Cielo Cossiga
17 Agosto Ago 2017 1107 17 agosto 2017

Francesco Cossiga, l'intervista impossibile di L43

A sette anni dalla sua dipartita, il presidente emerito della Repubblica ha 'chiamato' la redazione di Lettera43.it. Dal ritorno del proporzionale al governo Gentiloni, fino alle pagelle a Renzi, D'Alema e Bergoglio, ecco quello che ci ha rivelato.

  • Nino Pozza
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Pronto, pronto? C'è qualcuno? Buongiorno presidente. Scusi ma evidentemente lì dove si trova c’è poco campo. Però adesso la sento bene. Come se la passa lassù? «Faccio lunghe passeggiate con gli amici, si parla di tutto e, come forse lei saprà, in Purgatorio i rimpianti non sono di casa. Però qualche volta non c’è niente da fare, e non possiamo non parlarne. Guardando tutto dall’alto, ovviamente».

DOMANDA. Che strano sentirla. Ma non è una novità, il suo partito vanta degli illustri precedenti nei contatti extra-terreni.
RISPOSTA. Romano Prodi, quel professore furbo che ora è in vacanza a Marettimo, quando ancora non trafficava in ulivi volle farci sapere dove il mio leader e amico Aldo Moro era tenuto prigioniero dalle Brigate Rossi. Si inventò una seduta spiritica con poco "campo", tanto è vero che invece di via Gradoli intese solo Gradoli e ci fece fare letteralmente un buco nell'acqua del lago abruzzese (1).

D. Non ci faccia fare la stessa figuraccia, allora.
R. Voi di Lettera43.it non inventatevi nulla, dite che sono stato io a mettermi in contatto senza specificare come, l'importante è che riportiate tutto come si deve. E non preoccupatevi delle conseguenze che io posso patire per le mie esternazioni extra tempo e spazio, sapete bene che sono stato sempre padrone delle mie azioni anche quando da presidente della vostra Repubblica facevo il matto per aprirvi gli occhi.

D. E come mai ora ha deciso di tornare a farsi sentire?
R. Ho deciso di fare il matto, o me lo hanno permesso, per un'altra volta approfittando della settima ricorrenza del mio arrivo quassù, cioè l'anniversario della morte terrestre, per non farmi avere rimorsi quando vedrò il mio amato Paese alle prossime elezioni ancora impelagato nella sua transizione infinita, senza vincitori e alle prese con il sistema proporzionale che è una cosa seria, non la macchietta del maggioritario che Berlusconi prima e un suo giovane fan poi, tale Renzi, hanno messo in scena facendovi perdere quasi 24 anni. Niente per il soffio della storia, tanti per voi che non li ritroverete più, generazione inutilmente bruciata. E apprezzate che non ho chiamato l'Adn Kronos, o Zanetti del Gr2 o quel burlone di Guzzanti (2) ma voi artigiani del web. E nemmeno il mio grande amico Roberto D'Agostino, che sarà a Sabaudia a godesi il meritato riposo. Quindi, scrivete bene e poi metteteci pure qualche domanda per spezzare perché io ho conservato periodi un tantino lunghi, ancorché inesorabili.

D. Presidente Cossiga, è proprio lei vero?
R. Sì, io fui. Ricordatevi, italiani di poca fede, che il proporzionale ha fatto entrare l'Italia tra i sette Stati più industrializzati del mondo. Da Paese rurale qual era e quale non rischia di tornare, perché troppe braccia nel frattempo sono state inutilmente rubate all'agricoltura. Ma voi rischiate grosso ora: per far funzionare il proporzionale ci vuole una classe dirigente coesa, pur se ai miei tempi essa appariva divisa e cambiava un governo all'anno. Voi non ce l'avete, mi dispiace ma è così. Allora c'era.

D. Oggi ci sono nuovi protagonisti, come il M5s.
R. I grillini dicono che sono onesti. E meno male, perché capaci certo non sono. Ma ve li dovete tenere perché quelli non leggono i vostri giornali e non vedono i vostri tg, dove cercate di sputtanarli. Quindi, non perderanno voti. E per di più, non esistono più partiti politici degni di questo nome. Insomma, siete proprio in quella roba marrone.

D. Presidente, del nuovo corso di Berlusconi invece cosa ci dice?
R. Lasciate stare i titoli, non serve che mi chiamate presidente: me ne fregavo prima, figuratevi ora. Berlusconi? Pensa ancora di poter riuscire a non venire da queste parti (sempre che non vada direttamente al piano inferiore. ovvero all'Inferno), dove mi trovo ora, nonostante il suo medico, Scapagnini - che è già con noi -, gli avesse garantito di campare 120 anni (3). Ma, come direbbero i suoi nemici comunisti della gloriosa Prima Repubblica, ha perso la sua spinta propulsiva, è un disco rotto, ripete cose che non ha realizzato e mai realizzerà: le tasse ridotte, il ponte sullo Stretto, la rivoluzione liberale. Quindi, gli italiani stavolta non ci cascheranno più. E spero che Gianni Letta - non Ghedini che di politica poco ci capisce - gli spieghi che con il sistema proporzionale il centrodestra non esiste più, perché bisogna scannarsi a prendere più voti sia dell'avversario sia dell'alleato potenziale.

D. Questo Renzi sembra averlo capito. Che ne pensa di lui?
R. Ve lo ricordate il film Amici miei? È uno della combriccola toscana degli scherzi, che fintanto si svolgono tra Firenze e Rignano fanno anche ridere. Ma il governo del Paese, come vediamo dal caso Regeni e dalla Consip, è una cosa terribilmente più seria. Ma attenti, lui si farà i suoi 96 parlamentari e bisognerà averci a che fare: un nuovo Ghinuccio di Tacco senza essere Craxi, che mai sarebbe andato all'ultima cena di Obama come un provinciale qualunque e mai sarebbe uscito alticcio e super eccitato. E non mi permettono di dire altro.

D. E del suo pupillo D'Alema cosa ci dice?
R. Non lo seguo da un pò, sapete, qui tutto è relativo. Mi pare però che lui, invecchiando, non migliori come i vini che produce. Prendesse esempio da Mastella invece, che è stato incoronato sindaco di Benevento e ha pure la squadra di calcio in serie A (4).

D. Si è fatto pure fotografare con Lenny Kravitz.
R. E chi è?

D. Suvvia, lei che ha è stato deejay per RadioDue non lo conosce?
R. Deejay K, per la precisione. Tra gli stranieri mi piacevano James Blunt e Michael Bublé, ma questo Kravitz mi sfugge (5).

I grillini dicono che sono onesti. E meno male, perché capaci certo non sono

D. Torniamo alla politica allora. Il giovane Salvini ha portato la Isoardi a Pontida, di verde vestita.
R. Sí, ho saputo del bacio di lei a Ibiza con un avvocato di Roma e dell' infatuamento di lui per la bella marocchina, ma mi pare che hanno rimesso insieme i cocci civilmente. Cosa che non ha fatto con il mio vecchio amico Bossi, e la cosa mi dispiace.

D. E cosa ne pensa della svolta salviniana nella Lega Nord?
R. Sugli immigrati devo dire che ha ragione, lui qualcuno che va sui treni regionali del Nord e gli dice cosa succede ce l'ha. Il Pd invece solo auto blu, e non si accorge che non solo gli africani, ma i cinesi, gli albanesi e quant'altri stanno complicando la vita degli italiani poveri e perbene soprattutto al Nord.

D. Come giudica il lavoro da ministro dell'Interno del suo allievo Minniti, invece.
R. Marco sta facendo bene, ma perché conosce qualcuno in Libia. Ora deve stare solo attento a non mandare la moglie su Chi, come Renzi e anche Gentiloni hanno fatto: non è quello il riconoscimento del potere conquistato. Avete mai visto una foto delle mogli della Prima Repubblica, quella proporzionale? Eppure c'erano.

D. I sondaggi dicono che Gentiloni sta però aumentando il suo consenso tra gli italiani.
R. Dite che il nobile Er Moviola piace? Io credo che Marco abbia più attributi per governare sul serio senza essere 'sborone'. Non si può solo sopire e troncare.

Dite che il nobile Er Moviola piace? Io credo che Minniti abbia più attributi per governare sul serio senza essere 'sborone'

D. Passiamo alla finanza. Mediobanca vuol ridurre la sua partecipazione in Generali. Come la vede da lassù?
R. Sí, ma sono ragazzi. E poi hanno già ceduto ai francesi tutto il cedibile. Quel Mustier poi... Io sto con Intesa, il giovane Messina è stato bravo ad annettersi il Triveneto, me lo hanno detto anche Cuccia e Maranghi, con i quali talvolta casualmente ci ritroviamo sul cielo sopra la Scala a Milano.

D. Passa mai sul cielo del Vaticano?
R. Per carità, devo stare attento. Ma sono autorizzato a dire che qui c'è una certa nostalgia di papa Ratzinger, le cui dimissioni sono state comprese ma non giustificate. Nel suo successore c'è una tale banalità del bene, il sacro non si sa più dov'è e se persino il pontefice regnante ora dice «chi sono io per giudicare» voi capite che un certo disorientamento lo provoca. Quella roba con Scalfari poi, è proprio inguardabile: ma lo sapete che il caro Eugenio ci ha provato anche con Wojtyla, che ovviamente mai abboccò?.

D. Presidente, la sentiamo male, potrebbe cadere la linea. Ci dica almeno chi vincerà le elezioni con il proporzionale.
R. Ma allora non avete capito, contano le alleanze dopo, e soprattutto il mio successore, il caro Sergio Mattarella - che io volli, fortissimamente volli, nel governo D'Alema - incaricherà come premier il più bravo tessitore e non il prepotente di turno. E conteranno di più le persone, torneranno in parlamento anche politici capaci e, soprattutto, moltissime donne: sono molto incazzate perché sanno che i loro mariti o compagni in politica non ne azzeccano più una. E poi spero che tornino persone anche un pò matte perché di follia coraggiosa c'è sempre bisogno. Non posso dire di più, non mi è consentito, ma tenete d'occhio Sgarbi e Tremonti insieme.

E qui cadde la linea, o quel poco che c'era. Ciao presidente!

  1. Storico, l'allora presidente dell'Iri, forse per coprire fonti dell'autonomia bolognese, disse che Gradoli era venuto fuori da una seduta spiritica cui avevano partecipato suoi familiari e il professor Clò.

  2. Storico, l'agenzia ex socialista, il direttore del giornale radio pubblico e Paolo Guzzanti allora a Repubblica furono i destinatari abituali delle esternazioni del Picconatore.

  3. Storico, anche Don Verzé aveva promesso a Berlusconi di studiare l'allungamento della vita.

  4. Storico, il Benevento è stato effettivamente promosso in Serie A nel campionato 2016-2017.

  5. Storico, nel 2009 Cossiga fece proprio il deejay su Radiodue nel programma Un giorno da pecora.

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