Pisapia-Speranza, accelerare su unità
5 Settembre Set 2017 1548 05 settembre 2017

Regionali Sicilia, Pisapia rompe con Bersani

L'ex sindaco di Milano: «Mdp ha fatto scelte che non condividiamo». Campo progressista chiede a Micari e Fava di lavorare per l'unità del centrosinistra. E il rettore di Palermo propone un incontro all'avversario.

  • ...

Campo progressista rompe con Articolo 1-Mdp sulle elezioni regionali in Sicilia. Ad annunciarlo è stato lo stesso Giuliano Pisapia, al termine della segreteria del suo movimento che si è svolta a Roma. L'ex sindaco di Milano ha infatti dichiarato: «C'è da chiarire se rivive il progetto originario di una coalizione di centrosinistra che sfidi il Pd, ma che sia di centrosinistra. Mdp in Sicilia ha fatto scelte che non condividiamo». (leggi anche: Regionali Sicilia, Crocetta verso il ritiro).

COALIZIONE NAUFRAGATA? Il riferimento è alla candidatura di Claudio Fava, voluta e appoggiata proprio dal movimento di Pier Luigi Bersani e Roberto Speranza. Nelle prossime ore si saprà se Campo progressista appoggerà oppure no il candidato del Pd, il rettore dell'Università di Palermo Fabrizio Micari. In ogni caso, il progetto politico nazionale inaugurato in Piazza Santi Apostoli a Roma accusa una battuta d'arresto che potrebbe comprometterlo definitivamente. Pisapia e Speranza, tuttavia, hanno smentito questa prospettiva con una nota congiunta: «Le attuali diverse valutazioni sulle elezioni in Sicilia non incidono sulla prosecuzione del percorso unitario nazionale per la costruzione di un nuovo centrosinistra in discontinuità con le attuali politiche del Pd. Continuerà ancora l'impegno comune non solo a livello nazionale, ma anche in tutte le altre regioni che andranno al voto nel 2018».

CAMPO PROGRESSISTA: «MICARI E FAVA LAVORINO PER UNITÀ». Nel pomeriggio Campo progressista ha diffuso un comunicato ufficiale: «Chiediamo ai candidati in campo Micari e Fava di aprire fin da subito un dialogo per costruire una piattaforma programmatica unitaria non inquinata da ambiguità che nulla hanno a che fare con la storia del centrosinistra, che risponda alle esigenze dei cittadini della Sicilia e non a schematismi nazionali. Campo progressista continuerà a lavorare su questa ricomposizione perché non ci rassegniamo all'autolesionismo delle forze del centrosinistra e della sinistra».

In serata è intervenuto anche Pier Luigi Bersani: «Il mio rapporto con Pisapia è tra il buono e l'ottimo. Poi dovremo chiarirci, vogliamo un centrosinistra pulito e unito. Se vuole una discontinuità ci siamo. Ma se vuole Alfano e compagni c'è qualche problema. Non per me, ma per la nostra gente».

L'ACCUSA DI AVER TRADITO IL MODELLO PROPOSTO DA ORLANDO. Ma il progetto e la linea, per Campo progressista, «sono chiarissimi e non sono mai cambiati: contribuire alla costruzione di un nuovo centrosinistra vincente, plurale, con un'impronta civica e in discontinuità con il passato, che sostenga un programma di governo audacemente riformista. In Sicilia le cose si stanno muovendo molto diversamente rispetto al modello proposto dal sindaco di Palermo Leoluca Orlando di costruire uno schema civico vincente, anche su base regionale, incentrato sulla necessità del cambio di rotta delle politiche siciliane, come richiesto dai cittadini dell'isola. Pensiamo che sia necessario fare ogni sforzo per ritrovare l'unità del centrosinistra e non regalare il governo della Sicilia alla destra e al Movimento 5 stelle».

Micari raccoglie l'appello di Pisapia

L'appello all'unità del centrosinistra è stato accolto da Fabrizio Micari: «A Claudio Fava dico: incontriamoci e discutiamo, cercando di trovare le ragioni dell'unità e non le divisioni, nel tentativo di ricomporre il centrosinistra contro le forze di destra in campo. Ritroviamoci sui diritti, sui temi dell'accoglienza e sul lavoro per i giovani».

LA RISPOSTA DI FAVA: «SE ALFANO ESCE FACCIAMO LE PRIMARIE». Immediata la risposta di Claudio Fava: «Ringrazio il rettore per l'invito a un confronto, ma discutiamo anche di quale debba essere la coalizione e quale il candidato. Se il partito di Alfano esce dalla coalizione e si sceglie un cambio di rotta politico in Sicilia rispetto al governo Crocetta, io non ho difficoltà a confrontarmi con lui alle primarie. In ogni caso sono assolutamente disponibile a un confronto con il rettore di Palermo nelle prossime ore. Avremo modo di ragionare insieme non solo su questa scadenza elettorale, ma anche sul senso politico e sullo spirito con cui arriviamo a questo voto».

Una fronda di alfaniani tentata da Musumeci

Intanto, all'indomani dell'incontro con Matteo Renzi, Rosario Crocetta ha chiarito i contenuti dell'accordo politico alla base della sua decisione di rinunciare alla ricandidatura per appoggiare Fabrizio Micari. Né posti di potere né candidature blindate per sé o per i suoi, almeno per il momento, ma il riconoscimento del suo movimento. Renzi avrebbe infatti garantito a Crocetta il via libera alla presentazione di liste del "Megafono" per le prossime elezioni politiche, con Beppe Lumia in pole position al Senato e il governatore uscente che potrebbe candidarsi alla Camera.

ALONGI E CASCIO PRONTI A CAMBIARE SCHIERAMENTO. Il "Megafono", ha detto Crocetta, presenterà liste a sostegno di Micari e Crocetta stesso sarà capolista nei collegi di Palermo, Catania e Messina, anche se in caso di elezione rinuncerà a fare il deputato regionale. Sul nome di Micari c'è molta tensione all'interno di Alternativa popolare. Alcuni dirigenti siciliani sarebbero pronti a lasciare Alfano per appoggiare il candidato del centrodestra, Nello Musumeci. Tra questi il deputato regionale Piero Alongi. Ma altri potrebbero seguirlo come Francesco Cascio, uno dei due coordinatori siciliani del partito.

Il Pd apprezza la mossa di Pisapia

Tornando al Pd, la direzione regionale del partito ha approvato all'unanimità l'ordine del giorno proposto dal segretario regionale Fausto Raciti, deliberando il sostegno alla candidatura di Fabrizio Micari. La convinzione dei dem è che unico obiettivo di Articolo 1-Mdp fosse quella di fiaccare il partito di Renzi. Bersani e Speranza lo avrebbero dimostrato smarcandosi in Sicilia dalla candidatura, proposta da Leoluca Orlando, del rettore dell'Università di Palermo.

GUERINI: «NO A IPOTESI MINORITARIE». Perciò Lorenzo Guerini, da Palermo, ha dichiarato di «apprezzare» la chiusura di Pisapia «a ipotesi minoritarie» come quella di Fava. Per poi spiccare un salto logico in chiave nazionale: «Il centrosinistra senza il Pd più che un'utopia è una sciocchezza, la sinistra identitaria non ha nessuna possibilità di essere competitiva e vincere», ha detto infatti Guerini.

UN LISTONE UNICO IN PRIMAVERA? Per ora Pisapia dichiara di voler proseguire con Mdp il percorso costituente di un nuovo partito, ma lo strappo siciliano è un precedente cui i renziani guardano con attenzione. Nella speranza che il lavoro dei pontieri, da Graziano Delrio a Maurizio Martina, ma anche il dialogo che Andrea Orlando ha tessuto negli ultimi mesi con l'ex sindaco di Milano, possano portare a formare un unico listone per le urne nazionali. Uno schema disegnato sul Consultellum, la legge elettorale attualmente in vigore, dal momento che una riforma del sistema non sembra essere all'ordine del giorno.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso