Matteo Renzi
MAMBO 15 Settembre Set 2017 1109 15 settembre 2017

Renzi-sì-Renzi-no, la sinistra esca da questa ossessione

L'idea che il Pd e Matteo siano il nemico assoluto porta da nessuna parte. E impedisce di fare politica. Serve un ideale che sappia tradursi in programmi riformisti. Le cicale danno solo fastidio.

  • ...

La sinistra che si sta ricostruendo corre il rischio, come accade spesso alla sinistra, di impelagarsi in discussioni prive di senso. Molto spesso queste discussioni danno l’idea che questa sinistra sia attratta da sirene massimaliste disperdendo così la tradizione migliore del riformismo italiano.

UN PROBLEMA DA PORSI POI. Prendiamo un esempio, il più significativo: il dibattito su quale rapporto avere con il Partito democratico. La ragionevolezza imporrebbe di porsi questo problema all’indomani delle elezioni politiche, una volta superata la soglia dello sbarramento con la ricerca non impossibile di un risultato a due cifre.

POLEMICA O RAGIONEVOLEZZA? C’è una corrente di pensiero che sostiene che l’identità della nuova sinistra si possa formare solo nella polemica assoluta con il Pd. Questa corrente fa da scimmia ai renziani assoluti. Un’altra area di pensiero, invece, vorrebbe mostrarsi più ragionevole e argomenta la sua prudente posizione ricordando che gli elettori del Pd sono un pezzo di sinistra da non abbandonare e che nel Pd vi sono componenti di sinistra, o critiche verso Renzi, che vanno incoraggiate.

Come si può vedere c’è un pizzico di verità in ciascuna delle due posizioni. Ma non c’è alcuna verità in una di esse prese singolarmente. Cosa voglio dire? Che l’idea che il Pd e Renzi siano il nemico assoluto porta da nessuna parte e marginalizza un partito nascente impedendogli di fare politica. La seconda posizione è talmente prudente che rischia di apparire corriva con Renzi.

DIBATTITO CHE FAVORISCE RENZI. Ciascuna di queste posizioni ha un nome e un cognome nell’attuale dibattito fra le forze di sinistra che vogliono mettersi assieme. Nomi noti, per questo è inutile che io li faccia. Quello che mi sta a cuore scrivere è che il dibattito accesissimo fra le due posizioni invece di aiutare a definire un profilo dell’eventuale nuovo partito ne allontana la nascita e favorisce Renzi e tutto il suo “cucuzzaro”.

GRANDI LEADER ANCHE COI SILENZI. Il primo rimedio a questa situazione infantile (ricordate l’anatema di Lenin?) è che i Costituenti di sinistra rinuncino a fare polemica fra di loro e a dichiarare a tutto spiano. Non si può criticare la società dell’immagine, sognare il ritorno alle grandi organizzazioni politiche e stare ossessivamente sui media o sui social con dichiarazioni a palle incatenate su chi ti sta più vicino. Vorrei sommessamente ricordare che le grandi leadership si sono affermate in un equilibrio di silenzi e parole appropriate. Le cicale danno solo fastidio.

La pubblica opinione può approvare o no la polemica contro Renzi, ma sa perfettamente che l’allontanamento da lui nasce dalle sue politiche

L’obiezione che possono fare i sinistri assoluti è che senza la polemica contro Renzi non si fa capire all’elettorato le ragioni della nascita di una nuova forza. C’è in questa obiezione una pedagogia da facinorosi. La pubblica opinione può approvare o no la polemica contro Renzi, ma sa perfettamente che l’allontanamento da lui nasce dalle sue politiche.

LA DESTRA E GRILLO CI GUADAGNANO. Non è per caso che la destra più che Grillo stia crescendo nei sondaggi. La rappresentazione della crisi del Pd come frutto della macchinazione di D’Alema e Bersani va bene solo in tivù. È una fake news, come quelle che portano al rifiuto dei vaccini.

DEFINIAMO IL "PER", NON IL "CONTRO". Quello che bisogna affermare è che sia la proposta politica sia il profilo partitico si formano definendo il “per” e non il “contro”. L’unico “contro” utile è rappresentato da quelle forze economiche e del potere e da quelle culture ispirate all’ultra liberismo che dominano la scena. Il resto è solo paccottiglia politologica.

Luca Lotti e Maria Elena Boschi.

Che cosa volete che importi di Maria Elena Boschi o di Luca Lotti all’elettore? Ma chi sono? L’elettore di sinistra ha già risposto tenendosi lontano dalle feste dell’Unità fatte da “loro”. Lo sforzo di definire una propria immagine ovviamente non può essere accompagnato dal silenzio sulle attività politiche quotidiane così come un profilo netto non contraddice la necessità di alleanze ampie, ma bisogna stabilire un prius.

SOLO CHIACCHIERE E POCA SOSTANZA. E il prius per questa sinistra non è dire quanto si è contro Renzi ovvero se il vicino di schieramento con cui voglio fare un nuovo partito è sufficientemente anti-renziano. Queste sono chiacchiere. Il prius è dare ai lavoratori un punto di riferimento ideale che sappia tradursi in programmi capaci di porre il tema di un riformismo che trasformi il Paese.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso