I 400 colpi

Forum Ambrosetti
28 Agosto Ago 2017 0934 28 agosto 2017

Cernobbio, il trailer sul "film dell'economia": sarà un B-movie?

A settembre arriva la Davos de noantri: il forum Ambrosetti. Preludio della trama finanziaria autunnale. Commedia, farsa, storia edificante o horror? A giudicare dalle idee sul lavoro, dobbiamo preoccuparci.

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Più che l’incipiente mutazione delle foglie, più delle giornate che si accorciano a vista d’occhio, è il tradizionale appuntamento del forum Ambrosetti di inizio settembre a Cernobbio che annuncia l’arrivo dell’autunno. La Davos de noantri che si tiene ininterrottamente dal 1975 (l’anno, per inciso, in cui per la prima volta nella sua storia alle elezioni il Partito comunista italiano minacciò da vicino il dominio democristiano), oltre che un festival dell’establishment italico impreziosito dalla presenza di blasonati ospiti stranieri, è una sorta di trailer del film dell’economia che si proietterà nella stagione.

REGNA UNA CERTA CONFUSIONE. Questa edizione è dunque particolarmente attesa per capirne dalla viva voce di Paolo Gentiloni e Pier Carlo Padoan trama e genere. Sarà una commedia, una farsa, una storia edificante o un horror apocalittico all’insegna della immanente catastrofe? Lo scopriremo molto presto. Ma quello che intanto si può già dire è che premier e titolare dell’Economia arrivano sulle sponde del lago di Como con una certa confusione in testa. E non solo sugli obiettivi, ma soprattutto sul modo con cui realizzarli.

RIPRESA SENZA OCCUPAZIONE. Un comun denominatore, almeno a sentire il dibattito estivo, è stato identificato nel lavoro, visto che la nostra, oltre che più debole rispetto a quella degli altri, è una ripresa senza occupazione. Ma sul come agire siamo ancora in alto mare. Per le risorse da investire (si sa solo che sono poche), per come investirle (una tantum o provvedimenti strutturali), e su quale platea indirizzarle, visto che non ce n’è per tutti.

Gli industriali hanno chiesto sgravi permanenti e vorrebbero che il governo mettesse 10 miliardi sul tavolo. Palazzo Chigi inizialmente ne ha ipotizzati due, che poi sono diventati quattro, sotto forma di un dimezzamento triennale dei contributi che, è notizia di domenica, starebbe pensando di rendere strutturale con un successivo taglio permanente del 4%. Ma è solo un’ipotesi la cui fattibilità è tutta da immaginare.

BASTA POLITICA DELLE MANCE? Il confronto più interessante, come spesso accade, è a sinistra. Le cui posizioni sono variegate esattamente come l’arcipelago di sigle che la rappresenta. Per semplificare, gli scissionisti del Partito democratico vorrebbero interventi strutturali, la fine dell’economia delle mance (i vari bonus che il governo Renzi ha elargito in serie) e l’avvio di una seria politica di redistribuzione dei redditi che sta privilegiando oltremisura il profitto di pochi.

Il Pd vuole troppe cose: investimenti su crescita, giovani, anziani. Senza pensare, o fingendo di ignorare, che la coperta è corta

E il Pd che dice? Tante cose, forse troppe: vorrebbe gli investimenti sulla crescita, insieme con quelli sui giovani in cerca di occupazione senza però trascurare gli anziani le cui pensioni da miseria occorre ritoccare. Senza pensare, o fingendo di ignorare, che la coperta è corta e alcuni suoi indicatori fondamentali (l’aumento del debito pubblico) non promettono nulla di buono. Così come l’imminente avvio della campagna elettorale per le Politiche di primavera 2018, che come di prammatica induce la politica a vivere e promettere al di sopra delle sue possibilità.

MANOVRA ORMAI ALLE PORTE. Però siccome la manovra finanziaria è alle porte (il varo è inderogabilmente previsto a ottobre) è molto importante capire come la pensano il presidente del Consiglio e il ministro del Tesoro. Il copione - immaginiamo - è già stato scritto, e ora non resta che svelarlo. Speriamo non sia il preludio del solito B-movie.

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