Pisapia, insieme senza personalismi
MAMBO
22 Settembre Set 2017 1009 22 settembre 2017

Un consiglio a Pisapia: sciogli il tuo staff prima che lui sciolga te

Nell’entourage del candidato premier della sinistra girano idee vecchie, escludenti e francamente stupide.

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Le leggi elettorali non hanno mai risolto i problemi della politica. I tifosi del maggioritario, per esempio, dimenticano come persino una buona legge come il “mattarellum” non ha mai dato stabilità al sistema. Il cambio di rotta di un partito, il trasformismo e altro ancora possono in qualunque momento mutare una maggioranza in una minoranza o fare il contrario. Se poi la legge elettorale è questa specie di mostruosità che va sotto il nome di “rosatellum” è facile prevedere che, nel caso non probabile di una sua approvazione, aggiungerebbe instabilità ad instabilità.

UNA LEGGE INADEGUATA. Coalizioni forzose e prevalenza delle segreterie di partiti non darebbero vita a schieramenti solidi ma a coalizioni friabili e ricattabili. Non è per caso che i cronisti e, soprattutto, le croniste politiche di rito renziano hanno oggi scritto tutti la stessa velina su Renzi che non amerebbe questa legge che pure è stata concepita e viene presentata dai suoi più fedeli luogotenenti. Una legge proporzionale non è la soluzione di tutti i mali ma almeno è meno ipocrita. Chi ha più voti prende il bandolo della matassa e se in parlamento riesce a avvolgerlo attorno a un unico rocchetto dà vita a un governo.

Il tema della politica alta è del tutto ignorato dal Partito democratico. A suo modo il tema degli ideali è invece molto forte fra i partiti di destra e nel loro elettorato così come fra i 5 Stelle

Le leggi maggioritarie danno l’illusione del vincitore con un meccanismo drogato in partenza, collegi blindati e quote proporzionali predeterminate, che può sfasciarsi nel giro di poche ore. Questo accade perché la discussione di questi anni è stata sostanzialmente priva di costrutto perché tutta incentrata su sistemi elettorali che prescindono dalla politica. Primarie e leggi maggioritarie sono stati la morfina che ha alleviato il disagio della politica non guarendola dalla sua malattia.

ULIVO, CORTILE DI POLITOLOGI SFACCENDATI. Il primato lo dà invece la politica. E per politica si intende sia quella alta con obiettivi di lungo periodo e programmi di breve periodo sia quella quotidiana che prevede la costruzione elementare del consenso sia nel Paese sia nel parlamento. Tutto il resto è chiacchiera, quella chiacchiera che ha distrutto l’Ulivo trasformandolo da idea di trasformazione dell'Italia a cortile di politologi sfaccendati.

Il tema della politica alta è del tutto ignorato dal Partito democratico. A suo modo il tema degli ideali (che a molti di noi appaiono sgradevoli e aggressivi) è invece molto forte fra i partiti di destra e nel loro elettorato così come fra i 5 Stelle. Il tema dei dem e di Renzi si pone a questo livello. Che cosa è questa perdita di tempo attorno alla sua leadership se non si sa dove vorrebbe portare il Paese che vuole dirigere? Che senso hanno questi discorsi attorno alla indispensabilità del Pd se non si capisce che partito è e come vuole governare? È evidente che chi sta a sinistra dei democratici non deve escludere alleanze con il Pd ma è altrettanto normale che gli chieda che cosa ha in animo di proporre agli italiani, oltre al suo leader.

PISAPIA FACCIA TABULA RASA. Oggi sul Messaggero il collega Alberto Gentili riporta le opinioni di alcuni anonimi collaboratori di Pisapia (che chiunque abbia dimestichezza col politicantismo di sinistra sa riconoscere) e scopre che nell’entourage del candidato premier della sinistra girano idee vecchie, escludenti e francamente stupide (come quella di voler decidere chi può o chi non può candidarsi al voto). Ripeto a Pisapia un consiglio molto amichevole: sciolga il suo staff, li mandi a casa o saranno loro a mandare a casa lui rovinandogli la reputazione.

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