Lavoro
28 Agosto Ago 2017 1237 28 agosto 2017

Decontribuzione giovani, l’azienda non deve licenziare nei sei mesi precedenti

È questa l’ipotesi allo studio del governo per evitare che le persone assunte con i nuovi sgravi, in arrivo con la prossima legge di Stabilità, sostituiscano lavoratori già in forza nell’impresa.

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Per ottenere gli sgravi contributivi che il governo si prepara a mettere a punto con la prossima legge di Stabilità, in caso assunzione di un giovane fino a 29 anni l'azienda non dovrà aver fatto licenziamenti nei sei mesi precedenti. L'esecutivo sta valutando questo caveat per evitare che i nuovi assunti sostituiscano lavoratori già in forza nell'impresa. L'azienda non potrà licenziare nemmeno nei sei mesi successivi all'assunzione, pena la perdita dell'incentivo (leggi anche: Lavoro, Poletti: «Nel pacchetto giovani norme anti licenziamento»).

IL NODO DELLA MANSIONE. Il governo sta inoltre valutando, spiegano tecnici vicini al dossier, se limitare il divieto di licenziamento per sei mesi più sei, pena la perdita dell'incentivo, a lavoratori con la stessa mansione di quello assunto con i nuovi sgravi, o se estenderlo alla totalità del personale dell'azienda che accede al beneficio. La decontribuzione dovrebbe arrivare a coprire fino al 50% dei contributi previdenziali, con un tetto massimo di 3.250 euro per due o tre anni.

NON SARÀ NECESSARIO PRODURRE OCCUPAZIONE AGGIUNTIVA. È comunque probabile che tra i paletti alla decontribuzione non ci sarà quello legato all'occupazione aggiuntiva, che prevede la possibilità di usufruire della misura solo in caso di aumento dell'occupazione rispetto all'anno precedente. Gli sgravi sarebbero quindi accessibili anche senza un aumento complessivo del personale, purché venga rispettato il divieto di sostituire lavoratori già contrattualizzati con persone che costano di meno.

IL FLOP DI GARANZIA GIOVANI. Nel 2017 scadono anche le agevolazioni previste per chi assume al Sud e per chi assume persone tra i 16 e i 29 anni attraverso il programma Garanzia giovani. Per questi ultimi, come documentato dal rapporto sul precariato dell'Inps, le assunzioni sono state appena 21.800, 7 mila delle quali a tempo determinato. Nell'intero 2016, quando l'agevolazione contributiva era al 50% per tutte le assunzioni a tempo indeterminato, i giovani fino a 29 anni interessati dal fenomeno sono stati 129 mila.

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