Di Maio a Cernobbio, noi ultima speranza
3 Settembre Set 2017 1918 03 settembre 2017

Di Maio-Salvini, a Cernobbio il volto moderato delle opposizioni

I leader di M5s e Lega sfilano al Forum Ambrosetti presentandosi come affidabili e pronti a governare. Nel mondo dell'impresa e della finanza che hanno spesso criticato.

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Hanno spiegato la loro idea d'Italia, presentandosi a Cernobbio come aspiranti capi del Governo. Ma nella loro sfilata davanti agli imprenditori del Forum Ambrosetti Luigi Di Maio e Matteo Salvini, i due giovani leader di M5S e Lega, non hanno mai concesso una foto insieme. Entrambi hanno però moderato i toni, senza risparmiare comunque critiche al governo e alle politiche europee, in vista delle imminenti elezioni. Di Maio e Salvini si sono presentati come futuri interlocutori istituzionali di un mondo, quello della grande impresa e della finanza, che ha iniziato a studiarli con interesse.

SALVINI: «L'ANNO PROSSIMO LEGA DI GOVERNO». «Oggi propongo il nostro programma di governo, l'anno prossimo sarò qui come Lega di governo», ha detto il segretario del Carroccio, «l'Italia merita di correre, con meno vincoli e meno tasse». Salvini ha aggiunto di avere «abbastanza esperienza» per fare il premier, ricordando che in Europa lo fanno diversi suoi coetanei quarantenni. Ma chi guiderà il centrodestra, fra lui e Silvio Berlusconi, «lo deciderà chi avrà preso un voto in più» alle elezioni. Priorità del programma illustrato alla platea e agli alleati di centrodestra: flat tax al 15%, sovranità monetaria anche se non ci sarà una richiesta di uscita dall'euro, blocco dell'immigrazione illegale («Minniti lo sta facendo con quattro anni di ritardo rispetto a quanto dicevamo noi»), meno bonus e più strategia con, come primo indicatore da seguire, «le culle», perché un Paese «non sta in piedi» se non si fanno figli. Salvini si è concesso a più riprese ai giornalisti, smentendo che l'unica speranza per l'Italia siano i 5 stelle: «Chiedetelo ai romani...».

DI MAIO: «NON FACCIAMO POLEMICHE». Più defilato Di Maio che con la stampa è tornato a difendere la decisione di venire a Cernobbio, spiegando di essere venuto al Forum per «parlare di proposte e non a fare polemiche. Vogliamo governare questo Paese», ha sottolineato il vicepresidente della Camera, «in questi anni è stato detto molto sul M5s, ma alcune posizioni sono state anche strumentalizzate ed esasperate. Non vogliamo un'Italia populista, estremista o anti europeista, il nostro obiettivo è creare e non distruggere». Nessuna intenzione dunque, ha rassicurato Di Maio, di uscire dall'Europa e anzi, l'idea di un referendum per lasciare l'euro voleva servire da «peso contrattuale, come estrema ratio e via di uscita» per discutere «alcune delle regole che stanno soffocando e danneggiando la nostra economia. Non un partito contro le imprese ma un impegno a creare una Italia smart nation, che investa nelle nuove tecnologie sia nel pubblico sia nel privato».

BOCCIA: «VALUTIAMO DALLE PROPOSTE». «Noi valutiamo i partiti e la politica dai provvedimenti», ha detto il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, «non dalle persone. Per noi in teoria sono tutti credibili, dipende poi dalle proposte». Secondo il ministro della Giustizia Andrea Orlando, «lo sdoganamento» di Di Maio e Salvini «lo hanno fatto gli elettori. Penso sia giusto prendere atto di queste realtà politiche, per le quali però», ha concluso l'esponente del Pd, «è difficile fare i conti con la realtà».

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