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19 Settembre Set 2017 0800 19 settembre 2017

Germania, boom di giudici e poliziotti tra gli estremisti di AfD

Toghe e commissari militanti tra gli euroscettici e anti-migranti in corsa per il Bundestag alle Legistative del 24 settembre. Quando per la prima volta dal 1945 la destra xenofoba tornerà in parlamento. Il caso.

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Sulla scontata rielezione di Angela Merkel per la quarta volta a cancelliera di Germania pesa l'assai incerto risultato, alle Legislative del 24 settembre 2017, della destra radicale euroscettica e xenofoba di Alternative für Deutschland (AfD) che quasi certamente - per la prima volta dal 1945 - supererà la soglia di sbarramento del 5%, portando in parlamento diversi candidati finiti sotto inchiesta per le loro dichiarazioni razziste. In qualche caso apologetiche di nazismo e in qualche caso finite persino in bocca a servitori dello Stato come magistrati e membri di spicco delle forze dell'ordine, scesi in campo in politica con un movimento estremista.

GIUDICI E POLIZIOTTI IN AFD. Un'altra novità assoluta dell'ultima corsa elettorale fin troppo tranquilla, per i partiti tradizionali tedeschi, è proprio il numero di giudici, procuratori e anche poliziotti iscritti ad AfD, diversi dei quali in campagna per un seggio al Bundestag: un tasso più alto che in tutte le altre formazioni moderate e comunque non xenofobe. Che poi, a dispetto delle indagini aperte a settembre anche contro candidati di punta di AfD, nel rush elettorale gli euroscettici tedeschi vedano i loro consensi (dimezzati dal 2016 per le faide interne e ora nei sondaggi tra il 10% e l'11%, sempre più staccati dai liberali dell'Fdp al 9%) in timida ma continua risalita, è un altro trend inquietante.

Il giudice di AfD Jens Maier.

In una rilevazione di fine agosto per l'autorevole Frankfurter Allgemeine Zeitung, quasi la metà dei tedeschi (48%) si è detta «ancora indecisa» sulla croce da fare sopra le schede elettorali: la percentuale più alta degli ultimi 20 anni e anche altre indagini dei media hanno fotografato un buon 40% di elettori dubbiosi. Ma se Merkel è stata contestata e anche presa a pomodorate da drappelli di euroscettici ad alcuni comizi dei cristiano-democratici (Cdu-Csu), e se altri drappelli di elettori soprattutto di sinistra hanno organizzato picchetti contro AfD, nessun grosso movimento civico si è ancora indignato in Germania per il fenomeno inedito di magistrati e poliziotti estremisti in corsa per un seggio al parlamento e in toga o in divisa. fino ad almeno due mesi dal voto.

IL GIUDICE DELLO SCANDALO. A partire da tale termine, secondo la legge tedesca, va concesso loro un tempo di vacanza per organizzare la campagna. Jens Maier per esempio, il giudice civile del tribunale regionale di Dresda, città roccaforte di AfD, e caso più controverso, iscritto da giovane ai socialdemocratici (Spd) per poi passare all'ala neo-nazista degli euroscettici, è stato sottoposto a un procedimento disciplinare del partito e anche della Corte del Land di Dresda per la «comprensione» espressa in pubblico già all'inizio del 2017 verso l'autore delle stragi in Norvegia Anders Breivik. Maier si definisce anche il «piccolo Höcke», per la vicinanza all'esponente estremista di AfD Björn Höcke che, sempre nel gennaio scorso, a Dresda in proposito del memoriale sull'Olocausto di Berlino auspicò la «necessità di una svolta a 180° nelle politiche di commemorazione».

Una legge statale impone ai funzionari pubblici tedeschi l'obbligo della moderazione anche fuori dal servizio

Dal febbraio successivo i giudici e colleghi regionali hanno ristretto il campo nel quale Maier può redigere sentenze, tuttavia fino ad agosto è rimasto attivo come magistrato. E i vertici di AfD, pur redarguendolo, ne hanno sdoganato la candidatura a numero due sulle liste della circoscrizione di Dresda. Allo stato dei fatti (ossia in attesa dell'esito delle inchieste pendenti) Maier potrà anche tornare a indossare la toga se e quando il medesimo deciderà, alla fine della prossima o di successive legislature, di rientrare nella magistratura: in linea di principio, le leggi parlamentari e costituzionali permissive tedesche non vietano neanche a dipendenti pubblici sensibili come magistrati o forze della sicurezza una loro concomitante attività da iscritti (anche come dirigenti) di partito, o da eletti nelle giunte comunali: volendo, possono conservare entrambi gli incarichi.

L'OBBLIGO DELLA MODERAZIONE. Un loro mandato politico come deputati nei Land o al Bundestag o come membri di governi regionali o nazionali è invece incompatibile con toga e divise, e li obbliga a chiedere l'aspettativa. Ma entro sei mesi dalla fine della loro attività politica, i funzionari pubblici posti in stato di riposo devono richiedere di tornare in servizio nello stesso incarico da loro precedentemente rivestito o in uno dalle identiche competenze, senza limitazioni sul luogo e sulle funzioni della loro giurisdizione anche dopo aver avuto lì poteri politici. Premessa inderogabile per la fiducia concessa dallo Stato tedesco ai suoi servitori è però che da parte degli stessi, in tutti i ruoli da loro esercitati e «anche al di fuori del loro servizio pubblico», non venga mai a mancare l'obbligo alla «moderazione e alla riservatezza».

L'imperativo al dovere dell'equilibrio e del buon senso, affinché non sia danneggiata la «fiducia sull'indipendenza della categoria», viene ribadito anche dal codice tedesco della magistratura. E finora al di là di sporadici casi discutibili - a livello locale - come quello di Maier (e mai con accuse di «istigazione delle masse» come nella fattispecie), il diffuso senso del rigore di giudici e altri funzionari pubblici tedeschi prestati alla politica non aveva creato conflitti d'interesse o pericoli per la delicata commistione di poteri. Dai dati raccolti da Lettera43.it dai ministeri della Giustizia dei 16 Land regionali che detengono i registri dello stato dei magistrati, alcune decine di loro sono risultati all'estate 2017 in aspettativa per incarichi politici, pur in un bacino di centinaia di migliaia di colleghi.

DECINE DI MAGISTRATI IN POLITICA. Tra questi, nel Nord Reno-Westfalia un giudice è in politica su circa 6 mila. Due magistrati bavaresi sono in riposo per un mandato nell'Assemblea del Land tedesco più autonomo e un altro siede al Bundestag. Sei giudici dello Schleswig Holstein sono al momento impegnati in incarichi politici locali, un procuratore della Sassonia-Anhalt è stato eletto nell'Assemblea del Land e nella Renania Palatinato un vecchio giudice, ex parlamentare anche al Bundestag, è rimasto nella politica locale. Diversi magistrati insomma in Germania hanno fatto e fanno politica da anni senza creare scalpore, in gran parte a livello regionale o comunale e soprattutto tra le file dei cristiano-democratici (Csu-Cdu) e dei socialdemocratici (Spd): i due principali partiti del Paese.

Weidel e Gauland, leader di AfD.

GETTY

Tuttavia l'opinione pubblica sembra inconsapevole dell'irruzione nel 2016 negli organi politici dei Land, e presto anche al Bundestag nazionale, di giudici e altri alti funzionari dello Stato, che hanno aderito in numero significativo soprattutto nell'ex Germania Est ad AfD: movimento estremista fondato nel 2013 e che nel 2016 ha sfiorato rapidamente punte di consenso tra il 15% e il 25%. Una candidatura meno eclatante di Maier o anche del procuratore capo di Berlino Roman Reusch, sempre per gli euroscettici in parlamento, è per esempio quella della giudice del tribunale regionale Charlottenburg, nella capitale, Birgit Malsack-Winkemann. O quella del giudice della Corte d'appello civile dello Schleswig Holstein Gereon Bollmann, sempre per AfD.

POLIZIOTTI IN AFD. Anche il commissario della polizia Verena Hartmann nel 2017 si è candidata per la Sassonia tra gli euroscettici. Mentre l'ex capo della polizia criminale e commissario Mario Lehmann (sospeso e poi licenziatosi dal corpo in precedenza, per altre vicende però) è dal 2016 deputato della linea dura di AfD nell'Assemblea regionale della Sassonia-Anhalt. Non è neanche edificante, per il movimento nazionalista terdesco, che questo settembre il suo candidato di punta e leader, nonché ex politico di lungo corso della Csu Alexander Gauland – non un giudice, ma comunque un giurista abilitato dagli esami di Stato dopo la laurea – sia sotto inchiesta della magistratura per aver chiesto pubblicamente lo «smaltimento in Anatolia» della politica dell'Spd di origine turca Aydan Özoğuz, commissaria per i migranti e l'integrazione.

I membri del governo Merkel sono maiali, marionette delle potenze vincitrici della Seconda guerra mondiale

frase addebitata ad Alice Weidel

Anche Maier ha pubblicato su Facebook numerosi attacchi ai musulmani. Ma finora il dibattito su come i magistrati e gli altri dipendenti pubblici di AfD in aspettativa possano mantenere fede all'obbligo statale alla «moderazione», militando in un partito discriminatorio di estrema destra, è rimasto limitato agli addetti ai lavori ed esperti di diritto e altri accademici, in valutazioni tra l'altro discordi. Se la maggioranza di giudici e giuristi è contraria a una loro presenza in politica e ormai anche al loro restare al servizio della legge e dello Stato, una parte obietta che Alternative für Deutschland è un partito legale, come altre sigle di estrema destra come l'Ndp, e che neanche i funzionari statali con idee radicali di sinistra possono essere considerati «moderati».

NOSTALGIE NAZISTE. Appena finito sotto indagine, Gauland ha postato su Youtube un video nel quale afferma: «Abbiamo il diritto di essere fieri delle conquiste dei soldati tedeschi nelle due guerre mondiali». Anche l'altra leader degli euroscettici Alice Weidel è accusata di vecchie nostalgie naziste, almeno fino a quando, prima di iscriversi al movimento, nel 2013 avrebbe inviato una mail ad alcuni amici accusando i membri del governo Merkel di essere «maiali, marionette delle potenze vincitrici della Seconda guerra mondiale». A parole la candidata di punta - che ha rimpiazzato l'ex leader Frauke Petry, a sua volta responsabile di affermazioni razziste poi mitigate e a sua volta sotto inchiesta dei giudici per l'accusa di falso giuramento di fronte a una commissione elettorale - nega di aver scritto il messaggio, ma non parla più di una sua «falsificazione» come all'inizio e i destinatari insistono. Intanto il gradimento popolare ad AfD sembra crescere e i suoi militanti togati e in uniforme tirano dritto verso il Bundestag.

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