Renzi Matteo
MAMBO 12 Settembre Set 2017 1035 12 settembre 2017

La grande rivincita dei vecchi politici nel declino di Renzi

Non sono più materiale da rottamare. Ora devono aprire una nuova fase che si occupi di pubblica opinione. Facendo crescere giovani seri e preparati. Insomma che non somiglino né al segretario Pd né a Di Maio.

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Matteo Renzi deve cominciare a preoccuparsi davvero. Anche i renziani, soprattutto quelli che hanno in animo di lasciare la nave piena d’acqua, devono sbrigarsi. Ci sono diversi elementi che inducono a pensare che per il campione della “rottamazione” stia iniziando l’ultimo giro di pista.

ORMAI MATTEO NON COLPISCE PIÙ. In primo luogo c’è lui, presenzialista come sempre ma privo di parole che colpiscano l’opinione pubblica. Fateci caso. Malgrado la stampa sia piena di cronisti assai indulgenti con l’ex premier, dalle sue iniziative non viene più fuori una notizia. Non c’è anatema bruciante verso quelli di Articolo 1 che varchi la prima pagina, non c’è argomento in cui lui crei più scandalo. Non c’è più niente. È tutto finito, ricreazione compresa.

GENTILONI-MINNITI SUOI OPPOSTI. Il secondo elemento che minaccia l’uomo del referendum fallito è costituito dal prevalere dell’immagine di due suoi collaboratori che sono al governo. Paolo Gentiloni e Marco Minniti, sia pure diversamente, rappresentano un modello politico a lui opposto. Soprattutto perché lavorano in silenzio. Ma più che il silenzio colpisce il fatto che “lavorino” (come lo facciano, a cosa si applichino è altro discorso). Le formiche vanno più di moda delle cicale (tema che dovrebbe impensierire anche Beppe Grillo). Renzi ha sempre quell’aria di chi benedice i suoi uomini di punta, ma visibilmente “rosica”, come si dice a Roma.

Quando Renzi lasciò il governo sperò che la frase che sarebbe divenuta popolare sarebbe stata “adda venì Renzi”. Oggi rischia che molti si interroghino: “Renzi chi?”

Il terzo elemento è l’affollarsi di iniziative in cui si discute di come farlo fuori, anche se non è questo il tema evidente. Non mi riferisco alle parole di Massimo D’Alema che sono chiare. Penso a quella parte del Pd che appare maggioritaria nello stato maggiore, non so nel partito reale, che ormai aspetta il voto siciliano per iniziare il conto alla rovescia sul segretario.

EX PREMIER GIÀ MESSO IN CANTINA. Ma il pericolo maggiore per Renzi non viene né dalla concorrenza di premier e ministri, né dalle sue parole insignificanti, né (con rispetto parlando) da Dario Franceschini, Carlo Calenda e Andrea Orlando. Il pericolo maggiore per Renzi viene dal fatto che gran parte della pubblica opinione già lo ha messo in cantina. Quando lasciò il governo lui sperò che la frase che sarebbe divenuta popolare sarebbe stata “adda venì Renzi”. Oggi rischia che molti si interroghino: “Renzi chi?”.

Nasce da qui la mia personale convinzione che gli oppositori suoi diventino soprattutto costruttori del dopo, ignorandolo. Pensate al vantaggio per la politica italiana se nessuno rispondesse a Renzi, se lo si lasciasse circolare nel silenzio e nell’indifferenza lasciandolo come una mosca nel bicchiere messo a testa in giù sul tavolo.

UN DIBATTITO CHE STRITOLA GLI AVVERSARI. I vantaggi sarebbero i seguenti: la politica si libererebbe dall’immagine di essere un’attività buon solo per stritolare gli avversari, la politica recupererebbe la principale responsabilità di dire quel che vuol fare, la politica tornerebbe a porre al primo posto la pubblica opinione.

Luigi Di Maio del Movimento 5 stelle.

ANSA

È un compito che spetta soprattutto ai politici “vecchi”. Noi di quella generazione stiamo avendo alcune soddisfazioni. A Venezia addirittura tre film avevano al centro storie di vecchi vitalissimi. Questa cosa per cui dopo le prime rughe devi andare a morire solitario nella foresta ormai sembra soprattutto una cazzata.

BISOGNA SPINGERE UNA NUOVA GENERAZIONE. È per questo che i “vecchi” devono essere generosi ora che non sono più materiale di rottamazione (non parlo neppure di vecchi che vogliono rottamare altri vecchi, come Giuliano Pisapia che vorrebbe escludere suoi coetanei dall’elezione parlamentare). Generosi vuol dire innanzitutto che devono spingere una nuova generazione verso la prima scena ponendo come unica condizione che emergano giovani che abbiano studiato e che siano seri. Insomma che non somiglino né a Renzi né a Luigi Di Maio.

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