dalla società partecipata. Ammontano a circa 28 milioni di euro, mica poco. Col Comune in pre-dissesto e con quasi 2 miliardi di euro di debiti, la società quando vedrà quei soldi? Mai. Sono scaduti pure i contratti di gestione degli impianti di sollevamento di Bagnoli (2010) e di Coroglio (2011). Riuscirà De Magistris, astuto nocchiere nel mare in tempesta, a non farsi travolgere dalle onde?

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