Sindaco Lampedusa, chiudere hotspot
16 Settembre Set 2017 1828 16 settembre 2017

Lampedusa «al collasso», appello anti hot spot del sindaco

Martello vuol dire basta ai migranti: «In aumento molestie e furti». L'ex Nicolini: «Fa terrorismo». La replica: «Io razzista solo perché chiedo regole?». Così l'isola dell'accoglienza va in crisi.

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L'isola di Lampedusa ha lanciato l'allarme. Lo ha fatto tramite le parole del suo sindaco, Totò Martello, vincitore contro Giusi Nicolini alle Amministrative di giugno 2017 grazie a una lista civica di sinistra, che ha parlato di «minacce, molestie, furti». Per poi aggiungere: «Siamo al collasso, le forze dell'ordine sono impotenti, nel centro ci sono 180 tunisini, molti dei quali riescono tranquillamente ad aggirare i controlli: bivaccano e vivono per strada».

«GLI ALBERGATORI SONO IMPAURITI». Quindi l'ex Pci è arrivato a chiede con forza «che venga chiuso l'hot spot, una struttura inutile che non serve a niente». Martello, già in passato sindaco del Pd, ha spiegato: «Siamo abbandonati. I bar sono pieni di tunisini che si ubriacano e molestano le donne. Ricevo decine di messaggi di turisti impauriti, gli albergatori, i commercianti e i ristoratori subiscono quotidianamente, non ce la fanno più».

I tunisini entrano ed escono come e quando vogliono. Siamo soli. C'è un grave problema di ordine pubblico, chiedo l'intervento del ministro dell'Interno

Il sindaco di Lampedusa Totò Martello

Una situazione non più tollerabile secondo Martello che ha accusato: «Nonostante il centro sia presidiato da polizia, carabinieri e guardia di finanza, i tunisini entrano ed escono come e quando vogliono. Non c'è collaborazione da parte delle istituzioni. Siamo soli. C'è un grave problema di ordine pubblico, chiedo l'intervento del ministro dell'Interno».

«FURTI NELLE BOTTEGHE E TURISTI MOLESTATI». Diversi gli episodi segnalati: «Per due volte un fruttivendolo che si trova davanti alla stazione dei carabinieri ha subito il furto di fiaschi di vino. Ci sono furti continui nelle botteghe di abbigliamento e di alimentari, molestie nei confronti dei turisti. Molti di questi tunisini sono delinquenti, che vengano messi in carcere».

Giusi Nicolini con Matteo Renzi.

A rispondergli ci ha pensato Giusi Nicolini, l'ex sindaco: «Ho l'impressione che il mio successore voglia fare del terrorismo. Basterebbe controllare il numero delle denunce presentate ai carabinieri. A me risulta solo un furto da un negozio di frutta e verdura». Per Nicolini, che oggi fa parte della segreteria nazionale del Pd, «si sta cercando di ricreare quel clima di paura che c'era a Lampedusa prima della mia elezione, quando si amministrava con la logica emergenziale».

LA REPLICA: «IO RAZZISTA PERCHÉ CHIEDO REGOLE?». «Purtroppo devo constatare che chiedere che anche i migranti rispettino le stesse regole che valgono per i lampedusani e per gli altri cittadini italiani, secondo qualcuno significa essere 'razzista' se non addirittura 'terrorista'. Chi parla così vive in un mondo capovolto: un terrorista è colui il quale sovverte l'ordine pubblico, non chi chiede che venga rispettato», ha replicato Martello in una lettera aperta, «se un cittadino italiano avesse fatto quello che ho visto fare a molti migranti giunti sull'isola in queste settimane (vagabondare e ubriacarsi per il centro cittadino, importunare passanti, utilizzare le strade come fossero toilette a cielo aperto) e avessi chiesto l'intervento delle forze dell'ordine, nessuno avrebbe avuto nulla da obiettare».

E RIPRENDONO I VIAGGI DELLA SPERANZA. Intanto sono ripresi i "viaggi della speranza" nel Canale di Sicilia da parte di migranti e richiedenti asilo, che erano diminuiti drasticamente dopo il "giro di vite" da parte del ministro dell'Interno Marco Minniti. Si sono registrati 15 interventi di soccorso e 1.200 persone salvate da parte di assetti militari e delle Ong che ancora operano nel Mediterraneo centrale. A favorire le traversate dal Nord Africa le buone condizioni meteomarine. Dall'inizio del 2017 - secondo dati del Viminale - gli sbarchi sulle coste italiani sono stati 100.541, il 22% in meno rispetto allo stesso periodo del 2016, quando sulle nostre coste arrivarono 129.225 migranti.

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