Matteo Salvini
15 Settembre Set 2017 1115 15 settembre 2017

Fondi della Lega, Salvini attacca la magistratura

Il segretario del Carroccio: «Ci bloccano i conti, vogliono farci fuori. Venite tutti a Pontida». Renzi replica: «Ma se hanno rubato 48 milioni!».

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«Una scheggia della magistratura fa politica e vuole mettere fuorilegge la Lega, vogliono farci fuori». Matteo Salvini reagisce così, attaccando i giudici, all'avvenuto blocco dei conti correnti intestati a diverse sezioni del partito.

MISURA CAUTELATIVA. La misura era stata chiesta dalla procura di Genova in via cautelativa, dopo la condanna per truffa a carico di Umberto Bossi e Francesco Belsito, in attesa della pronuncia definitiva della Cassazione. Al momento, ha detto il segretario del Carroccio in conferenza stampa alla Camera, «sono stati bloccati i conti correnti di moltissime sezioni, tra cui quelle di Imperia, Bologna, Bergamo, Sanremo e Trento».

IL CARROCCIO PREPARA IL RICORSO. A distanza di poche ore, Salvini ha quindi ribadito l'intenzione di presentare ricorso «contro questo attacco politico. Non solo come segretario della Lega, lo faranno anche le migliaia di cittadini che hanno volontariamente donato alla Lega.

I GIUDICI: «LEGA HA PERCEPITO PROFITTO DA REATI». «È pacifico», scrivono i giudici del tribunale genovese che hanno accolto la richiesta della procura sul sequestro circa 49 mln, «che la Lega Nord abbia percepito il profitto dei reati commessi dai suoi rappresentanti Bossi e Belsito, con il concorso di Aldovisi Turci e Sanavio (ex revisori contabili del Carroccio)» e che tale profitto, costituito da somme erogate come rimborso elettorale, «sia costituito da bene fungibile e aggredibile indipendentemente dalla prova del nesso pertinenziale diretto con il reato».

SALVINI EVOCA IL COMPLOTTO. Il blocco dei conti correnti, secondo il segretario della Lega, «non ha precedenti nella storia della politica italiana». Non si tratterebbe dunque di un mero provvedimento giudiziario: «Pensavo di vivere in un Paese libero, invece non è così. Si vuole colpire il terzo partito italiano per responsabilità di dirigenti del passato». Salvini si è spinto fino a evocare il sospetto di un complotto, di una manovra orchestrata per colpire il suo partito mentre «è in crescita nei sondaggi» e a pochi giorni dal tradizionale raduno di Pontida.

TUTTI A PONTIDA? «C'è chi, usando un pezzettino di magistratura, anche un solo giudice, vuole mettere il bavaglio al dissenso», ha detto ancora Salvini, «e ad alcuni milioni di italiani che credono nella Lega. Forse dava fastidio che tanti militanti da tutta Italia venissero a Pontida, per una grande giornata di libertà. Ma noi non ci fermiamo, andremo tutti a Pontida anche a costo di pagarla di tasca nostra».

«MATTARELLA TIRATO PER LA GIACCHETTA». Il raduno è in programma domenica 17 settembre: «Faremo scelte impegnative, che non si ricordano nella storia del Dopoguerra», ha annunciato il segretario ai microfoni di Radio Padania, «non si può permettere che in uno Stato di diritto qualcuno venga imbavagliato. Senza uno straccio di foglio in mano bloccano un partito, su decisione di un singolo giudice. Ma neanche in Turchia! Qui siamo alle toghe ultra-rosse. In democrazia sono i cittadini con il loro voto che decidono chi vince e chi perde, non un singolo giudice. Sono proprio curioso di vedere adesso cosa dirà il presidente della Repubblica».

RENZI POLEMIZZA. Il segretario del Partito democratico, Matteo Renzi, ha colto la palla al balzo per polemizzare contro l'avversario: «I leghisti si sono trovati bene a Roma... e nessuno che dica che c'è un partito che ha rubato i soldi dei contribuenti. La Lega deve restituire 48 milioni di euro e nessuno ne parla, Salvini è ospite dei talk show tutti i giorni, è dappertutto tranne che a Bruxelles e nessuno che gli chieda conto». Salvini ha replicato a caldo: «Secondo Renzi, la Lega e alcuni milioni di italiani sono colpevoli di aver rubato. Si vergogni. Un partito che si definisce democratico non si cura di quanto dice la Costituzione sulla presunzione di innocenza. Al Pd non succede nulla perchè evidentemente ha più amici dentro la magistratura».

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