Roma
6 Settembre Set 2017 1600 06 settembre 2017

Forza Nuova alza la testa: manifesti della Rsi e Marcia su Roma

I neofascisti rilanciano. Dopo i cartelloni 2.0 contro i migranti, le minacce a don Biancalani e le ronde per la sicurezza, ora organizzano una riedizione della parata capitolina. Cavalcando l'ignoranza italica.

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"Basta invasione", reddito alle madri, manifesti e ronde in difesa delle «nostre donne» dall'uomo nero, minacce a sacerdoti «traditori della patria». E ora pure il revival della Marcia su Roma. Più che Nuova questa Forza suona vecchia. Di almeno 90 anni. Eppure fa rumore, conquista le pagine dei giornali, fa il pieno di like sui social, raccoglie proseliti per ora più in Rete che nelle urne cavalcando la lotta all'immigrazione e la povertà percepita e reale degli italiani.

LA MARCIA DEI "PATRIOTI". L'ultima trovata è stata la riedizione della marcia sulla Capitale che il 28 ottobre 1922 sancì di fatto il prologo della cosiddetta Rivoluzione fascista. «Bandiere, striscioni, auto, pullman, benzina... », hanno scritto i forzanovisti sulla pagina Facebook ufficiale. «Compatriota, la macchina organizzativa è in moto e ha bisogno del tuo sostegno concreto. Il 28 ottobre Roma ospiterà la grande marcia Forzanovista contro un governo illegittimo, per dire definitivamente no allo ius soli e per fermare violenze e stupri da parte degli immigrati che hanno preso d'assalto la nostra Patria». Appello naturalmente accompagnato dalla consueta raccolta fondi.

28 OTTOBRE IN MARCIA Bandiere, striscioni, auto, pullman, benzina... Compatriota, la macchina organizzativa è in moto...

Geplaatst door Forza Nuova op zondag 3 september 2017

Un appello imbevuto di orgoglio nazionalista che però dimostra la scarsa dimestichezza dei neo fascisti con i rudimenti costituzionali (coerenza, si dirà) visto che il governo in carica, per quanto criticabile, non è «illegittimo» e che la Patria a cui si riferiscono, cioè l'Italia, è una Repubblica «democratica» (art.1) in cui, è bene ricordarlo, è vietata «la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista» (XII disposizione transitoria e finale attuata dalla Legge Scelba del 1952).

FIORE: «PER STRADA CONTRO SOROS». Dure le reazioni della sinistra, mentre il Pd ha chiesto con una interrogazione al ministro dell'Interno Marco Minniti di bloccare l'iniziativa che «rischia di trasformarsi in una giornata tragica per il nostro Paese». A stretto giro ha risposto Roberto Fiore specificando che si tratta di «una manifestazione patriottica, non filo-fascista o nostalgica». «Vogliamo sfilare nel centro di Roma», ha aggiuntgo il leader di Fn, «il ministero degli Interni sbaglierebbe a vietarla, a rispondere a un movimento di popolo, a una rivoluzione in atto con metodi questurini la marcia non è contro Minniti ma contro Soros». La sindaca di Roma Virginia Raggi ha invece affidato il suo commento a Twitter: «La #MarciaSuRoma non può e non deve ripetersi».

FESTE PER IL DUCE CON 50 MILA SEGUACI. La marcia su Roma è comunque un brand che tira tra le nuove camicie nere e i nostalgici. E non certo da oggi. Secondo l'Anai, Associazione nazionale Arditi d'Italia, ogni anno sarebbero almeno 50 mila italiani a festeggiare quello che è considerato l'inizio del fascismo. Cene, raduni, canti sparsi in tutto il Paese, compresa Predappio, o anche solo brindisi privati al Duce: tutti con l'immancabile saluto romano.

APPELLO A BOXEUR, TASSISTI E ULTRÀ. Nella testa (rapata) dei forzanovisti la parata capitolina del 2017 avrebbe come obiettivo principe il No alla invasione e agli stupri compiuti dagli immigrati. Una battaglia che il movimento sta cavalcando da tempo. Recentissima è la chiamata alle spranghe del leader Roberto Fiore che dalle colonne de Il Tempo ha allargato l'invito alle cosiddette «passeggiate per la sicurezza», attive da un anno e mezzo, anche a «boxeur, ultrà e tassisti», a suo dire le «categorie più vicine al mondo militante e patriottico di Forza Nuova».

«LA DONNA È SOTTO ATTACCO». Ronde necessarie visto che, dice sempre Fiore, «la donna è sotto attacco» all'interno di una «regia di umiliazione di un popolo». Perché «noi abbiamo il Dolce Stil Novo e loro le donne come strumento». Al netto che boia-chi-molla-me-ne-frego-eia-eia-alalà-duceduce-dux-mea-lux e altri slogan ameni cari ai camerati 2.0 non possono considerarsi esattamente stilnovistici, anche la concezione della donna made in fascio non è che vada molto oltre l'idea di "strumento". Non di piacere, forse. Sicuramente di prole.

Lo slogan su un edificio di Sozzago da "Ventenniooggi".

Forza Nuova, si legge nel primo degli otto punti del programma, «si batte per l’abolizione immediata di tutte le leggi e le pratiche abortive, che in nome di un dichiarato edonismo e di una presunta socialità, negli ultimi decenni hanno insanguinato il mondo, minando il presente e il futuro dei popoli. Un popolo che uccide i propri figli non ha futuro».

NESSUNA LIBERTÀ FEMMINILE. Subito al secondo punto si pone invece la Famiglia (tradizionalissima) «come elemento primo e cardine della società» ed «essenziale per la ricostruzione nazionale». Per questo promuove e tutela «l’indissolubilità del matrimonio, incentiva il lavoro della donna entro le mura domestiche, privilegia e incoraggia le famiglie numerose». Eco di quel «popolo ascende in quanto sia numeroso» di Mussolini. La donna per i fascisti vecchi e nuovi deve essere fertile, madre di molti figli, dedicarsi se possibile alla cura del focolare, moglie devota. Con tanti saluti per la libertà di scelta, l'autodeterminazione, l'emancipazione conquistate (sulla carta) negli ultimi 50 anni.

MANIFESTI RIPESCATI DALLA RSI. L'impegno profuso per difendere le nostre (non si capisce bene nostre di chi) donne dagli immigrati stupratori era finito su manifesti ripescati direttamente dalla Repubblica sociale italiana. Praticamente indistinguibili se non fosse stato per le icone dei social e per il numero di cellulare da chiamare per unirsi alla lotta. La versione originale del Nucleo propaganda è infatti datato 1944 e raffigura un soldato Usa (invasore per la propaganda fascista) che tenta di violentare una donna bianca.

«I nuovi barbari sono peggiori di quelli del 1943/45, oggi come allora fiancheggiati dai traditori della Patria», terminava il post di accompagnamento su Facebook che sottolineava: «Gli stupri, si sa, sono il barbaro e infame corollario di ogni guerra di conquista. Le violenze contro le donne dell'epoca del manifesto a cui ci siamo ispirati furono contestualizzate all'interno della sconfitta che chiamarono "liberazione", quelle di questi anni e di questi giorni le occultano spudoratamente, tacendo il fatto che sono attuate da nuovi invasori a cui paghiamo vitto, alloggio, bollette, schede telefoniche, cellulari e sigarette». Troppo anche per Facebook, che dopo le numerose segnalazioni per istigazione all'odio razziale ha provveduto a rimuoverlo.

MINACCIATO IL SACERDOTE PRO MIGRANTI. Sempre contro l'uomo nero e soprattutto chi lo aiuta e accoglie doveva essere il blitz durante la messa di Don Massimo Biancalani, parroco di Vicofaro, Pistoia, colpevole (non solo per Fn ma anche per Matteo Salvini) di aver portato alcuni richiedenti asilo in piscina come premio per aver lavorato come cuochi e camerieri in una Onlus e di aver avuto l'ardire di pubblicare le foto della giornata su Facebook con il commento: «Loro sono la mia Patria, i fascisti e i razzisti i miei nemici».

La tensione si è risolta con fischi e «buffoni, buffoni!» per i neofascisti presenti a cui don Biancalani ha pure offerto la mano. Tutto finito? No, certo. Su Facebook, al riparo dagli sfottò, Forza Nuova Toscana è tornata sull'argomento citando direttamente Lui. «Avverto i preti di non andare oltre su questa strada e di non credere di avere l'impunità soltanto perché si appoggiano al muro formidabile della fede cristiana. Poiché noi a un dato momento faremo la necessaria selezione: distingueremo quella che è fede da quella che è politica più o meno sporca; distingueremo quella che è religione di anime semplici da quella che è speculazione di politici scaltri. E allora, mentre rispetteremo la religione, picchieremo come noi solo sappiamo picchiare, sugli speculatori della religione stessa».

"Avverto i preti di non andare oltre su questa strada e di non credere di avere l'impunità soltanto perché si appoggiano...

Geplaatst door Forza Nuova Toscana op dinsdag 29 augustus 2017

Ma quanti sono i Forzanovisti? Gli ultimi dati disponibili sui tesserati risalgono al 2001, a soli quattro anni dalla fondazione. In tutto erano 2.500 neocamerati, ma è credibile che negli ultimi anni si siano moltiplicati. Con l'avvento dei social, anche senza versare i 50 euro per diventare aderente o i 20 per risultare come sostenitore, i simpatizzanti sono passati a 227.450 nella sola pagina ufficiale nazionale, senza considerare quelle locali. Allargando l'orizzonte all'estrema destra si scopre poi, come ha dimostrato un progetto Anpi, che le pagine a tema su Facebook sono più di 2.700 che, a loro volta, hanno collegamenti con altre 7 mila.

ANCORA POCHI CONSIGLIERI ELETTI. Nella realtà, invece, Forza Nuova conta «decine di consiglieri comunali», come si legge sul sito. Tutti piccoli centri di provincia compreso Portobuffolé, 600 anime nella Marca Trevigiana, dove nel 2016 il movimento è riuscito a piazzare tre consiglieri tra cui il capolista che ha conquistato la poltrona senza aver ottenuto alcuna preferenza solo per assenza di concorrenti. Mentre a Castiglion Tinella (Cn) l'unico eletto forzanuovista si è dimesso a inizio anno per «aumentati impegni lavorativi».

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