Pisapia
16 Settembre Set 2017 2214 16 settembre 2017

Scintille Pisapia-Orlando tra «listoni» e «listini»

Ancora fibrillazioni a sinistra. L'ex sindaco di Milano vuole sfidare il Pd. Il renziano Martina chiede unità e apertura.

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Scintille a sinistra. Giuliano Pisapia ha dichiarato «porte spalancate» a chi vuole ricostruire un campo largo ma, quando il leader della minoranza dem Andrea Orlando gli ha chiesto più coraggio invitando a selezionare i compagni di strada, l'ex sindaco di Milano e n.1 di Campo progressista gli ha rinfacciato di essere rimasto indietro per non aver «avuto il coraggio di fare le scelte giuste» quando il nuovo movimento si è messo in moto.

PISAPIA: «NON CEDERE SUI VALORI». Pisapia ha rotto gli indugi e, dopo aver capito che è impossibile riunire tutto il centrosinistra, ha provato a parlare da leader del movimento creato con gli ex dem di Mdp. «Con questa legge elettorale sfidiamo il Pd», ha detto l'ex sindaco di Milano ribadendo il niet a «listoni» con il Pd e a «listini» di forze minoritarie. Il faro è «un nuovo centrosinistra di governo», certo aperto ma «radicalmente innovativo, che faccia riforme sostanziali, che non ceda sui propri valori».

PER MARTINA NON SERVONO SFIDE. Parole non proprio lusinghiere verso Matteo Renzi e il suo governo. Il ministro renziano Maurizio Martina ha replicato: «Non credo servano sfide nel centrosinistra. Servono unità e apertura». Per un nuovo centrosinistra Orlando, d'accordo con Dario Franceschini, ritiene, invece, che sia prima necessaria una selezione tra chi vuole davvero il centrosinistra e chi, invece, vive solo di veti, «recriminazioni e rancori» sia nel Pd sia nella sinistra.

D'ALEMA DEFINITO «GRUPPETTARO». Al leader della minoranza non è piaciuto lo smarcamento di Mdp in Sicilia con l'obiettivo «di far perdere il Pd» e ha insistito nel definire «gruppettaro» Massimo D'Alema perché «è lui a dire che è meglio prendere il 2% che rompere coi valori della propria tradizione» nonostante in passato abbia costruito maggioranze anche con Lamberto Dini già ministro di Berlusconi. Ma Pisapia non sembra aver intenzione di seguire il consiglio ora che, dopo vari stop and go, la barca del neonato progetto di centrosinistra è ormai salpata.

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